Vita diocesana

“ASPIRATE ALLA SANTITÀ, OVUNQUE SIATE”

La Veglia vocazionale diocesana richiama il valore della testimonianza e la necessità di ritrovare strade nuove per incontrare i giovani

Domenica 26 aprile 2026, nella chiesa di Santa Maria della Libera a Campobasso, abbiamo vissuto la Veglia di preghiera per la Giornata Mondiale delle Vocazioni, sul tema: “Aspirate alla santità, ovunque siate”.

Come Pastorale Vocazionale diocesana, abbiamo preparato questa veglia con impegno e speranza. Tuttavia, non possiamo non rilevare un dato che ci ha fatto riflettere: la presenza dei giovani è mancata all’interno della chiesa. Non erano assenti dalla città — molti si trovavano poco distante, a festeggiare la vittoria del Campobasso — ma non hanno preso parte a questo momento di preghiera. È un segno che interpella il nostro modo di incontrarli e coinvolgerli.

Nell’omelia, il nostro Vescovo, Mons. Biagio Colaianni, ha posto alcune domande profonde: il Signore ha forse smesso di chiamare? Oppure siamo noi ad aver perso la capacità di ascoltare? La sua voce, infatti, continua a risuonare, ma spesso manca quello spazio interiore necessario per accoglierla.

La situazione che viviamo si inserisce in una più ampia crisi vocazionale che riguarda tutta la Chiesa in Italia. Anche nella nostra diocesi ne vediamo i segni concreti. Abbiamo un solo seminarista, Vincenzo Di Stasi, originario di Cercemaggiore, che proprio lo scorso 1° aprile, durante la Messa crismale, ha ricevuto l’ammissione agli ordini sacri: un passaggio importante nel suo cammino, che accompagniamo con affetto e preghiera.

Allo stesso tempo, la nostra Chiesa si prepara a vivere due momenti di grazia con le prossime ordinazioni sacerdotali dei diaconi transeunti: don Andrea Russo, il 16 maggio, e don Emmanuel Kange, il 23 maggio. Due segni concreti che il Signore continua a chiamare e che la risposta, pur nella fatica del tempo presente, continua ad esserci.

Il Vescovo ci ha richiamati con forza al valore della testimonianza. Le vocazioni non nascono anzitutto da strategie o iniziative, ma dall’incontro con persone che quotidianamente vivono con verità e gioia la propria chiamata. Se la nostra vita mostra che seguire il Signore è bello, possibile e fonte di pienezza, allora diventa una parola viva che parla anche agli altri.

In questo cammino, un ruolo fondamentale lo hanno le famiglie. Se un tempo si pregava con semplicità perché un figlio diventasse sacerdote o consacrato, oggi questo atteggiamento si è affievolito. Eppure, riscoprire anche un sano orgoglio — umano e spirituale — per il dono di una vocazione in famiglia può riaprire il cuore alla fiducia e alla disponibilità. Una vocazione, infatti, non è una perdita, ma una grazia per tutti.

Eppure, non dobbiamo scoraggiarci: il Signore continua a seminare, anche nei terreni più difficili. A noi è chiesto di pregare con più fiducia, di testimoniare con più autenticità e di trovare strade nuove per raggiungere i giovani e le famiglie. Come Direttore della Pastorale Vocazionale, sento forte questa responsabilità insieme a tutta la nostra comunità diocesana. Questa veglia, anche nella sua semplicità, è stata un momento vero, che ci invita a rinnovare il nostro impegno, oltre che a interrogarci sui segni dei tempi.

Un grazie sincero a tutti coloro che hanno partecipato, alle Suore Discepole di Gesù Eucaristico per l’accoglienza e il servizio nel canto, al nostro Vescovo per la parola chiara e incoraggiante che ci ha consegnato e a Giulio Carpenito per le riprese.

Continuiamo a pregare con fiducia, perché anche nella nostra terra possano nascere e crescere vocazioni belle, capaci di dire sì al Signore, magari guardando ai modelli che i santi, nel corso della storia, hanno saputo trasmetterci.

di don Angelo del Vescovo