Vita diocesana

DIOCISIADI 2026, LO SPORT COME PONTE DI FRATERNITÀ

Un percorso pastorale tra gioco, formazione e comunità per unire generazioni e territori nel segno dell’inclusione

Le Diocisiadi 2026 non sono nate come un semplice torneo sportivo locale, ma come l’espressione tangibile di una visione pastorale moderna e inclusiva promossa dall’Arcidiocesi di Campobasso-Boiano. Il progetto è stato concepito come “strumento di evangelizzazione e crescita umana”. L’obiettivo dichiarato era trasformare il campo da gioco in un laboratorio di fraternità, dove il “sano agonismo” non fosse fine a se stesso, ma servisse a rinvigorire i legami sociali all’interno del territorio molisano. Le Diocisiadi sono state così pensate come un cammino a tappe, capace di coinvolgere bambini, giovani e adulti in un dialogo costante tra spirito e corpo.

Il sipario sulle Diocisiadi si è alzato domenica 8 marzo 2026 presso la Chiesa di San Pietro a Campobasso. Questa prima giornata, denominata “Pasqua dello Sportivo”, ha posto l’accento sulla bellezza dello stare insieme. La scelta di legare l’inizio dei giochi alla festività pasquale non è stata casuale: essa simboleggiava la rinascita della comunità attraverso l’incontro e la gioia del Vangelo tradotta in gesti concreti.

Per l’apertura agonistica si è scelto uno sport di “prossimità”: il bigliardino (calcio balilla), gioco simbolo di tutti gli Oratori. Questa disciplina, pur nella sua semplicità, incarna perfettamente i valori delle Diocisiadi: richiede coordinazione, affiatamento di coppia e, soprattutto, favorisce la comunicazione immediata tra gli sfidanti.

Nell’Aula Magna dell’Università del Molise, il 26 marzo, si è tenuto il convegno su sport inclusivo, formativo, educativo ed etico. Il convegno ha esplorato il ruolo dello sport come pilastro della cittadinanza attiva. Relatori ed esperti si sono confrontati sulla necessità di formare non solo atleti, ma uomini e donne consapevoli. Si è discusso di come abbattere le barriere — sociali, fisiche e politiche — e di come l’etica debba precedere il risultato tecnico. Questa fase è stata fondamentale per fornire una base teorica solida alle competizioni successive.

Sabato 11 aprile 2026, l’entusiasmo delle Diocisiadi si è trasferito a Mirabello Sannitico per la seconda fase agonistica dedicata al tennistavolo. Presso il locale Palazzetto dello Sport, i 32 atleti iscritti hanno dato vita a un pomeriggio di sport animato, gioioso e competitivo.

Al PalaUnimol si è poi disputata la fase finale delle Diocisiadi con il torneo di calcio a 5. Ad aprire le attività sono stati i Pulcini, cuore pulsante e gioioso della giornata. Tre le formazioni scese in campo, tutte appartenenti alle ACLI di Campobasso. I piccoli atleti sono stati guidati, organizzati e arbitrati dal loro tecnico Andrea Lupo, che ha saputo trasmettere ai bambini il giusto approccio al gioco. Le tre mini-gare, disputate con tempi unici da 15 minuti, hanno offerto uno spettacolo di pura spensieratezza e vitalità, ricordando a tutti che lo sport, prima di essere competizione, è prima di tutto divertimento.

Al termine delle gare dei più piccoli, l’Arcivescovo S.E. Mons. Biagio Colaianni ha radunato al centro del campo tutte e nove le compagini coinvolte nella manifestazione. In un ideale cerchio di amicizia, il Vescovo ha rivolto ai presenti un discorso profondamente motivazionale. Mons. Colaianni ha ribadito con forza che le Diocisiadi sono state ideate come strumento per testimoniare come lo sport possa e debba unire, socializzare e abbattere qualsiasi barriera, sia essa sociale o politica. “In campo si scende sempre per vincere — ha esordito — ma se si perde, bisogna avere la grandezza d’animo di applaudire l’avversario perché oggi è stato più bravo”. Un insegnamento di vita che trasforma la sconfitta in occasione di crescita. Il Pastore ha poi rivolto un sentito ringraziamento agli organizzatori, agli atleti e, con particolare calore, ai bambini e ai genitori che hanno gremito gli spalti, sottolineando l’importanza del supporto familiare nel percorso di crescita dei giovani sportivi.

Subito dopo il saluto del Vescovo, la competizione è ripresa con i due gironi delle categorie superiori, che si sono alternati sul parquet dell’Unimol in un clima di grande intensità agonistica, sempre sotto la direzione dell’arbitro Salvatore Griguolo del CSI, la cui conduzione è stata garanzia di equità e rispetto delle regole.

A conclusione delle gare, il clima di agonismo ha lasciato spazio alla festa finale. A tutti gli atleti è stata consegnata una maglietta ricordo con la scritta “Diocisiadi 2026”, simbolo da custodire per ricordare una giornata speciale, insieme al gioco “Giubilando”, omaggio legato ai valori del Giubileo e messo a disposizione dalla Pastorale Culturale.

L’evento si è concluso con il “terzo tempo” organizzato dal CUS Molise, in un clima di festa e convivialità.

Hanno partecipato alle Diocisiadi gruppi eterogenei e di età diverse, a dimostrazione e conferma che lo sport unisce tutti: ANSMES Campobasso, CSI regionale, Parrocchia Sant’Elia a Pianisi, Frates Mirabello Sannitico, PGS Molise, CUS Molise, CIP.

di Igino Tomasso, Presidente provinciale ANSMES