Vita diocesana

LA FESTA PATRONALE DI SAN BERNARDINO DA SIENA

Fede, memoria e speranza per la comunità di Vinchiaturo che si apre al mondo

La festa patronale dedicata a San Bernardino da Siena rappresenta ogni anno per la comunità di Vinchiaturo uno dei momenti più significativi della vita religiosa e sociale del paese. Non si tratta soltanto di una ricorrenza liturgica, ma di un tempo privilegiato in cui fede, tradizione e appartenenza si intrecciano, rinnovando il legame tra le persone e la loro storia, cultura e spiritualità.

San Bernardino, frate francescano vissuto tra il XIV e il XV secolo, fu uno dei più grandi predicatori del suo tempo. Con la forza della parola e la testimonianza della vita diffuse un messaggio di pace, giustizia e riconciliazione, invitando le comunità a riscoprire il valore del bene comune e della fraternità. La sua spiritualità, fondata sulla centralità del Nome di Gesù e sul trigramma IHS, continua ancora oggi a parlare al cuore dei fedeli e a ispirare autentici percorsi di vita cristiana.

Per Vinchiaturo, San Bernardino è molto più di un Patrono: è un riferimento identitario che accompagna la comunità lungo il cammino delle generazioni. Le celebrazioni patronali sono diventate giorni intensi di preghiera, processioni, incontri e condivisione, durante i quali il paese ritrova il senso profondo della propria unità.

Particolarmente significativo è stato, nel maggio 2026, il ritorno degli emigrati e dei loro discendenti. Molti vinchiaturesi residenti in altre regioni d’Italia e soprattutto all’estero hanno scelto il periodo della festa per tornare nella propria terra d’origine. Diverse famiglie sono rientrate da Montreal, Toronto, New York e persino dall’Argentina. Le strade e le piazze si sono riempite di volti familiari, racconti e ricordi. Si è vissuto il tempo dei ricongiungimenti, degli abbracci e della riscoperta delle proprie radici. In questi giorni la comunità si è riconosciuta come una grande famiglia, capace di mantenere vivo il legame con quanti, pur vivendo lontano, continuano a custodire nel cuore l’amore per il proprio paese.

Tra i momenti più significativi delle celebrazioni vi è stato l’incontro dei ragazzi della scuola, delle autorità e della comunità con il Vescovo della Diocesi di Nicosia, a Cipro, Mons. Bruno Varriano, originario di Vinchiaturo. Accolto dal sindaco, dai docenti, dall’APS Il Trigramma e da numerosi gruppi locali, dopo aver salutato in Curia l’Arcivescovo Mons. Biagio Colaianni, ha offerto una preziosa testimonianza sul valore della pace e del dialogo tra i popoli.

Attraverso il racconto della realtà cipriota, Mons. Varriano ha aiutato i giovani a comprendere come la pace non sia un concetto astratto, ma una responsabilità quotidiana che nasce dall’ascolto, dal rispetto reciproco e dalla capacità di riconoscere nell’altro una persona da accogliere e comprendere. Le sue parole hanno assunto un significato ancora più profondo in un tempo segnato da conflitti e divisioni. Cipro, crocevia tra Europa, Asia e Africa, rappresenta infatti un ponte naturale tra culture, religioni e tradizioni differenti. Il messaggio consegnato alla comunità richiama il significato stesso della festa patronale di San Bernardino: essere costruttori di pace nelle famiglie, nelle comunità e nei luoghi della vita quotidiana.

Mons. Biagio Colaianni, nell’omelia del 19 maggio 2026, prima della grande processione, ha presentato l’amore di San Bernardino per il Nome di Gesù, la sua fede e il suo impegno per la pace e il bene comune. Ha ricordato che i cristiani non sono chiamati soltanto a fare prediche, ma a essere testimoni: «Non siamo chiamati soltanto a fare prediche, ma a essere testimoni, grazie allo Spirito Santo che ci è donato».

L’Arcivescovo ha quindi evidenziato l’attualità dell’esempio del Patrono, definendolo «uomo di carità, uomo di pace, capace di richiamare con forza alla riconciliazione dove c’erano divisioni». San Bernardino promuoveva il lavoro, contrastava l’egoismo e annunciava il Vangelo con il linguaggio del popolo affinché tutti potessero comprenderlo. Tutta la sua opera nasceva dall’ascolto del Signore e dall’annunciare ogni cosa nel nome di Gesù. Richiamando il Vangelo, Mons. Colaianni ha infine invitato a riconoscere Cristo come riferimento fondamentale della vita e a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo per realizzare il bene per sé e per gli altri, sull’esempio dei santi.

La festa ha assunto inoltre un significato particolare nel contesto storico attuale. In un tempo segnato da tensioni internazionali, conflitti, incertezze economiche e preoccupazioni sociali, la figura di San Bernardino richiama con forza il valore della pace. Le celebrazioni diventano occasione per elevare una preghiera comune affinché prevalgano il dialogo, il rispetto reciproco e la solidarietà tra i popoli.

Accanto alla dimensione religiosa, la festa patronale permette di riscoprire la propria storia, custodire le tradizioni e trasmettere la memoria collettiva. Nutrire le proprie radici non significa chiudersi al cambiamento, ma costruire una base solida da cui aprirsi al mondo. Solo chi sa da dove viene può incontrare senza paura chi è diverso da sé. In questo senso la festa di San Bernardino rappresenta un ponte verso il futuro, rafforzando il senso di appartenenza e promuovendo una cultura dell’incontro, del dialogo e della convivenza.

La comunità di Vinchiaturo, riunita attorno al proprio Patrono, rinnova così ogni anno un messaggio di fede e di speranza che supera i confini del paese e raggiunge tutti coloro che ne condividono la storia e gli affetti. La Festa Patronale continua a essere testimonianza viva di una comunità che sa custodire la propria identità, valorizzare i legami umani e guardare con fiducia al futuro, invocando per tutti il dono prezioso della pace. Dalle celebrazioni si elevi sempre una preghiera affinché cessino le guerre, si aprano strade di dialogo e si rafforzi tra le nazioni la volontà di costruire un futuro di giustizia, fraternità e concordia tra tutti i popoli.

Don Peppino Cardegna