
Un evento destinato a lasciare il segno nella piccola comunità alle porte di Campobasso. Dal 10 al 19 luglio, Ripalimosani ha accolto la statua della Madonna di Fatima, in occasione del 25° anniversario di ordinazione sacerdotale del parroco don Moreno Ientilucci. Egli si era recato nel 2025 con l’arcivescovo e un gruppo di fedeli, in pellegrinaggio a Fatima in occasione del 50° compleanno. Nel ringraziare la Madonna del dono della vita e del sacerdozio, ha anche chiesto la grazia che la Vergine venisse in visita in Molise. Ha quindi inviato una mail di richiesta al rettore del Santuario di Fatima, che ha risposto positivamente. È stata accolta proprio in luglio, mese in cui ricorrevano i 25 anni dell’ordinazione sacerdotale. Mi ha spiegato che le statue pellegrine della Madonna di Fatima sono 12. Quella che tocca le città italiane è custodita dai padri Servi del Cuore Immacolato di Maria a Roma. Al termine di ogni visita, la statua rientra nella capitale perché ne venga controllato lo stato di conservazione e perché venga approntata per le successive destinazioni. Per la tappa molisana, sono stati coinvolti il cappellano dei carabinieri di Chieti e un equipaggio di elicotteristi della guardia di finanza.
Alle 19.00 in punto, l’elicottero, pilotato dal maggiore Adriano Trane, è atterrato presso la località Quercigliole. La statua della Vergine era accompagnata da S.E. Mons Biagio Colaianni e da don Stefano Fracassi, vicario foraneo. È stata accolta dalle autorità civili e militari del paese, dal complesso bandistico di Montesarchio (BN), oltre che da una moltitudine di fedeli. In processione è giunta al convento di san Pietro Celestino V di Ripalimosani, dove il vescovo ha celebrato la santa messa. Nell’omelia monsignor Colaianni, come nel suo stile, ha preso spunto dalle letture e dal Vangelo. Egli ha sottolineato che la visita della Vergine di Fatima deve trasformare il nostro cuore in un mezzo capace di amore, come l’amore che Maria ha dato al mondo intero. Ciò che dobbiamo imitare da lei è la capacità di provare e attuare sentimenti puri come la tenerezza, la consolazione, la vicinanza e il perdono. Dobbiamo dunque essere pecore, non lupi! Questo costa senz’altro fatica, ma se vogliamo la pace e la salvezza, bisogna che si mettano in campo le richieste che la Madonna più volte ha fatto: la preghiera costante, attraverso la recita del Rosario, la lotta contro il male e le guerre, l’offerta delle nostre sofferenze.
Nel corso della sua peregrinatio, la statua della Madonna ha fatto visita ai deboli e ai sofferenti. È stata condotta, infatti, presso l’ospedale Cardarelli e il Responsible Research Institute. Tutti momenti toccanti, di elevata spiritualità. Don Moreno mi ha raccontato che tante persone lo hanno fermato anche lungo i corridoi dei reparti per chiedere una parola di conforto o semplicemente di porsi in ascolto di fronte ai problemi che toccano tutte le famiglie. I fedeli nutrono tanta speranza nell’intercessione della Vergine Maria, specialmente in questo periodo in cui il mondo è in fiamme e la guerra imperversa ovunque. Lui auspica che questa visita sia una occasione preziosa per un rinnovamento spirituale della comunità ripese e molisana.
La visita è proseguita, alla mattina del 17 luglio, presso la casa circondariale di Campobasso, dove è stato vissuto un nuovo momento di intensa spiritualità. La visita ai carcerati è opera di misericordia corporale e rappresenta un’azione volta alla rieducazione del detenuto, per contrastarne l’isolamento e l’emarginazione.
La peregrinatio a Ripalimosani si è conclusa con una fiaccolata alla sera del 19, alla quale hanno partecipato molti fedeli. È stata preceduta dalla messa celebrata da don Moreno, nella quale il presbitero ha messo in evidenza che la Madonna è come una mamma per i suoi figli. Non va mai in visita a mani vuote. La Vergine di Fatima chiede ai fedeli preghiera e penitenza. Preghiera in special modo per i nemici, affinchè si redimano. Ma soprattutto una preghiera autentica che deve portare alla conversione del proprio cuore, che deve togliere rovi e pietre e diventare puro come quello di Maria. Altrimenti la sua visita conta molto poco e perde di significato.
La statua pellegrina è partita alla volta di Acquaviva Collecroce durante la giornata della domenica.
Questo periodo è stato assai significativo per la comunità di Ripalimosani, che lo ha vissuto nella preghiera, nella fraternità e nella riscoperta della fede.
Giubileo Sacerdotale, 25 Anni di Dono e Missione

La visita della statua di Fatima nella parrocchia di Ripalimosani ha realizzato il sogno di don Moreno nell’anniversario della sua ordinazione presbiteriale. Una gioia immensa condivisa con i suoi confratelli e le tante persone provenienti dai paesi dove egli aveva prestato servizio. La messa è stata da lui celebrata alla presenza dell’arcivescovo Colaianni, alla sera del 14 luglio, nel campetto adiacente il convento di Ripalimosani.
La liturgia è stata animata dai ragazzi del Ripa Music Lab 3.0, componenti di un’orchestra di plettri, e dalle suore catechiste del Sacro Cuore. Grande l’emozione di don Moreno, che ha ringraziato la Vergine Maria dei doni preziosi e ha ancora una volta chiesto la sua intercessione per continuare il suo cammino presbiteriale con fede, discernimento e umiltà. Altrettanto forte il momento in cui lui e don Franco D’Onofrio hanno letto l’atto di affidamento al Cuore Immacolato di Maria, davanti alla statua e poi hanno omaggiato la Madonna con una coroncina del santo Rosario.
La cerimonia si è conclusa con un momento di agape fraterna nella pineta adiacente. Nel tracciare un bilancio dei 25 anni da sacerdote, lui mi ha raccontato che tanti sono stati i momenti belli, ma anche periodi più brutti. Non è facile per un giovane presbitero gestire comunità che non conosce, specialmente quando si trova in situazioni di precarietà. Egli, originario di Montefalcone del Sannio, è stato prima a Sant’Angelo Limosano, poi a Limosano e infine a Ripalimosani, tutti paesi non grandi come numero di abitanti, ma con problematiche talvolta difficili. Ricorda gli anni post terremoto del 2002 a Limosano, quando tutte le chiese erano chiuse perché inagibili, e le celebrazioni venivano officiate in una struttura condivisa con gli studenti della scuola. In accordo con l’amministrazione, ha saputo instaurare un rapporto di reciproca collaborazione, per il benessere dei fedeli. Anche a Ripalimosani la chiesa è in ristrutturazione, così come il convento. Ma è fiducioso che tutto si sistemi al più presto, con l’aiuto del popolo e l’intercessione della Vergine e dello Spirito Santo.
La redazione porge gli auguri più sinceri e affettuosi a don Moreno per un cammino sempre più improntato alla spiritualità e al servizio della chiesa, come sottolineato da mons Colaianni nell’omelia. Se il Signore lo ha scelto, vuole la sua santificazione e che diventi ministro di Dio per sempre.
di Mariarosaria Di Renzo



