
Una comunità in festa quella che il 30 novembre ha accolto il nuovo parroco di Baranello, Don Fulgence Bizindavyi. La cerimonia di insediamento si è svolta sotto un cielo piovoso che tuttavia non ha frenato il popolo baranellese raccolto nella Chiesa di san Michele Arcangelo nella prima domenica d’Avvento. Prima della cerimonia il Vescovo, S.E Monsignor Biagio Colaianni ha solennemente consegnato al nuovo parroco le chiavi della Parrocchia di San Michele Arcangelo, quindi ha dato inizio alla celebrazione eucaristica, avvenuta alla presenza delle rappresentanze istituzionali locali e della comunità dei fedeli. Il Vescovo, dopo il saluto dei bambini al nuovo parroco, ha ringraziato gli ospiti giunti dal Santuario di Castelpetroso e la ricca delegazione marchigiana, da Montegiorgio e dall’Arcidiocesi di Fermo, in cui don Fulgence è cresciuto e si è formato sin dal suo arrivo in Italia. Quindi, nell’omelia, ha ribadito con forza quale sia il compito del parroco. “Il sacerdote deve insegnare, santificare e governare”, ha detto. Deve insegnare l’amore di Dio non solo attraverso la Parola ma anche con una testimonianza di vita che ricordi come Gesù sia vissuto in mezzo agli uomini. Egli è il riferimento che crea unità e fraternità e, in quanto tale, la sua parola va ascoltata.
La preghiera e i sacramenti sono i modi attraverso i quali egli santifica la comunità che gli è stata affidata. “Che l’accoglienza sia profonda” ha ammonito il Vescovo, e ha invitato tutti a lavorare nel silenzio e nell’umiltà. Nel prosieguo, il Sindaco, Dottor Riccardo Di Chiro, ha salutato Don Fulgence a nome di tutti i concittadini, dandogli il benvenuto nella sua nuova casa.
Ha quindi ricordato con affetto e gratitudine Don Michele Socci, parroco a Baranello per vent’anni, e Don Adriano Cifelli che, sulla parrocchia si è avvicendato nell’ultimo periodo. Quindi, ha ribadito il proprio impegno e la disponibilità da parte di ciascuno ad una collaborazione fattiva, ricordando l’identità di un paese ricco di risorse umane e culturali, una comunità fraterna e solidale, pronta a intraprendere il cammino insieme.
Don Fulgence, con voce ferma ma commossa, ha chiuso gli interventi di saluto sottolineando quanto speciale fosse questo giorno nella sua vita e quanto grande fosse la gioia di poter servire Dio nella sua Chiesa, e per questo ha espresso il suo sentimento di profonda gratitudine a Monsignor Colaianni per aver avuto fiducia in lui, affidandogli l’amministrazione e la guida religiosa della comunità parrocchiale di Baranello.
Dopo aver ringraziato i convenuti, ha chiesto a tutti di pregare per lui, perché si adoperi con zelo ed entusiasmo “per la maggior, gloria di Dio”. Poi si è rivolto alla comunità, dicendo “i protagonisti siete voi, amici miei baranellesi…voglio essere uno di voi, in quanto siamo chiamati a camminare insieme …non abbiate troppe aspettative ma siamo aperti alla comunione, all’ascolto reciproco, ma soprattutto a ciò che suggerisce nostro Signore…voi sarete la mia famiglia”.
Ha poi rivolto il pensiero ai ragazzi, ai giovani, ai bambini del catechismo, “a quelli che non sono qui”. “Non prometto di riportare tutti in chiesa”, ha detto, “ma mi impegnerò per farlo”.
Così ha espresso il proposito di visitare gli anziani e i malati, di portare il suo conforto alle famiglie, di portare Gesù, i sacramenti, la Sua parola di speranza. “Sono consapevole delle esigenze che comporta questo incarico” ha continuato, “cosciente dei miei limiti in quanto essere umano. Ma non faccio altro che sottomettermi all’azione dello Spirito Santo…Oggi sento risuonare dentro di me le parole della Scrittura che da sempre mi accompagnano. “Io sarò con te” è l’espressione che mi guida e sostiene, non siamo soli a percorrere i sentieri della vita, Cristo è sempre al nostro fianco. L’altra parola è “Dio è amore”. Solo col suo amore ci sentiremo al sicuro, e fare la sua volontà sarà sempre motivo della nostra gioia. Con l’aiuto di Dio e con l’impegno di tutti faremo grandi cose, perché Dio ha sempre qualcosa per noi: una chiave per ogni problema, una luce per ogni opera e un sollievo per ogni dolore”. La cerimonia, già animata dal Coro parrocchiale, si è chiusa con un omaggio da parte di Un coro di voci, gruppo polifonico locale.
Quindi, l’incontro conviviale a Palazzo Zurlo, che ha stemperato la solennità e ha suggellato l’incontro tra gli ospiti e la comunità in festa.
Domenico Boccia



