“L’amore, pieno di piccoli gesti di cura reciproca, è anche civile e politico, e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore…L’importanza dei piccoli gesti quotidiani, l’amore sociale ci spinge a pensare a grandi strategie che arrestino efficacemente il degrado ambientale e incoraggino una cultura della cura che impegni tutta la società”.
(Papa Francesco, L. S. n. 231)
Celebrazione o consapevolezza
“Torniamo a sognare” il tema scelto per la 56ª giornata internazionale della Madre Terra che si celebra, ogni anno, il 22 aprile – ormai dal 1970 – ancorché dichiarata tale dall’Assemblea Generale dell’Onu, con Risoluzione A/RES/63/278 nel 2009. È un programma intorno al quale si sviluppano conferenze, iniziative, sensibilizzazione, comunicazione e tanto altro ancora. È un’occasione per riflettere sullo stato del pianeta ed educare le future generazioni sullo stretto rapporto esistente tra l’azione antropica, la salute della Terra e le conseguenze delle scelte individuali e collettive, “tutto è connesso”.
Che l’ambiente in cui viviamo soffra, e da tanti anni or sono, non appare una novità, anche se alcuni negazionisti, nonostante i frequenti ed inesorabili eventi estremi – alluvioni, smottamento terreni -, per citarne alcuni, di cui anche il Molise, ultimamente in diversi territori, ha sofferto, ci coinvolgono con sempre maggiore frequenza ed effetti catastrofici.
Non abbiamo ascoltato abbastanza il grido della terra ed il grido dei poveri. Si è infranto il legame, quel patto di alleanza, tra l’uomo ed il creato.
Con potere assoluto, dispotico, l’uomo, non amministratore e custode responsabile, ha depredato le risorse naturali, gratuitamente rese disponibili per tutti, in quanto beni comuni. Ha disboscato selvaggiamente senza provvedere ad un ripristino, ha costruito in zone non idonee, sugli argini dei fiumi, deviandone, spesso il corso, ha eroso terreno, violando il pianeta che ora si ribella.
Il grave momento storico che stiamo attraversando, segnato da crisi ambientali, climatiche, politiche, sociali, necessita di una consapevolezza ed una responsabilità differenziata finalizzate a contrastare le storture dei sistemi.
Inoltre, le molteplici guerre combattute in più parti del mondo, e con armi sempre più sofisticate, producono numerose vittime soprattutto tra gli incolpevoli civili causando, altresì, grande distruzione ed inquinamento dell’ambiente naturale. Le polveri rilasciate in terra, nelle acque e nell’aria dalle armi resteranno presenti nel terreno per anni, modificandone la destinazione d’uso.
Appare indifferibile, pertanto, educare le nuove generazioni alla cura e rispetto del bene comune, in quanto adulti del domani che con le loro scelte produrranno un impatto determinante sull’esistenza del pianeta Terra. Oltre alla teoria, comunque, occorre fornire alle giovani generazioni opportunità pratiche di conoscenza e comprensione, anche attraverso piccoli gesti quotidiani che contribuiranno ad un cambio di paradigma, sviluppando, nel contempo, un’educazione e sensibilità ambientale.
“È meraviglioso che l’educazione sia capace di motivarle fino a dar forma ad uno stile di vita. L’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via”.
(Papa Francesco L.S., 211)
Best practices locali
Il 22 aprile la scuola primaria “Giovanni Paolo II” dell’I.C. L. Montini, esempio di buona pratica, ha celebrato la Giornata Internazionale della Madre Terra. Protagonisti dell’evento sono stati gli alunni delle classi prima B, seconda A, terza D e quarta D che hanno raccolto, negli spazi adiacenti la scuola, rifiuti urbani. Presenti alla manifestazione la Dirigente scolastica dott.ssa Agata Antonelli, l’Assessore all’Ambiente Simone Cretella ed i genitori degli alunni. Presente, altresì una rappresentanza del Circolo Laudato Sì della Caritas diocesana Campobasso Bojano “Laboratorio di idee”.
L’evento rappresenta il momento conclusivo di un più ampio progetto di educazione ambientale messo in campo all’inizio dell’anno scolastico e finalizzato a creare nei bambini una “cittadinanza ecologica”.
Attraverso la lettura del testo di M. Lodi “Cipì” (un passerotto curioso di esplorare e conoscere il mondo) si è dato avvio ad un percorso di educazione, sensibilizzazione ed informazione ambientale, per promuovere la salvaguardia del pianeta Terra e la sua sostenibilità.
Sono state messe in campo azioni ed iniziative relative alla cura dell’ambiente circostante la scuola, la raccolta differenziata in classe, laboratori di riciclo creativo e, soprattutto, sono state ampiamente descritte le conseguenze delle azioni umane sull’ambiente, unendo teoria e pratica.
“Il progetto, a carattere interdisciplinare, ha interagito con l’educazione civica, arte, musica, italiano, scienze” promuovendo gli obiettivi 11, 13 e 15 dell’Agenda 2030, rispettivamente relativi alla sostenibilità, sicurezza degli ambienti urbani resi inclusivi; la lotta al cambiamento climatico, attraverso la promozione di azioni finalizzate; e la vita sulla terra secondo l’uso sostenibile dell’ecosistema terrestre.
I giovani alunni hanno partecipato con entusiasmo alle iniziative proposte.
“Una buona educazione scolastica nell’infanzia e nell’adolescenza pone semi che possono produrre effetti lungo tutta la vita”. (Papa Francesco, L.S. 213), plauso, dunque, ai docenti attenti e responsabili.
Silvana Maglione




