Si è accasciato davanti ai fedeli ed è caduto sull’altare, mentre celebrava l’omelia nella chiesa di Santa Maria Assunta in cielo a Sant’Angelo Limosano. Una morte improvvisa e certamente inaspettata quella di don Alyos Ghislain Mewoli Mbala II. Nato a Bertoua (Camerun) il 26 agosto 1978, da una famiglia molto religiosa. Fin da piccolo, racconta la sorella Mireille, aveva espresso il desiderio di diventare sacerdote, scelta che è prevalsa sull’altra passione, quella di intraprendere la carriera di pilota di aereo. La famiglia lo ha supportato nel suo percorso di formazione, fino all’ingresso in seminario e all’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 19 giugno 2009. È stato parroco in diverse cittadine camerunensi (Bertoua, M’Biton, Guiwa-Yangamo) fino al 2014. In Camerun aveva costituito un’associazione in cui accoglieva bambini e insegnava loro diverse attività come la pittura, la coltivazione della terra, e altre attività creative e ricreative. Per un anno compie un’esperienza pastorale a Porzadzie, in Polonia. In Molise l’allora vescovo dell’arcidiocesi di Campobasso- Bojano mons Giancarlo Maria Bregantini, gli affida le parrocchie di Limosano e Sant’Angelo Limosano, due comunità vicine. Ha ricoperto diversi incarichi nell’ambito della curia: vicario foraneo di Matrice, direttore della pastorale rurale, vicario giudiziale nominato dall’arcivescovo Biagio Colaianni, che dal 2025 gli affida anche l’incarico di notaio di curia.
Un sacerdote sorridente e aperto al dialogo. Tantissimi i fedeli ai suoi funerali, officiati nella chiesa di San Francesco a Limosano dall’arcivescovo Biagio Colaianni, alla presenza di mons Giancarlo Bregantini e di oltre sessanta sacerdoti e diaconi. Una funzione in cui traspariva il dolore e la commozione per la dipartita di un figlio di Dio amato e stimato da tutti.
Nell’omelia monsignor Colaianni ha rimarcato le doti che lo caratterizzavano: Aloys ha saputo vivere il suo ministero di servitore di Dio e della chiesa incontrando le persone con amabilità e il sorriso sempre stampato sulle labbra. Ha servito la chiesa con profonda fedeltà, attento alle sue leggi e ai suoi insegnamenti e orientamenti. Aveva a cuore il popolo che gli era stato affidato e ha saputo gestire gli incarichi di responsabilità che gli erano stati affidati. Nessuno può trovare una spiegazione alla sua morte, bisogna affidarsi, continua il presule, alla volontà del Signore, e riconoscere che Dio rimane mistero anche quando il dolore ferisce profondamente l’anima. Il cristiano vero deve accogliere ciò che il Signore dispone.
Al termine della cerimonia funebre sono stati in tanti a voler esprimere un messaggio di cordoglio e ricordo per don Aloys. Per prima la sindaca di Limosano, Angela Amoroso, ha sottolineato il lavoro che il parroco ha fatto nella comunità: sempre vicino a tutti con dedizione, generosità e amore, anche e soprattutto nei momenti difficili. Poi il sindaco di Petrella Tifernina, Alessandro Amoroso, paese molisano, dove don Aloys ha mosso i primi passi del suo ministero sacerdotale in arcidiocesi. Era un punto di riferimento tra i petrellesi, specialmente tra i più giovani. Tornava spesso nel paese per incontrare la comunità, con la quale aveva instaurato un rapporto sincero e di affetto autentico.
È seguito il ricordo del sindaco di Sant’Angelo Limosano, William Ciarallo, che definisce il sacerdote “fratello”. Lo ricorda come un uomo schietto, capace di emozioni autentiche, che desiderava vedere le comunità camminare insieme, come una sola famiglia.
Mario Amore, componente del consiglio pastorale di Limosano, ricorda don Aloys come uomo, parroco, fratello e amico di ognuno. Col suo sorriso e il suo modo benevolo, ha contribuito a fare aprire il cuore di tutti verso il prossimo. Così come il pensiero del presidente della Proloco di Sant’Angelo Limosano e suo stretto collaboratore, Simone Di Paolo, che rimarca la disponibilità del parroco in ogni occasione liturgica a lavorare insieme con spirito di collaborazione e condivisione.
Tutti hanno ringraziato don Aloys per la sua umanità e porteranno nel cuore il suo ricordo incancellabile. Un grazie è stato espresso dal rappresentante della chiesa di Bertoua, sua città di origine, che è particolarmente riconoscente a don Aloys per il bene che ha donato e ha ricevuto dalla terra molisana e dall’arcidiocesi di Campobasso- Bojano. Il ricordo dell’arcidiocesi molisana è stato riportato da don Giovanni Di Vito, direttore dell’ufficio diocesano. Ne descrive le caratteristiche di umanità e dedizione profonda, accogliente verso i suoi fratelli sacerdoti. Aveva uno stile autenticamente evangelico nel suo comportamento, capace di gesti spontanei che sapevano accogliere, avvicinare e creare comunione.
La sorella Mireille, commossa, ringrazia tutti per la vicinanza e descrive le qualità del fratello come persona aperta agli altri e che dava tutto se stesso per il prossimo. Amava i bambini e i giovani, per i quali si è speso moltissimo. Era uno studente modello, l’intellettuale della famiglia, ha studiato sempre e metteva la sua conoscenza a disposizione degli altri. Unanime il ringraziamento a don Alyos per gli insegnamenti ricevuti. Natalina e Peppino, componenti della congrega della Madonna del Rosario e della pastorale a Limosano mi hanno raccontato che era un sacerdote che viveva di grazia e di grazie. Dalle sue omelie si traeva sempre un pensiero da portare a casa, si usciva arricchiti dalla funzione religiosa. Un prete instancabile, riusciva a organizzare incontri ed eventi in entrambe le comunità, creando un clima di collaborazione e condivisione. Nell’ultimo periodo era particolarmente preso dall’organizzazione della festa della Madonna delle Stelle a Sant’Angelo Limosano, che in questo anno celebra i 100 anni dal ritrovamento della statua. Tutta la popolazione era in grande fermento per vivere momenti di spiritualità e gioia nella chiesetta, ma purtroppo la scomparsa prematura di don Aloys ha ovviamente annullato tutti i festeggiamenti civili ed è stata celebrata unicamente una messa dall’arcivescovo Colaianni. Qui è stata officiata anche la messa del settimo giorno, il 30 di agosto.
La salma di don Alyos è ritornata in Camerun, per essere sepolta nella sua terra natale. Il 26 agosto, monsignor Colaianni ha celebrato una messa nella cappella della curia, per ricordare il giovane presbitero nel giorno del suo compleanno. Il presule ha nuovamente ringraziato il Signore per il dono di questa figura gentile e ha invitato a far tesoro degli insegnamenti di don Aloys per aprire un dialogo e costruire relazione autentiche di fraternità.
di Mariarosaria Di Renzo



