

Si è svolto il 12 e 13 giugno a Bari l’Incontro per un Dialogo Fraterno promosso dalla Consultazione Carismatica Italiana (CCI), realtà che dal 1992 riunisce rappresentanti cattolici e pentecostali impegnati nel cammino dell’unità dei cristiani attraverso amicizia, collaborazione e riconciliazione. Il tema scelto per questa edizione, “Annuncio e Testimonianza”, ha posto al centro della riflessione il rapporto tra evangelizzazione, comunione ecclesiale e missione nel mondo contemporaneo.
Ad aprire i lavori il pastore Giovanni Traettino, della Chiesa Evangelica della Riconciliazione di Caserta, e il prof. Matteo Calisi, presidente della Comunità di Gesù di Bari, fondatori della CCI. Accolti dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, abbiamo avuto l’incoraggiamento a proseguire con fiducia sulla via della fraternità, del dialogo e della testimonianza evangelica condivisa.
Una testimonianza comune del Vangelo
I relatori, il vescovo pentecostale statunitense Dale M. Coulter, il teologo brasiliano padre Marcial Maçaneiro (membri della Commissione internazionale per il Dialogo cattolico-pentecostale) e il prof. Riccardo Burigana, tra i più autorevoli studiosi di ecumenismo in Italia, hanno affrontato temi centrali per la vita delle Chiese: il rapporto tra annuncio del Vangelo e testimonianza della comunione, l’importanza dell’evangelizzazione riconciliata, il discernimento sul proselitismo, il valore della santità come testimonianza condivisa e il ruolo dello Spirito Santo come sorgente di unità e rinnovamento.
Apprezzato il contributo del professor Burigana, che ha ripercorso oltre cinquant’anni di dialogo cattolico-pentecostale, sottolineando come l’ecumenismo non possa restare confinato agli ambienti specialistici, ma debba tradursi in uno stile concreto di vita ecclesiale. Da qui il suo invito a una vera “rivoluzione ecumenica”, capace di superare diffidenze, ignoranza reciproca e ferite passate, per costruire relazioni fondate sul Vangelo e sulla riconciliazione.
Secondo lui, la ricerca dell’unità visibile tra i cristiani rappresenta una priorità pastorale e missionaria, richiamando la continuità dell’impegno della Chiesa per l’unità e la necessità di tradurre la koinonia nella riconciliazione delle memorie storiche.
Il primato del riconoscimento reciproco
Di grande profondità anche la relazione di padre Marcial Maçaneiro SCJ. Il teologo ha evidenziato come il cammino ecumenico non possa essere ridotto a un semplice confronto dottrinale. L’unità nasce anzitutto dalla preghiera e dal riconoscimento dell’opera di Dio nell’altro. Occorre imparare a riconoscere il fratello e la sorella che condividono la stessa fede in Cristo prima di addentrarsi in questioni teologiche. Solo così può nascere un ecumenismo del cuore, fatto di incontri, amicizia spirituale, collaborazione e testimonianza comune.
Lo Spirito che conduce all’unità
Un altro tema emerso con forza è stato il ruolo dello Spirito Santo nel processo di riconciliazione tra i cristiani, il quale non conduce a una spiritualità disincarnata, ma conforma la Chiesa sempre più a Cristo, rendendola capace di vivere la comunione e la missione.
Per il vescovo Dale M. Coulter, cattolici e pentecostali condividono una testimonianza fondata su due convinzioni: la vita cristiana come cammino di trasformazione verso la santità mediante l’azione dello Spirito Santo e la Chiesa come popolo di Dio pellegrino nel mondo. Pur nelle differenze, entrambe le tradizioni riconoscono la chiamata a camminare insieme nella fede, nella missione e nella testimonianza del Vangelo.
Calisi e Traettino hanno evidenziato, poi, come il dialogo cattolico-pentecostale rappresenti oggi uno dei segni più significativi dell’azione dello Spirito nel cristianesimo contemporaneo. La comunione vissuta nello Spirito diventa così una testimonianza profetica per una società spesso frammentata e disorientata.
Guardando al futuro
L’incontro si è concluso con l’impegno di perseverare e proseguire questo cammino di riconciliazione attraverso la preghiera comune, il dialogo e la collaborazione evangelica.
Nel messaggio inviato per l’occasione, il pastore Alfredo Giannini, presidente della Federazione delle Chiese Pentecostali, ha ricordato che riflettere insieme su annuncio e testimonianza significa assumere una responsabilità condivisa davanti al mondo affinché la Chiesa possa offrire risposte autentiche alle sfide del nostro tempo.
L’esperienza di Bari conferma che l’ecumenismo non è soltanto un tema di studio o una prospettiva futura, ma una realtà già operante nelle relazioni fraterne che lo Spirito suscita tra i credenti. La testimonianza comune del Vangelo appare oggi non solo possibile, ma sempre più necessaria per rendere credibile l’annuncio di Cristo e preparare i cristiani a celebrare insieme il Giubileo della Redenzione del 2033.
Come partecipante e testimone di un percorso comune iniziato nella CCI sin dal 1992, auspico un coinvolgimento sempre più ampio dei fedeli in questi momenti di intensa spiritualità e fraternità e un rafforzamento dei rapporti con la Chiesa della Riconciliazione, presente da oltre trent’anni a Campobasso, con la quale in passato sono state realizzate significative iniziative di evangelizzazione comune. Per la nostra diocesi auguro un rinnovato impegno nel cammino della riconciliazione, della preghiera condivisa e della collaborazione evangelica, nella convinzione che la testimonianza comune del Vangelo costituisca oggi una delle esigenze più urgenti della missione cristiana.
Carmela Venditti



