
Ci sono realtà che nascono per rispondere a un’occasione e finiscono per diventare parte integrante della storia di una comunità. È quanto accaduto al coro Castelpetroso IN…CANTO, che in poco più di quattordici anni ha saputo trasformare una semplice intuizione in un progetto culturale capace di rappresentare il territorio ben oltre i confini regionali. Oggi quel cammino trova uno dei suoi riconoscimenti più prestigiosi con il secondo posto nazionale conquistato nell’ambito del progetto “Turismo delle Radici”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Questa soddisfazione va ben oltre il risultato artistico: è il riconoscimento di un percorso costruito giorno dopo giorno attraverso il volontariato, la passione, lo studio e il desiderio di mettere la musica al servizio della comunità.
La storia del coro inizia nel gennaio del 2011, quando il Comune di Castelpetroso, sotto la guida del sindaco Fausto Ricci, ricevette dal Ministero dei Beni Culturali l’invito a designare le realtà musicali locali come “Gruppo di Musica Popolare di Interesse Nazionale” per il 150° dell’Unità d’Italia. Con un atto coraggioso, l’Amministrazione unificò le diverse esperienze corali e bandistiche del paese in un’unica grande formazione: un progetto che raccolse subito l’entusiasmo di oltre settanta cittadini, uniti dalla passione per il canto e dal desiderio di costruire un’identità collettiva.
Da quel momento il coro, sotto la magistrale direzione del Maestro Loredana Vacca, ha iniziato un percorso che non si è mai interrotto. Nel corso del 2011 partecipò alle celebrazioni dedicate all’Unità d’Italia, culminate con il concerto al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma insieme alla Banda “Città di Castelpetroso”, occasione nella quale furono presentati non solo i brani musicali, ma anche le tradizioni, i costumi del territorio molisano.
La vicinanza alla Basilica Minore dell’Addolorata ha dato l’impronta il repertorio del coro alla musica sacra, divenuta linfa vitale per la liturgia. Il gruppo ha animato celebrazioni presiedute da eminenti figure, tra cui gli Arcivescovi Bregantini e Colaianni e i Cardinali Bagnasco e Parolin, fino all’indimenticabile accompagnamento musicale per l’incontro di Papa Francesco avvenuto il 5 luglio 2014 con oltre trentamila giovani.
L’attività concertistica, dai palchi di Assisi e Padova alle rassegne nazionali, ha consolidato il coro come baluardo culturale del territorio. Costituitasi in Associazione di Volontariato e affiliata all’Associazione Cori del Molise, la formazione trasforma la coralità in partecipazione sociale: cantare insieme significa condividere responsabilità e obiettivi. Ogni prova diventa un laboratorio di relazioni, ogni concerto il dono alla comunità di un lavoro paziente e silenzioso.
Anche le Istituzioni hanno riconosciuto questo valore. L’incarico ricevuto dal Prefetto di Isernia per animare la Festa della Repubblica del 2025 e successivamente le celebrazioni dell’80° anniversario della Repubblica nel 2026, testimoniano come Castelpetroso IN…CANTO sia ormai considerato un punto di riferimento nelle principali ricorrenze civili del territorio.

Il prestigioso traguardo raggiunto quest’anno rappresenta però qualcosa di ancora più significativo. Il progetto Turismo delle Radici, promosso dal Ministero degli Affari Esteri, riconnette gli italiani all’estero con i territori d’origine attraverso la scoperta delle tradizioni e della cultura dei piccoli borghi. In questo ambito, il concorso nazionale per cori, bande e gruppi folkloristici celebra l’identità italiana, trasformando la musica in uno strumento prezioso per raccontare l’anima autentica e la memoria collettiva del Paese.
L’Amministrazione di Castelpetroso, guidata dal sindaco Gianmarco De Filippis, ha creduto fermamente nel coro e ha scelto di investire in esso quale ambasciatore di una missione più ampia: quella di rendere il borgo un autentico presidio del Turismo delle Radici. Per il borgo, questo concorso nazionale è diventato infatti molto più di una competizione musicale: si è trasformato in un palcoscenico d’eccellenza per narrare la sua storia vitale. In questo percorso, la visione lungimirante del primo cittadino è stata determinante: sostenendo con risoluta dedizione la candidatura della formazione, il Sindaco ha trasformato l’arte corale in uno strumento strategico per promuovere il volto della tradizione e il valore umano di Castelpetroso ben oltre i confini regionali.
Dopo la selezione di Campobasso, il secondo posto conquistato a Frosinone ha premiato una comunità capace di fare della cultura uno strumento di crescita e promozione. La cerimonia di premiazione avvenuta alla Farnesina, presieduta dal Ministro Antonio Tajani, ha coronato tale percorso: la presenza del vicesindaco e corista, Concettina Armenti, ha suggellato il legame tra istituzioni e cittadini, incarnando lo spirito di Castelpetroso IN…CANTO, dove la musica unisce e supera ogni ruolo.Dietro il premio è chiaro che non c’è soltanto il talento di un coro. C’è il lavoro quotidiano di decine di coristi che, dopo gli impegni familiari e professionali, scelgono di ritrovarsi per costruire insieme qualcosa di bello. C’è la professionalità dei Maestri Stefano Di Sisto, Marco Tamburri e Annibale Colaneri, collaboratori preziosi che accompagnano costantemente il percorso musicale della formazione, offrendo competenza, sensibilità e sostegno umano. C’è soprattutto una comunità che ha imparato a riconoscersi in una voce sola. È questa la vera forza di Castelpetroso IN…CANTO: aver dimostrato che la musica può diventare identità, memoria, partecipazione e promozione del territorio. Forza identitaria che risiede nel significato profondo del verbo “accordare” che letteralmente indica il “mettere in sintonia i cuori” e il “portare al cuore”.
In un’epoca in cui molti piccoli paesi affrontano la sfida dello spopolamento e della salvaguardia delle tradizioni, il coro testimonia che le radici, coltivate con passione, custodiscono la memoria della storia passata come patrimonio su cui fondare il nutrimento più potente per proiettarsi verso il futuro e volare lontano.
di Anna Paolella



