Testimonianze di fede

UNA VITA CONSEGNATA A CRISTO, I 25 ANNI DI SACERDOZIO DI DON FIDEL

A Santa Maria del Molise la comunità si è stretta attorno a don Fidel Niyonkuru per il suo giubileo sacerdotale. Mons. Biagio Colaianni: «Il fondamento del tuo ministero è Dio»

Ci sono anniversari che raccontano molto più del tempo trascorso; raccolgono volti, incontri, partenze, approdi che permettono di riconoscere, dentro una storia, il filo discreto di una chiamata. Così, sabato 29 agosto, la chiesa dei Santi Maria, Filippo e Giacomo in Santa Maria del Molise ha accolto la celebrazione per i venticinque anni di ordinazione sacerdotale di don Fidel Niyonkuru.

Attorno a lui si sono ritrovati confratelli, amici e fedeli, giunti anche da altre diocesi e da diversi luoghi, segno delle tante relazioni nate lungo il suo ministero. A presiedere l’Eucaristia è stato mons. Biagio Colaianni, che nell’omelia, a partire dalla figura del profeta Geremia, ha posto al centro la fedeltà alla chiamata anche quando il cammino attraversa la fatica e l’incomprensione.

«Il fondamento del tuo ministero è Dio», ha ricordato il Vescovo rivolgendosi a don Fidel. Una fedeltà che trova la propria sorgente nell’intimità con Cristo, perché prima delle opere, degli impegni e delle responsabilità pastorali viene l’appartenenza al Signore; da qui l’invito a fare della propria esistenza un’offerta e a riconoscere in Gesù il tesoro capace di dare pienezza alla vita.

Nelle parole di don Fidel è riaffiorata, con commozione e gratitudine, la sorgente della sua vocazione: la famiglia in Burundi, il santo Rosario recitato insieme ogni sera e la preghiera della mamma, che affidava a Maria il desiderio di vedere nascere un sacerdote tra i propri figli; in quella preghiera domestica affondano le radici di una storia che da venticinque anni continua a farsi servizio. L’Italia e il Burundi, le parrocchie e le persone incontrate sono diventati altrettante tappe di una scuola del cuore; da ciascuna comunità don Fidel ha imparato che essere sacerdote significa appartenere a Dio e al popolo affidato alle sue cure, lasciandosi guidare, accompagnare e trasformare dal Signore anche attraverso la vita delle persone.

Al termine della celebrazione, il suo grazie ha raggiunto quanti hanno condiviso e sostenuto questo cammino, poi la festa si è fatta canto e preghiera: i connazionali di don Fidel hanno intonato nella sua lingua materna un canto di adorazione che proclama la generosità di Dio, seguito dal Magnificat; lingue e provenienze diverse si sono così incontrate in un’unica lode.

Resta l’immagine di una comunità raccolta attorno a una storia sacerdotale che continua: venticinque anni diventano così testimonianza di perseveranza, amore per il Vangelo e fedeltà a una chiamata accolta giorno dopo giorno. Un patrimonio spirituale consegnato alla Chiesa e a Santa Maria del Molise, perché continui a generare fraternità, speranza e desiderio di Cristo.

di Valentina Capra