PAPA LEONE INCONTRA I FRATELLI DELLE SCUOLE CRISTIANE

L’EDUCAZIONE CRISTIANA COME MISSIONE

Papa Leone il 15 di questo mese ha incontrato i Fratelli delle Scuole Cristiane in occasione di due ricorrenze fondamentali della Congregazione: il terzo centenario della nascita ecclesiale e il 75° anniversario della proclamazione del loro fondatore San Giovanni Battista de La Salle come Patrono celeste di tutti gli educatori.

Sacerdote francese, geniale pedagogista ed educatore è stato soprattutto instancabile pioniere, nella seconda metà del seicento, della creazione di nuove scuole.

Innovative per destinatari, per contenuti e modalità di apprendimento e specialmente per insegnati più validi: più preparati e dediti alla loro opera intesa come missione. Inventò scuole qualificate e gratuite per i meno abbienti, scuole serali domenicali per giovani lavoratori, scuole tecniche e professionali. Vivaio educativo che lo porterà alla fondazione della Congregazione religiosa dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Per la prima volta nella storia della chiesa viene consacrato un istituto religioso laicale con il quarto voto di fedeltà al servizio educativo soprattutto dei poveri: il vostro altare è la cattedra, amava ripetere, ai suoi Fratelli educatori. Dalla Francia ben presto si irradiano in Europa e poi nel mondo (oggi presenti in 80 paesi, compreso il nostro, con scuole di ogni ordine e grado).

Preparando insegnanti di qualità in grado di istruire non solo nella fede, ma nel sapere e nelle professioni tecniche, promuovono una educazione basata sui valori cristiani, l’impegno sociale, la consapevolezza ambientale.

Perciò Papa Leone accogliendoli esordisce: dopo tre secoli, è bello constatare come la vostra presenza continui a portare con sé la freschezza di una ricca e vasta realtà educativa con cui ancora, in varie parti del mondo, con entusiasmo fedeltà e spirito di sacrificio, vi dedicate alla formazione dei giovani.

Evidenzia, poi, due aspetti fondamentali del loro carisma educativo validi ancor oggi non solo per gli educatori, ma per tutti nella chiesa: l’attenzione all’attualità e la dimensione ministeriale oltre che missionaria della docenza per l’intera comunità credente. Considera, infatti, i religiosi lasalliani, così chiamati dal nome del fondatore, una delle esplicitazioni più belle ed eloquenti della ministerialità battesimale che sprona tutti, senza differenze, secondo la Lumen gentium a contribuire come membra vive all’interno della chiesa.

In chiusura dell’incontro va più affondo: augura che la famiglia religiosa lasalliana contribuisca a suscitare tra i giovani che le frequentano gioiosi e fecondi cammini di santità. A questo scopo occorrono comunità educanti nelle quali lo sforzo didattico deve essere arricchito dall’apporto di tutte le componenti educative, sopratutto della famiglia. L’altro aspetto della rivoluzione pedagogica lasalliana che ci interpella, secondo Papa Leone, è l’attenzione all’attualità. Lo spirito innovatore del fondatore (l’abolizione del latino come lingua di élite e l’adozione della madrelingua francese, l’inserimento di percorsi tecnici professionali) è quanto mai necessario anche oggi per affrontare le sfide impegnative che i giovani vulcani di vita presentano agli educatori.

I modelli relazionali imperanti sempre più improntati a superficialità, individualismo, instabilità affettiva, mancanza di dialogo e riflessione possono costituire trampolini di lancio per esplorare nuove vie educative e toccare il cuore degli allievi aiutandoli e spronandoli ad affrontare con coraggio ogni ostacolo per dare nella vita il meglio di sé, secondo il disegno di Dio.

È l’essenza dell’educazione: ex-ducere: portare fuori (non mettere dentro) maieuticamente il meglio che il Signore ha messo dentro in ciascuno. Missione impegnativa, (anche nella preghiera) molto faticosa, totalizzante come ci testimoniano i lasalliani, ma altrettanto bella feconda e sorprendente.

Ne ho fatta diretta appassionante esperienza come ex insegnate di religione in mezzo agli adolescenti e ai giovani.

Rosalba Iacobucci