Vita diocesana

IL 1° MAGGIO DEI BAMBINI. QUANDO IL LAVORO DIVENTA SOGNO

Disegni, e speranze dei bambini per raccontare il valore del lavoro

È stata una Festa del Lavoro a misura di bambini quella celebrata il 1° maggio nella Parrocchia San Giuseppe Artigiano. Con un laboratorio semplice ma d’impatto, i più piccoli hanno raccontato il lavoro che “sognano”. Sotto un sole primaverile, il salone parrocchiale si è trasformato in un grande atelier creativo, con disegni colorati e frasi piene di speranza.

“Ma il lavoro di papà è importante anche se adesso non ce l’ha più?” La domanda è arrivata a metà laboratorio, mentre i bambini di quinta elementare disegnavano “il lavoro che sogniamo”.

Il Vescovo, Biagio Colaianni, ha sorriso e ha risposto: “Certo che è importante. Perché papà lavorava per aiutarci tutti”.

L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Campobasso-Bojano, ha coinvolto i bambini della catechesi parrocchiale in un laboratorio semplice ma profondo: “Il lavoro che sogniamo”.

“L’Italia sta in piedi se lavoriamo tutti”

Il punto di partenza è stato l’art. 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Il responsabile Gustavo De Angelis lo ha spiegato così: “La nostra casa-Italia non cade se ognuno fa la sua parte. Anche tu, anche io. Anche il bidello, anche il panettiere”.

“Io da grande voglio fare il dottore per curare la nonna”. “Io il panettiere per dare il pane a tutti”.

Giovedì 30 aprile, i bambini hanno compilato schede con disegni e risposte: “Che lavoro fa chi ti vuole bene?”. Sono usciti i nomi di papà, mamma, nonni… e San Giuseppe, naturalmente. Poi hanno scritto: “Io da grande voglio fare… perché…”. Sono le voci dei bambini di 10 anni.

La mattina del 1° maggio, prima della Santa Messa, i bambini hanno incontrato S.E. Biagio Colaianni. “Il lavoro”, ha detto il Vescovo, “è il modo con cui cresciamo, aiutiamo gli altri e diciamo al mondo che Dio ci vuole bene”.

“Qui in Molise abbiamo bisogno di sogni”

“Il lavoro non è solo un diritto”, ha aggiunto Mons. Colaianni, “è un modo per restare qui, in questa terra che ama i figli. San Giuseppe Lavoratore ci insegna che il lavoro è per costruire, non per distruggere”.

I bambini che affrontano per la prima volta il mondo del lavoro sono come foglie nuove che si aprono al vento: fragili e curiose. Non sanno ancora cosa sia la fatica, ma sanno cosa sia la meraviglia. Per loro, il lavoro non è un dovere, ma un’avventura.

Ma il mondo del lavoro non è sempre facile. I bambini lo scopriranno presto. Ci saranno giorni di no, di fatica, di delusione. Ma se gli adulti intorno a loro sanno trasmettere il valore del lavoro come servizio, come crescita, come condivisione… allora quei bambini cresceranno con una bussola dentro.

“E quando un giorno entrerete nel mondo del lavoro, ricordate: il vostro valore non sta nel compito che svolgete, ma nella luce che portate. Siate curiosi, siate generosi, siate voi stessi. Il mondo ha bisogno della vostra unicità.”

L’iniziativa è parte del percorso diocesano di Pastorale Sociale. “È un seme”, dice De Angelis, responsabile pastorale, “perché se a 10 anni non diciamo che il lavoro è dignità, a 30 anni sarà solo una lotteria”.

di Gustavo De Angelis