Vita diocesana

UN GIORNO DI FEDE, FRATERNITÀ E BELLEZZA CON IL SANTO PADRE

A Roma il Terzo Meeting nazionale dell’IRC promosso dalla CEI, fede, dialogo e impegno educativo al centro dell’incontro con il Santo Padre

Lo scorso 25 aprile gli insegnanti di religione della diocesi di Campobasso-Bojano hanno vissuto una giornata intensa e ricca di emozioni partecipando, insieme alle altre due diocesi del Molise, al Meeting nazionale dal titolo “Il cuore parla al cuore – l’IRC laboratorio di cultura e dialogo”, svoltosi a Roma alla presenza del Santo Padre Leone XIV. Il titolo del meeting richiama il motto di San John Henry Newman: “Cor ad cor loquitur”, cioè un’educazione fondata sulla relazione autentica tra le persone.

Fin dalle primissime ore del mattino si è respirato un clima di gioia e condivisione. Docenti provenienti da tutta Italia si sono ritrovati nell’Aula Paolo VI per un incontro che ha rappresentato non solo un momento formativo, ma soprattutto un’esperienza ecclesiale forte e coinvolgente. Testimonianze, la proiezione in anteprima del cortometraggio “L’ora libera”, realizzato presso un istituto scolastico con il contributo degli stessi studenti, e altri interventi hanno preparato i cuori all’accoglienza del Papa, che ci ha raggiunti senza farci attendere.

Nel suo profondo discorso, il Papa ha rivolto parole di incoraggiamento e gratitudine, sottolineando il valore educativo e umano, nonché la bellezza del servizio che prestiamo nella scuola, dove gli studenti possono aprire il cuore in uno spazio aperto al dialogo. Molto significativo il passaggio in cui ha affermato che i nostri alunni non hanno bisogno di risposte preconfezionate, ma di vicinanza e onestà da parte di adulti che li affianchino con autorevolezza e responsabilità. Un invito chiaro a vivere l’insegnamento come testimonianza autentica, capace di ascolto profondo e di accompagnamento dei bambini, dei ragazzi e dei giovani nel loro cammino di crescita.

Il Papa ha ricordato che essi hanno bisogno non solo di nozioni, ma soprattutto di adulti capaci di ascoltare, accompagnare e testimoniare con sincerità la propria fede e i propri valori. Ha invitato gli insegnanti ad aiutare gli studenti a riflettere sulle grandi domande della vita, educandoli all’ascolto del cuore, alla libertà interiore e al rispetto degli altri.

Per Lui l’insegnamento della religione è un aiuto per comprendere la cultura, la storia e le tradizioni del nostro Paese e dell’Europa e, per questo, ha incoraggiato i docenti ad essere preparati, appassionati e vicini ai ragazzi, senza moralismi ma con autenticità e amore educativo.

È utile riportare i punti principali del discorso del Papa:

– l’insegnante di religione non trasmette solo nozioni, ma aiuta i giovani a crescere interiormente;

– la scuola diventa luogo di dialogo, ascolto e confronto rispettoso;

– i ragazzi hanno bisogno di adulti capaci di accompagnarli nelle domande sul senso della vita;

– l’IRC può favorire cultura, pace, inclusione e pensiero critico;

– educare significa parlare “al cuore”, aiutando gli studenti a sviluppare libertà, responsabilità e umanità.

Il Papa ha definito in poche parole il lavoro degli insegnanti di religione “silenzioso ma molto importante” e ha invitato i docenti a continuare con passione, attenzione ai giovani e spirito di servizio

Molto significativa è stata anche la partecipazione condivisa delle delegazioni molisane: il viaggio, organizzato dalla diocesi di Campobasso grazie all’incoraggiamento dell’arcivescovo Mons. Colaianni e della prof.ssa Pina Di Lembo, direttrice dell’Ufficio scolastico diocesano, ha permesso momenti di dialogo e convivialità vissuti insieme, rafforzando il senso di amicizia e collaborazione tra colleghi che ogni giorno operano nelle diverse realtà scolastiche del nostro territorio.

Nel pomeriggio abbiamo avuto la gioia di partecipare a un suggestivo concerto nella Basilica di San Pietro. La musica, unita alla straordinaria bellezza della Basilica, ha creato un’atmosfera di raccoglimento e contemplazione che ha toccato profondamente tutti i presenti.

La giornata si è conclusa con la celebrazione della Messa vespertina, vissuta con intensa partecipazione spirituale, e ha rappresentato il momento più raccolto e profondo dell’intero incontro: affidare al Signore il nostro servizio educativo, le nostre scuole e i nostri studenti proprio lì, ai piedi della Cattedra di Pietro, ci ha fatto sentire parte viva della Chiesa, chiamata ogni giorno ad annunciare il Vangelo anche attraverso l’impegno educativo e didattico.

Siamo tornati quindi nelle nostre comunità con il cuore colmo di gratitudine, consapevoli che esperienze come questa rafforzano la nostra vocazione di educatori e ci aiutano a guardare con speranza al futuro delle nuove generazioni. Il Papa ci ha stimolato proprio in questo: continuare il nostro servizio con speranza e fiducia, ricordando che educare significa seminare il bene nel cuore delle nuove generazioni.

di Carmela Venditti