PAPA LEONE XIV. ATTESE-SORPRESE?!

UN UOMO DI UNITÀ NELLA DIVERSITÀ, CON RADICI PROFONDE E ORIZZONTI APERTI

Nel cuore della Chiesa, del mondo, nel cuore di ciascuno di noi.

Tra attese e sorprese, lo Spirito Santo sorprende ancora. L’elezione di Papa Leone XIV ha colto molti di sorpresa. In un tempo in cui è normale che ogni evento porti con sé aspettative – che le cose cambino, che soffi un vento nuovo, che ci sia rinnovamento – ciò che è accaduto ha superato ogni previsione. È stato, ed è ancora oggi, motivo di gioia e stupore: una bella sorpresa.

Una sorpresa inattesa

Ma sorpresa di chi o di che cosa? Sicuramente una bella sorpresa dello Spirito Santo, un dono prezioso per tutta la Chiesa e per il mondo intero. Sì, ancora una volta – come sempre – lo Spirito Santo ci ha sorpreso. Chi si aspettava il cardinale Robert Francis Prevost? Chi lo aveva previsto? I bookmakers indicavano ben altri nomi, così come giornalisti e opinionisti. E invece, è arrivato Lui.

Una scelta frutto di logiche umane? Di confronti? Di un lavoro comunitario che ha cercato di individuare prima le tematiche e le problematiche da affrontare in una Chiesa chiamata a vivere e riscoprire la propria unità e missione, e poi il profilo di chi potesse assumerne l’impegno e la fatica?
Sì. Anche. Ma non solo. Ancora una volta vale per noi ciò che la Parola di Dio ci insegna dalla nascita della Chiesa: “Lo Spirito Santo e noi”.

La forza di una singolarità

Sorpresa anche per una singolarità. Non è facile per nessuno venire dopo. Non è facile raccogliere un’eredità con tutto il suo peso. Non è facile aprirsi un varco tra quelle dinamiche, correnti e simpatie che – troppo spesso condizionati da spiriti umani contrastanti – definiamo in categorie contrapposte: conservatrici e progressiste, curiali e pastorali, bergogliane e ratzingeriane, interne ed esterne, sociali e spirituali. C’è chi lo avrebbe voluto più simile a… o più lontano da… Chi lo tira da una parte o dall’altra, secondo il proprio sguardo, la propria formazione, le aspettative, i desideri o i mugugni.E invece Papa Leone XIV, fin da subito, con mitezza e amabilità, ha scelto di essere se stesso. Di ubbidire allo Spirito. Di dare il proprio contributo con la sua impronta singolare: quella di pastore, fratello, uomo.

Grazie al tesoro della sua vita, della sua storia, del suo percorso spirituale. Ha scelto la linea della proposta, non dell’imposizione.

La via del connubio tra umanità e spiritualità, la via della continuità sapiente ma anche della discontinuità lungimirante, della chiarezza e trasparenza, ma anche della decisione e semplicità. Non ha rinunciato alla sua emotività, ma l’ha incarnata in una riservatezza solare. Soprattutto, ha portato con sé la solidità di chi frequenta la scuola della Parola e lavora per il Regno nel solco della grande tradizione agostiniana. Con equilibrio e discrezione, Papa Leone XIV ha aperto un varco cordiale e singolare, nel cuore della Chiesa e del mondo, ma soprattutto nel cuore di ciascuno di noi. Si è già fatto amare. È già di casa, con la sua autorevolezza e la sua capacità di ascoltare l’uomo nel profondo. Con naturalezza e leggerezza, ha spazzato via ogni inutile ricamo sulle dinamiche ecclesiali.È un uomo di unità nella diversità, con radici profonde e orizzonti aperti.

La priorità del Risorto

C’è poi un’altra sorpresa: quella di una precedenza. Una priorità chiara e forte: quella dell’annuncio. Nel dinamismo della vita di fede e della missione, Papa Leone XIV ha fatto riemergere un bisogno essenziale: quello di ri-centrarci, ri-posizionarci, ri-trovare la fonte e la direzione. Tornare al principio, lasciarsi guidare dallo Spirito, riscoprire la speranza e imparare di nuovo come abitare la nostra quotidianità.Il punto di partenza è uno solo: il Signore Risorto, e con Lui, il dono della Pace.

Le sue parole iniziali non lasciano dubbi:

«La pace sia con tutti voi!

Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto,

il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio.

Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie,

tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra.

La pace sia con voi! Questa è la pace  del Cristo Risorto,

una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante»

Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.” Un affondo sorprendente. Parole luminose, illuminanti, che già contengono itinerario e programmazione pastorale. Un cammino essenziale, concreto, fedele e solido.

Sorprese da accogliere

Alla domanda iniziale – attese o sorprese? – la risposta diventa chiara: sorprese sorprendenti, o sorprendenti sorprese. Con tutta la loro genuinità, ma anche con la scomodità del loro richiamo. Sono sorprese da cogliere, accogliere e raccogliere, anche nella nostra vita quotidiana e nel nostro ministero. Siamo chiamati a lasciarci sorprendere ogni giorno, rinnovare, guidare dallo Spirito e dalla sua novità. Da una singolarità amabile e decisa, da una precedenza spirituale che nasce dalla forza della Risurrezione e dal dono della Pace.

A noi il compito di vivere tutto questo nel concreto, nelle nostre giornate, per essere – pur con le nostre fragilità – uomini e pastori di unità nella diversità, con radici profonde e orizzonti aperti.

Padre Gianpaolo Boffelli