
Dopo un anno di formazione, riflessioni e confronto, la Scuola di Cultura e Formazione sociopolitica «Beato Giuseppe Toniolo» dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano ha concluso il proprio percorso con un viaggio culturale e spirituale a Polignano a Mare e Bari; un appuntamento che ha rappresentato il naturale epilogo di un cammino condiviso, durante il quale i partecipanti hanno potuto tradurre in esperienza concreta i valori approfonditi nel corso dell’anno.
La Scuola Toniolo, diretta dalla prof.ssa Ylenia Fiorenza, celebra quest’anno il quindicesimo anniversario della sua fondazione; dal 2010 rappresenta un punto di riferimento per la formazione dei laici, promuovendo la Dottrina Sociale della Chiesa come strumento di lettura della realtà e di partecipazione responsabile alla vita civile ed ecclesiale.
Il percorso formativo 2025-2026, dedicato al tema «Custodi e promotori dell’Umanesimo Cristiano», ha invitato i corsisti a riflettere sulla centralità della persona e sul ruolo dei cristiani nella costruzione del bene comune, riscoprendo il valore di una presenza capace di coniugare fede, cultura e impegno sociale.
Nel corso degli incontri sono state approfondite le diverse forme della povertà, da quella economica a quella spirituale, fino alla riflessione conclusiva sulla beatitudine della povertà di spirito come antidoto ad ogni forma di miseria umana; un itinerario che ha aiutato i partecipanti a comprendere come le povertà non riguardino soltanto la mancanza di beni materiali, ma possano manifestarsi anche nella solitudine, nella fragilità delle relazioni, nella perdita di senso e nella difficoltà di riconoscere la dignità dell’altro.
La Scuola Toniolo continua a proporre uno stile di formazione fondato sull’ascolto, sul dialogo e sulla condivisione; seguendo il pensiero del Beato Giuseppe Toniolo, il percorso ha stimolato i partecipanti a leggere le sfide del nostro tempo con uno sguardo cristiano, maturando la consapevolezza che la crescita personale diventa autentica solo quando si apre alla comunità e al servizio del bene comune; in questa prospettiva si inserisce il viaggio conclusivo, concepito come esperienza di sintesi del cammino vissuto durante l’anno.
Ogni momento della giornata ha assunto un significato che andava oltre il semplice susseguirsi degli eventi, trasformandosi in un’occasione di riflessione, condivisione e crescita reciproca; un’esperienza vissuta come autentico cammino comunitario, capace di rafforzare i legami nati durante il percorso formativo e di tradurre in gesti concreti i valori dell’Umanesimo Cristiano.
La sosta a Polignano a Mare ha offerto ai partecipanti la possibilità di lasciarsi guidare dalla bellezza: le vie del centro storico, gli scorci sul mare e l’armonia tra natura e patrimonio artistico hanno ricordato come il creato sia un dono da custodire e come la bellezza rappresenti una via privilegiata per educare lo sguardo, aprire il cuore alla contemplazione e riscoprire il legame profondo tra l’uomo, il territorio e il Creatore.
La tappa conclusiva a Bari ha arricchito il viaggio di una profonda dimensione spirituale e culturale, accolti dall’arcivescovo emerito mons. Giancarlo Maria Bregantini e accompagnati nella visita alla Basilica e alla Cattedrale da un sacerdote della comunità di Bari; così, i partecipanti hanno intrapreso un percorso che ha saputo intrecciare arte, storia e fede.
A fare da filo conduttore all’intera visita è stata la figura di San Nicola, testimone di carità, accoglienza e dialogo tra i popoli, la cui eredità spirituale continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per la Chiesa universale; attraverso i luoghi che ne custodiscono la memoria e i richiami alla storia della Basilica, i partecipanti hanno potuto cogliere come il patrimonio artistico e architettonico oltre ad essere testimonianza del passato, è espressione viva di una fede che attraversa i secoli, custodisce le proprie radici e continua a parlare all’uomo di oggi.
Si conclude così un altro anno della Scuola Toniolo, che si conferma luogo di formazione, dialogo e crescita ecclesiale; il viaggio finale ha rappresentato un’esperienza che richiama il significato più autentico dell’essere custodi e promotori dell’Umanesimo Cristiano: vivere la fede come impegno concreto al servizio della comunità e del bene comune.
di Valentina Capra



