VITA DIOCESANA

«ECCOMI» QUANDO LO SPIRITO SANTO SCRIVE IL TUO NOME

Viaggio nel sacramento della Cresima Confermati, per sempre: il seme di Dio nella nostra vita.

 

Il prossimo 3 maggio a Ferrazzano, nella parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo, 13 giovani riceveranno la Santa Cresima, il crisma che cosparge la fronte e dà coraggio al cuore.

è un’esperienza personale intrisa di significati e simboli liturgici profondi,vicini alla vita: l’imposizione delle mani e l’unzione con l’olio crismale sulla fronte come “sigillo” dello Spirito Santo dato in dono.

Oltre la festa, oltre l’apparenza, il sacramento della cresima rappresenta il sigillo completo e pieno della vita cristiana; non più solo discepoli ma destinatari della chiamata autentica ad una vita di testimonianza, di evangelizzazione nella vita quotidiana di ciascuno, di una fede condivisa.

Don Nicola Maio, il parroco che ha guidato ed accompagnato paternamente i ragazzi nel percorso di formazione ed avvicinamento alla Confermazione, sottolinea l’elemento altamente spirituale della cerimonia, che inizia con la prestazione dei cresimandi, del loro nome: “questo attesta che agli occhi del Signore non siamo una massa anonima ma popolo di battezzati, diversi, unici e irripetibili con una propria storia personale nella quale vuole fare breccia con legami d’amore il Signore.. continuare questa storia inaugurata con il Battesimo, leggerla insieme con Lui camminando a fianco del cresimando mano nella mano”.

In questo passaggio, il rapporto tra credenti e la Chiesa universale e locale, si fortifica mediante un segno impositivo fisico ma realmente mistico, arrivando a sancire, come un marchio d’amore, l’appartenenza definitiva alla Chiesa di Cristo.

Don Nicola sottolinea ancora: “l’imposizione delle mani come quando nella sacra scrittura i grandi patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe imponevano le loro mani sui loro figli per trasmettere la “berakah”, la benedizione che non risulta essere un semplice augurio verbale ma una vera e propria effusione di energia, di grazia, l’azione dello Spirito Creatore nei loro cuori: attraverso questo segno messo in atto dal Vescovo, Vicario di Cristo nella propria Chiesa locale si vuole rinnovare i frutti di quel “soffio” pasquale trasmesso dal Gesù Risorto sulla chiesa nascente affinché impaurita e chiusa possa aprirsi alla Vita, la stessa Benedizioneeffusione che i primi discepoli ebbero dal Signore per andare nel Mondo ed essere strumenti dell’Annuncio che salva: non è vero che la mia Storia non ha un senso ma ha un centro di Vita, di Forza, di Speranza Spirituale in Gesù Cristo Signore Roccia, Fortezza, Rupe, Pastore. E con l’imposizione dell’ olio crismale, , simbolo di consacrazione, viene rinnovato il battesimo, per rafforzare, confermare, per essere ancora di più innestati in Cristo come i tralci alla Vite, riconoscendo la propria fragilità spirituale, i cresimati chiedono a Gesù di rafforzare il loro essere Sacerdoti Re e Profeti, Profumo di Cristo nel Mondo, annunciatori dello stile di Vita di Gesù attraverso la Suprema Legge del portare gli uni i pesi degli altri, il gareggiare nello stimarci a vicenda e l’avere sentimenti gli stessi sentimenti di Cristo pazienza, benevolenza e umiltà.

Mediante tali segni figurativi, carichi di un portentoso significato spirituale, lo Spirito Santo investe i cresimandi che le ricevono dei sette doni necessari per vivere da cristiano ogni giorno: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.

A ciascuno di essi Dio dice “Mi fido di te”; con questa missione nel cuore ognuno è chiamato a proseguire il suo cammino nella grazia, con le parole ma anche con le opere. Ma mi sono domandata cosa rimanga dopo nel cuore di questi ragazzi, al termine dei percorso formativo educativo che li ha condotti al sacramento.

E ad Elena N., sedicenne, chiedo quale dei sette doni dello Spirito Santo la incuriosisce di più e perché? “Dei sette doni dello spirito santo mi incuriosisce la Sapienza, come conoscenza umana, ma anche come presenza di Dio nelle scelte della vita; spero, infatti, che nella mia esperienza personale possa aiutarmi a riconoscere le decisioni giuste da prendere”.

E quale traccia lascia in te il percorso formativo verso la cresima? Come sei giunta alla scelta della madrina/padrino? Cosa rappresenta per te? “Mi ha colpito molto l’approccio che ci è stato insegnato ad avere verso Dio: un rapporto di dialogo, che mi ha portato a pensare che il Signore sia sempre in mio ascolto, ogni volta che ho bisogno di aprirmi a lui. Per scegliere la mia madrina ci ho messo molto; poi, ho deciso di scegliere una persona che sento vicina a me, come un membro della mia famiglia, a cui mi sento libera di dire tutto e che credo possa aiutarmi nelle mie esperienze future”.

E se dovessi spiegare ad un tuo coetaneo la Cresima usando una sola parola o immagine, quale utilizzeresti? “Userei la parola “crescita”, poiché in questo percorso ho sentito la mia fede e il mio rapporto con il Signore svilupparsi e consolidarsi”.

Hai un santo o una persona che ti ispira nel tuo cammino? E come pensi di mettere a frutto il percorso intrapreso in parrocchia, dopo la Cresima? “La figura di San Francesco è molto importante per me: il modo in cui visse, ci dimostra che la felicità si raggiunge attraverso le piccole cose e la sua storia mi ricorda che Dio c’è sempre per noi, basta permettergli di entrare nel nostro cuore. Dopo la cresima vorrei continuare da sola questo percorso che ho iniziato in parrocchia, impegnandomi nella preghiera e nel dialogo con il Signore”.

Il Vescovo unge la fronte col Crisma, e con quel simbolico gesto Dio Pianta il seme dello Spirito in noi.

Che i giovani che lo riceveranno possano accoglierlo, e con la preghiera personale ed i sacramenti farlo germogliare e fiorire nella vita reale, con la preghiera personale, l’impegno comunitario e la condivisione fraterna.

Dio ha fatto la sua parte; decidi tu che tipo di albero vuoi diventare!

Mariagrazia Atri