VENTICINQUESIMO DELL' ASCESA AL CIELO DI MONSIGNOR FUSCO

ILLUSTRE BIBLISTA E PASTORE DALL’EPISCOPATO BREVE

«Un gran sacerdote, uomo di profonda fede

al servizio del Signore e dei fratelli»

È stato un servitore instancabile di Dio, che ha studiato con competenza e padronanza la Sacra Scrittura e l’ha offerta come prete, prima, e come vescovo successivamente, a un gran numero di credenti. È questa la foto che don Michele Tartaglia, direttore dell’Istituto Superiore Regionale di Scienze Religiose “Vittorio Fusco”, ha scattato per delineare l’immagine di Mons. Vittorio Fusco, al quale è stata intitolata l’importante istituzione molisana.

L’istantanea è stata offerta all’uditorio nel corso di un convegno tenutosi a Campobasso, nell’aula magna della facoltà di Giurisprudenza della Università degli studi del Molise, ove è stato cappellano sin dalla sua nascita,  per ricordare il Biblista e Pastore originario del capoluogo regionale, ove era nato il 24 aprile del 1939, a cinque anni dalla sua salita al cielo, avvenuta nel 1999, alla giovane età di sessanta anni, alla prestigiosa presenza del cardinale di Milano, Carlo Maria Martini.  Non poteva che essere lui, don Michele Tartaglia, al vertice  dell’I.S.R.S.R.  e  amico personale e compagno di viaggio nel percorso di fede alla Curia campobassana, a ripercorrere le linee fondamentali del cammino religioso di monsignor Fusco in questo primo brillante evento, svoltosi, come detto, ad un lustro dalla sua morte, nel 2004, allorquando era vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli in Puglia.

L’undici luglio di venticinque anni fa, dopo aver esercitato le sue funzioni di titolare della diocesi di Nardò-Gallipoli solo per quattro anni, nella ricorrenza della festività di San Benedetto Abate, patrono d’Europa, si spegne, lasciando tutti increduli  e sgomenti. Le sue spoglie riposano nella concattedrale di Gallipoli, così come ha lasciato scritto nel suo testamento spirituale, prima di tornare al Padre.

In un secondo appuntamento, tenutosi nel marzo del 2005, sei mesi dopo il primo, sempre a Campobasso, a Monsignor Fusco, come anticipato, verrà intitolato l’Istituto di Scienze religiose, al quale ha fornito un determinante contributo per la nascita e per la promozione della Formazione Teologica della nostra realtà regionale. Personalmente non ho conosciuto da vicino don Vittorio, ma da quello che ho letto e da quello che ha fatto, deve essere stato davvero un gran sacerdote, uomo di profonda fede al servizio del Signore e dei fratelli. Figlio di entrambi i genitori  insegnanti,  originari di San Martino in Pensilis, francescani e con una forte devozione verso Padre Pio da Pietrelcina,  il papà, Antonio,  educatore di matematica e fisica, la mamma, Rosina Sassi, professoressa di lettere, ha avuto una educazione  ferrea ed elastica allo stesso tempo,imparando sin da piccolo i rudimenti indispensabili per una esistenza fatta di correttezza e di sani valori  e princìpi morali, oltre che insegnamenti religiosi che subito dopo metterà a frutto.

La sua vocazione, infatti, risale agli studi liceali presso il “Mario Pagano”, mediante una forte esperienza nell’azione cattolica,  sotto la guida illuminata e convincente di don Giovanni Battista, Vicario della cattedrale e per quaranta anni parroco della Chiesa di San Leonardo  (si è celebrata da poco la ricorrenza del trentennale della ascesa al cielo) e sotto la protezione e direzione  spirituale di don Pasquale Pizzardi, altro calibro da novanta della chiesa campobassana. Un forte impulso alla vita religiosa glielo ha fornito soprattutto il beneventano monsignor Pietro Santoro, prima di diventare brillante Arcivescovo di Campobasso-Bojano. Un pastore che ha indirizzato don Vittorio sui sentieri che portano ad abbracciare una vita fatta di dedizione al prossimo e a Colui che governa i nostri passi.  Ordinato il 15 luglio del 1962 da Mons. Alberto Carinci, ha conseguito la licenza in Teologia nel 1967 e la licenza in  Sacra Scrittura nel 1969, insegnando presso la Pontifica Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a  Napoli. È stato un Biblista apprezzato in tutto il mondo e la sua biografia in tale campo può vantare una settantina di titoli, per lo più sui Sinottici e gli Atti degli Apostoli. Al lavoro di ricerca, svolto principalmente fuori, che, come detto, ha fatto di lui uno dei più noti biblisti italiani in tutto il pianeta, ha sempre affiancato il servizio pastorale, tanto da esprimere il desiderio di tornare a risiedere a Campobasso, pur abitando a Napoli. Nel 1977 fu nominato da mons. D’Antonio, vicario episcopale e nel 1980 da mons. Santoro, canonico della Cattedrale. Cappellano della Università degli Studi del Molise fino al 1992, nel settembre del 1995 è stato nominato vescovo di Nardò-Gallipoli, incarico che ricoprirà fino alla sua ascesa al cielo, avvenuta quattro anni dopo la sua ordinazione. È stato un breve, ma sicuramente intenso episcopato, che pone don Vittorio Fusco, tra le più brillanti figure religiose che il Molise ha espresso nel corso della sua storia.

Michele D’Alessandro