VITA DIOCESANA

E L’ARCA NAVIGAVA

Settanta bambini delle scuole dell’infanzia protagonisti di uno spettacolo tra Bibbia, musica e teatro comunitario al Teatro Savoia.

L’aspetto più sorprendente dello spettacolo E l’Arca navigava, prossimamente al Teatro Savoia il 20 maggio alle ore 18, è il protagonismo di 70 bambini di 5 anni provenienti dalle scuole dell’infanzia di cinque istituti (Immacolatine dei Monti, D’Ovidio, L’Arca di Noè, Sant’Antonio di Padova, Ripalimosani), impegnati in una performance che va al di là delle esibizioni di danza che annualmente gratificano la comunità.

Il tema affrontato è l’ingresso nell’Arca di Noè del testo biblico, al ritmo e al canto, adattato a ciascuno degli animali oggetto di musiche e parole del futuro maestro di composizione Gabriele Caudullo. Supportano i gruppi di cui si è detto gli alunni di una scuola elementare del centro cittadino e gli attori di una nota compagnia amatoriale locale.

Le scene sono curate da un docente dell’istituto d’arte, i costumi sono offerti grazie alle collaborazioni di genitori e altri volontari. Il tutto in una dimensione sinodale, intesa come sinergia delle diverse componenti sociali e culturali del territorio.

La stessa sinergia ha ispirato i tre precedenti lavori allestiti dall’associazione Sopra i tetti nel recente passato, con la partecipazione di centinaia di protagonisti di varia età:
Ester, la regina che salva (2022), Giobbe (2024), La meraviglia dei Misteri (2025).

Obiettivo principale dell’associazione è il coinvolgimento delle nuove generazioni al fine di radicare nella tradizione il giusto approccio al loro futuro. Non è un caso che questa esigenza si proponga da parte di un religioso come il fondatore dell’associazione, don Michele Novelli. La prima comunità interessata alla penetrazione del messaggio spirituale nei giovani è infatti la Chiesa, che vive un periodo di difficile rapporto con quel mondo fino ad ora appena emergente nelle diverse ipotesi di volontariato.

Quella forma di interessamento generico al sociale denuncia le positive e stringenti istanze di partecipazione provenienti dal mondo dei prossimi protagonisti della società, ma suggerisce anche nuovi modi di motivare e organizzare le risorse umane che si dimostrano pronte all’impegno.

Per dare ulteriore slancio alle parrocchie, si manifesta l’urgenza di una proposta che indirizzi e coinvolga le ultime generazioni, sollecitando tutta la laicità nella realtà creata da messaggi mediatici talvolta fuorvianti nella loro materialità e aridità.

Questo è il campo in cui vuole operare l’associazione Sopra i tetti, tentando da una parte di sollecitare la stessa organizzazione ecclesiastica a spostarsi verso il contesto sociale generale, e dall’altra di spingere le autorità politiche locali affinché diano ascolto e supporto a iniziative provenienti da un mondo ormai, apparentemente almeno, escluso dalle iniziative culturali, limitate spesso a fenomeni considerati solo nel loro aspetto folcloristico, come processioni e rievocazioni storiche.

Si auspica che la risposta delle istituzioni, sia politiche sia scolastiche, possa orientarsi sempre più verso un atteggiamento aperto, collaborativo e costruttivo, superando eventuali riserve o diffidenze, talvolta influenzate da un contesto culturale improntato a una marcata sensibilità laica, anche veicolata dagli organi di informazione.

In tale prospettiva, pur nella consapevolezza che questo contesto possa incidere in parte sulle possibilità economiche di iniziative teatrali come quella proposta, non lo si considera un limite bensì uno stimolo ulteriore a rafforzare l’impegno e a proseguire con determinazione il percorso intrapreso. L’appuntamento del 20 maggio vedrà infatti 70 bambini di 5 anni salire sul palco per celebrare il mondo degli animali, vivendo un’esperienza per loro formativa, coinvolgente e particolarmente significativa.

L’ultimo riferimento richiama un altro proposito dello spettacolo: l’affermazione, già nei primi anni di crescita, dell’amore per la natura in tutte le sue componenti, a partire da quella a cui si è più sensibili sin dai primi momenti in cui ci si affaccia alla vita.

Roberto Sacchetti