
Il 9 e 10 giugno il Teatro Savoia di Campobasso ha accolto un evento capace di andare oltre il semplice spettacolo teatrale: il musical dedicato alla vita di Santa Faustina Kowalska, promosso dalla Parrocchia di San Pietro Apostolo, ha trasformato il palcoscenico in un luogo di incontro, emozione e testimonianza.
Un’opera nata dal desiderio di raccontare il grande messaggio affidato da Gesù a Santa Faustina: annunciare al mondo il Suo Amore Misericordioso. Il musical, tratto liberamente dal Diario di Santa Faustina Kowalska e scritto da Francesca Berardini, ha preso vita grazie alle musiche di padre Marcel Balint, alle coreografie di Laura Palladino e alla regia di Lino D’Ambrosio.
Attraverso la recitazione, i balletti, le musiche e i canti eseguiti dal vivo, il pubblico ha potuto ripercorrere il cammino spirituale di questa umile religiosa polacca, scelta da Gesù come messaggera di speranza e di fiducia nella Sua infinita Misericordia. Una storia raccontata con intensità e delicatezza, capace di far risuonare anche fuori dal teatro un invito concreto: accogliere l’amore di Dio e diventare testimoni di misericordia.
Ma il vero valore di questo spettacolo è stato anche ciò che è accaduto dietro le quinte. Alla sua realizzazione hanno partecipato attori, musicisti e ballerine provenienti dalle quattro parrocchie francescane della città di Campobasso, insieme ad alcune sorelle delle comunità di Matrice e Montagano, che hanno donato il loro prezioso contributo.
Persone con storie, esperienze e cammini diversi hanno scelto di unirsi per un unico grande annuncio: l’Amore Misericordioso di Gesù. Proprio nella diversità delle provenienze è nata una straordinaria ricchezza: ogni talento, ogni voce e ogni presenza hanno trovato il proprio posto in un progetto comune, dimostrando che, quando si cammina insieme, le differenze diventano un dono.
Mesi di prove, di lavoro condiviso, di impegno e di confronto hanno creato legami profondi tra persone che forse prima non si conoscevano, ma che hanno imparato a riconoscersi fratelli e sorelle nella fede. È stata una concreta esperienza di comunione e di sinodalità, un “camminare insieme” che ha dato forma e sostanza al messaggio stesso dello spettacolo.
Al termine della rappresentazione, anche il vescovo di Campobasso-Bojano, mons. Biagio Colaianni, ha sottolineato il valore di questa esperienza, indicando nella capacità di lavorare insieme un segno importante per il cammino della Chiesa e un invito a continuare a mettere in comune carismi e disponibilità.
Il Teatro Savoia, in quelle due serate, non è stato soltanto il luogo di una rappresentazione artistica, ma uno spazio dove la bellezza ha incontrato la fede e dove tante persone hanno potuto percepire la forza di un messaggio senza tempo: l’Amore Misericordioso di Gesù è un dono da accogliere e una luce da portare nel mondo.
Alla fine dello spettacolo è rimasta la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di più grande: un’esperienza di Chiesa fatta di volti, di mani che collaborano e di cuori uniti da una stessa missione. Come Santa Faustina ha testimoniato con la sua vita, la Misericordia di Dio non è solo una parola da proclamare, ma un amore da vivere e condividere. E in quelle due serate a Campobasso, attraverso il linguaggio universale dell’arte, tanti cuori hanno potuto incontrare e raccontare proprio questo: Dio continua a parlare attraverso chi sceglie di camminare insieme.
Graziella Venditti



