LA VOCAZIONE COME INCONTRO PERSONALE CON CRISTO

UN CORAGGIO..DA LEONE!

Il Papa invita i giovani a seguire la voce del Buon Pastore, superando le imposizioni e abbracciando l'amore che trasforma il cuore.

In occasione del primo Regina Coeli, nella Domenica del Buon Pastore, e anche della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, il nuovo Vescovo di Roma, Papa Leone XIV, ha rivolto il suo invito di preghiera a tutto il popolo di Dio per le vocazioni “specialmente per quelle al sacerdozio e alla vita religiosa”.

Un pensiero particolare lo ha dedicato ai giovani affinché “trovino nelle nostre comunità accoglienza, ascolto, incoraggiamento nel loro cammino vocazionale, e  possano contare su modelli credibili di dedizione generosa a Dio e ai fratelli. Poiché la Chiesa ne ha tanto bisogno!”.

Ma tutto questo, ci ha ricordato il Santo Padre, poggia sulla chiamata dell’unico Buon Pastore Cristo: “che guida la Chiesa con il suo Santo Spirito”.

Questa è la voce che il Papa ci invita a seguire: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono” (Gv 10,27).

Perché si sceglie di seguire Cristo? Di stare con lui? Perché ci si sente conosciuti nell’intimo, e perché quella voce è entrata nel cuore. Il Signore Gesù infatti non stabilisce con noi una relazione sulla base di regole, imposizioni, leggi, schemi, o altro, ma sulla conoscenza profonda del nostro essere.

Seguiamo Cristo perché ci sentiamo da lui capiti e compresi, perché quella voce di pastore ci è entrata nel profondo del cuore, non come obbligo, ma come offerta di amore. Questo risuona veramente nel cuore di ogni uomo, la bellezza dell’amore di Dio che “tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta” (1°Cor 13,7).

Non scegliamo di stare con il Signore perché dobbiamo, ma perché seguiamo questa voce bellissima che non ci giudica, né ci condanna, che non esige e non pretende nulla, ma tutto dona gratuitamente.

Purtroppo, anche nella Chiesa, tante volte noi travisiamo questa dinamica, cioè il guidare e lasciarsi guidare per mezzo di una parola che salva. Pensiamo che vengano prima le strutture, i protocolli, i metodi pastorali più efficienti, e dimentichiamo che nessuno può strappare dalla mano di Cristo chi si fa prendere da Cristo, perché un cuore che si è aperto a lui, che ha accolto la sua voce, non ha bisogno di essere travasato dentro uno schema pastorale, fosse pure valido.

Piuttosto occorre annunziare una parola che tocchi il cuore, soprattutto dei giovani, e che muova le persone dal di dentro, offrendo l’esperienza del potere di Dio che è capace di unirsi a chi lo accoglie. Le pecore seguono Cristo perché sono toccate nel cuore.

I giovani seguiranno più facilmente Cristo se cesseremo di essere per loro d’impedimento con tante inutili imposizioni, allora sì che la loro anima sarà toccata dalla voce del Pastore.

C’è sempre una parola che muove il nostro essere interiore, ed è inutile cercare di correggere i nostri atti o quelli degli altri, se quella parola non entra nel cuore. E quando la parola di Cristo entra nel nostro cuore, il primo dono che ci fa è quello di essere identificati, di essere conosciuti, sentiamo finalmente di poter essere noi stessi.

A quel punto tutto il resto è un assecondare quella voce che ci conosce dal di dentro.

Non servono tanti sermoni, piuttosto testimoni autentici! La vita morale che tanto esigiamo negli altri è solo la conseguenza di questa esperienza e non il contrario.

È inutile bastonare qualcuno per farlo andare sulla retta via se non ha ancora gustato ciò che disseta veramente il suo essere. Le pecore vanno dove trovano quella voce, vanno alla sorgente dove trovano l’acqua che li disseta. E non dove lo richiede il protocollo ecclesiale.

E se noi oggi siamo eco di quella voce di cui abbiamo tanto bisogno, quante pecore, quanti giovani, vedremo accostarsi al Pastore!

Ma perché tutto questo avvenga, serve un coraggio da Leoni! Il coraggio di “sparire perché rimanga Cristo!”. Il Santo Padre ci incoraggia a non avere paura e ad accettare l’invito della Chiesa e di Cristo Signore con l’intercessione della Santissima Vergine Maria, Madre di Dio e sua prima discepola.

Don Giacomo Piermarini