
Nel 1195, a Lisbona, nasce Fernando Martins de Bulhões, figlio di una benestante famiglia portoghese; suo padre, Martino Alfonso, aveva da sempre immaginato per lui una sfolgorante carriera militare e una vita sociale piena e dedita alla mondanità, ma lassù qualcuno aveva scelto per lui ben altra strada.
Infatti, il giovane Fernando, poco più che fanciullo, decise di abbracciare la vita religiosa entrando, a soli 15 anni, nel monastero agostiniano, per poi aderire all’Ordine francescano, dove assunse il nome di Antonio.
Sant’Antonio resta uno dei santi più amati e venerati della cristianità. La sua fama è legata non solo alla sua eccezionale attività di predicatore e teologo, ma è anche caratterizzata dall’enorme numero di eventi prodigiosi attribuiti alla sua intercessione.
Chiamato comunemente il “Santo dei miracoli”, la sua canonizzazione da parte di Papa Gregorio IX, nel 1232, avvenne a meno di un anno dalla morte, proprio grazie al riconoscimento immediato di una vasta sequenza di guarigioni e prodigi documentati.
La letteratura medievale conta decine di episodi miracolosi, raccolti storicamente in testi come il trecentesco “Liber miraculorum”. I suoi miracoli non erano semplici manifestazioni di potere divino, ma rispondevano sempre a un profondo scopo pastorale: convertire gli eretici, difendere i più deboli (orfani, poveri, oppressi) e ristabilire la giustizia sociale.
Nella nostra Diocesi sono numerosi i festeggiamenti in onore del Santo di Padova e anche Campobasso, nell’omonima parrocchia, lo ha celebrato con quattro giorni di festa, preghiera e spirito di comunità. Dall’11 al 14 giugno 2026, la comunità parrocchiale e francescana ha condiviso un intenso programma di celebrazioni religiose, momenti di fraternità e riflessione e quelli più propriamente di festa. La parrocchia ha scelto di festeggiare portando Antonio di Padova tra gli ammalati e i sofferenti, proprio come Lui, nella pur breve esistenza terrena, fece attraversando luoghi e missioni diverse, accogliendo quanto gli veniva chiesto, nel riconoscere la presenza di Dio nella propria vita e nell’ascoltare la sua volontà.
Il giorno 12 si è svolta la tradizionale benedizione dei bambini, che nel culto a Sant’Antonio di Padova rivestono un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista iconografico sia devozionale. Quasi tutte le raffigurazioni rappresentano il Santo con il Bambin Gesù in braccio, personificando l’intensa vita mistica di Antonio e la miracolosa apparizione in cui il Bambino gli apparve mentre pregava stringendo le Sacre Scritture. Inoltre, Sant’Antonio è conosciuto come il Santo delle 13 grazie e invocato come protettore dell’infanzia, che resta spesso protagonista delle guarigioni prodigiose a Lui attribuite. Per questo, nei giorni della sua festa è consuetudine diffusa portare i bambini in chiesa per una speciale benedizione per sua intercessione, in segno di ringraziamento e devozione, facendo loro indossare il saio francescano a memoria della sua immagine.
Come ha sottolineato il nostro Arcivescovo, “la figura di Sant’Antonio non riguarda soltanto la sua persona. Lo dimostrano la devozione costante del popolo di Dio e l’affidamento alla sua intercessione. La sua santità è un patrimonio di tutta la Chiesa che raggiunge i fedeli che a lui si rivolgono. Questo ci aiuta a comprendere il significato della santità di alcuni uomini e donne nella Chiesa: essi sono esempio e modello per tutti, non solo perché possano intercedere per noi, ma perché testimoniano la vicinanza e l’amore di Dio e la comunione con Lui”.
Anche nella vicina Ferrazzano il popolo di Dio ha voluto celebrare il Santo Patrono con due giorni densi di avvenimenti e celebrazioni: la benedizione e distribuzione del pane di Sant’Antonio, secondo la tradizione del “pondus pueri”, preghiera con la quale i genitori, in cambio di protezione per i propri figli, promettevano a Sant’Antonio tanto pane quanto fosse il loro peso.
E poi le celebrazioni liturgiche, la fiaccolata e la processione del giorno 13, con la suggestiva ed emozionante presenza dei “monacelli”, tradizione ultracentenaria del paese che rende percettibile la devozione al Santo di Padova mediante la vestizione con il saio di 13 bambini che, per l’intera durata della tredicina all’alba a Lui dedicata e in processione, allietano le celebrazioni con il proprio canto del tradizionale inno “Di tre lustri”.
Appena qualche settimana fa, il 30 maggio, sempre a Ferrazzano si è tenuta la rievocazione de “I miracoli di Sant’Antonio”, giunta ormai alla IX edizione: un percorso fra i vicoli del paese alla riscoperta della vita del Santo e delle peculiarità del borgo. L’evento è connotato da un appassionato racconto di come il paese celebra il suo Santo, i riti, le tradizioni e la religiosità popolare che annualmente si conferma.
La manifestazione si snoda lungo le vie principali del centro storico di Ferrazzano, guidando i visitatori alla scoperta di scorci suggestivi del borgo, ove si assiste alla rappresentazione scenica di momenti significativi della vita del Santo di Padova e dei riti maggiormente esemplificativi della devozione dei ferrazzanesi a Sant’Antonio.
Antonio di Padova è tutto questo: un insieme ricchissimo di qualità umane e intellettuali e di doni spirituali. È il giovane e vigoroso Fernando convertito; è il frate che, con le sue doti di predicatore, rabboniva le folle e seppe conquistare anche San Francesco, che lo chiamò “Mio Vescovo”; è il figlio di Dio che, con la sua poderosa fede, sconfisse il demonio, ricacciandolo negli inferi; è il cavaliere della fede che combatte le eresie del suo tempo, meritandosi l’appellativo di “martello degli eretici”.
Ecce Crucem Domini!
Fugite partes adversæ,
Vicit Leo de tribu Iuda,
Radix David! Alleluia, alleluia!
Mariagrazia Atri



