
La comunità italiana di Wohlen (Argovia, Svizzera) sostiene da qualche anno la missione “Oui pour la Vie” che opera in Libano, paese martoriato da guerre e tragedie indicibili. Abbiamo intervistato padre Damiano Puccini, che recentemente è venuto in visita a Wohlen.
Padre Damiano, ci dica qualcosa di sé…
Sono un sacerdote italiano originario di Pisa, membro del clero libanese maronita e incardinato in diocesi di Byblos, che segue una comunità di volontari libanesi cristiani e di altre religioni, impegnata nell’accoglienza dei più poveri. Sono in Libano da 21 anni e ringrazio di cuore la Missione Cattolica di Wohlen, nella persona del missionario don Luigi Talarico per aver favorito la conoscenza con la sua realtà e con il vostro Circolo ACLI.
Come nasce la missione di “Oui pour la Vie”, alla quale lei appartiene?
Nel gennaio 1976 a Damour, centro Sud del Libano, 3.000 cristiani vengono massacrati da integralisti islamici. Nella Chiesa si recita il Padre nostro aggiungendo “rimetti a noi i nostri debiti e a coloro che vengono per ucciderci”. Sorretti da questa forza nasce un volontariato per i più poveri al fine di testimoniare il perdono attraverso la condivisione del necessario con i poveri dei gruppi nemici. “Oui pour la Vie” è un’associazione di volontariato che affonda le sue radici in questo dramma dando una risposta attraverso i suoi volontari libanesi ai bisogni urgenti di bambini e famiglie in disagio, di qualunque religione e appartenenza, per testimoniare che è sempre possibile in ogni situazione rilanciare il bene, in qualunque contesto si viva, attraverso dei semplici gesti di carità in favore di coloro che sono vittime in queste situazioni ingiuste come ad esempio i profughi iracheni e palestinesi. Il 21 gennaio 2009 nasce “Oui pour la Vie”, registrata presso il Ministero degli Interni libanese.
Cosa significa per voi il “dialogo”?
Con un atto di fede, un gruppo di amici ha deciso di cercare un po’ più in profondità il vero scopo della vita. Hanno infatti trovato la gioia nei sorrisi dei bambini e la speranza negli occhi delle persone bisognose. Decisero allora di andare controcorrente, di bussare alle porte invece di aspettare che qualcuno venisse a bussare alle loro e da quei giorni sino ad oggi si sono impegnati a rinunciare fino ad un terzo delle loro risorse personali per aiutare i più bisognosi.
Una volta il Libano era la “Svizzera del Medio Oriente” …
Per un dollaro oggi servono 100mila lire libanesi, nel 2019 ne bastavano 1.500. Il Libano ha dichiarato default economico nel 2020. Il sistema bancario è fallito e secondo l’Onu più dell’80% della popolazione residente vive in stato di povertà.
La “Guerra di Gaza” come influisce sulla vita del Paese?
Dall’inizio della guerra, un anno fa, l’80% del Libano meridionale è stato distrutto. Tantissimi bambini sono in pericolo, esposti ad attacchi, sfollati dalle loro case e senza poter usufruire del sistema sanitario, sovraccarico e sotto organico. Il ministero della Sanità libanese afferma che il bilancio totale nell’ultimo anno è di oltre 2.500 morti e 12.000 feriti. Più di un 1,2 milioni di persone hanno lasciato da “sfollati” le loro case, riversandosi nelle aree considerate sicure. I più ‘fortunati’ hanno potuto affittare degli appartamenti, ma altri vivono nelle scuole, nelle sedi delle associazioni, o anche per strada.
Per noi aiutare i poveri che appartengono a gruppi nemici tra loro, significa lavorare per la Pace e fare tutto il possibile per scongiurare lo spettro della guerra civile.
Quali sono le vostre attività?
La nostra missione gestisce una cucina che offre fino a 400 pasti al giorno, un ambulatorio sanitario, una scuola per bambini analfabeti e un piccolo centro per i malati di AIDS. Aiutiamo poveri di ogni provenienza e appartenenza prima di tutto favorendo con il dialogo uno spirito di accettazione reciproca e di perdono tra loro.
Come sostenervi?
Utilizzando il conto intestato a “Oui pour la Vie” presso:
Unicredit Cascina (PI). IBAN: IT94Q0200870951000105404518; (BIC-Swift: UNCRITM1G05,
indirizzo: Via Santi, 11bCAP: 56023 Cascina (PI) (se richiesti)
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Franco Narducci, Zurigo



