50 ANNI DI FEDELTÀ SACERDOTALE DI FRA ARMANDO GRAVINA, OFM

«VIVERE E OPERARE ASCOLTANDO LA VOCE DELLO SPIRITO SANTO»

Domenica 30 luglio 2023 le campane della Chiesa parrocchiale di Toro suoneranno a festa. E tra queste, anche la quarta campana “anti-covid” dedicata all’Arcangelo Michele, voluta proprio da fra Armando Gravina, parroco francescano di quella comunità, che a distanza di 50 anni dalla sua Ordinazione sacerdotale dà lode a Dio per le infinite meraviglie che ha compiuto nella sua vita di consacrato e sacerdote.

Correva l’anno 1973, il 28 luglio, quando presso la Chiesa conventuale di San Leone Magno in Bitonto (Ba) fra Armando veniva ordinato sacerdote da Mons. Aurelio Marena, Vescovo di Bitonto. Un giorno di grazia, la cui eco di quelle campane suonate a festa si unirà, come in unico suono, alle campane del 30 luglio. Sì, perché il tempo non si è mai spezzato, in quanto la fedeltà al dono ricevuto non è mai venuta meno.

Chi conosce fra Armando sa bene che egli è una figura solare e piena di vita. E i suoi 78 anni “suonati” hanno il rintocco della freschezza di chi crede fermamente nella bellezza di servire Dio e i fratelli.

Fra Armando in questi 50 anni di fedeltà ha servito la Chiesa di Dio in diversi luoghi e in diversi modi, ma tra questi il servizio che lo ha caratterizzato maggiormente è stato quello di Parroco: per ben 25 anni nella città di Foggia, sia nella Parrocchia di Gesù e Maria che nella Parrocchia di San Pasquale Baylon, e dal 2016 ad oggi nella Parrocchia torese. Si potrebbe affermare di lui che è un Parroco di lunga e nutrita esperienza e nonostante i suoi anni – che a dire il vero poco dimostra – egli continua a svolgere il servizio pastorale con un’unica consapevolezza che ha ribadito più volte: “Non ho inventato nulla di nuovo perché il modello è Gesù Cristo”. Ecco, il Figlio di Dio è stato, è e sarà la bussola dei suoi pensieri, delle sue parole e delle azioni. Pensieri, parole e azioni che si orientano verso il popolo cristiano, soprattutto quello bisognoso di una carezza, di una pacca sulla spalla, di una rassicurazione di preghiera, di un incentivo di positività.

A dire il vero, fra Armando, che presenta Gesù come modello di vita, è un punto di riferimento non solo per i fedeli, ma anche per i frati, le suore, i sacerdoti diocesani e addirittura per i vescovi, che a lui ricorrono per il sacramento della riconciliazione. Da sempre egli dedica tempo all’ascolto delle confessioni, dispensando, senza limiti, il perdono di Dio. Sì, perché l’intento di fra Armando è sempre quello di far emergere non sé stesso ma Dio nella vita altrui. Cinque anni fa gli chiesi di compilare la sua “scheda personale”, consegnata tra l’altro a tutti i frati, in cui gli ponevo delle domande.

Alla domanda: “Quale obiettivo ti prefiggi di perseguire nella tua vita francescana e sacerdotale?” egli rispose: “Di non essere protagonista della mia vita, ma di vivere e operare ascoltando la voce dello Spirito Santo. Voglio continuare a perseguire tre finalità: obbedienza, umiltà e servizio”. Ecco, tre bussole che continuano a guidare il cammino di fra Armando: sacerdote obbediente, sacerdote umile, sacerdote servizievole.

Fra Armando ama il suo sacerdozio e insegna ad altri ad amarlo, proprio alla luce degli insegnamenti del Serafico Padre San Francesco: “Beato il servo che ha fede nei chierici che vivono rettamente secondo le norme della Chiesa romana. E guai a coloro che li disprezzano. Quand’anche, infatti, siano peccatori, tuttavia nessuno li deve giudicare, poiché il Signore esplicitamente ha riservato solo a sé stesso il diritto di giudicarli. Invero, quanto più grande è il ministero che essi svolgono del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, che proprio essi ricevono ed essi solo amministrano agli altri, tanto maggiore peccato commettono coloro che peccano contro di essi, che se peccassero contro tutti gli altri uomini di questo mondo” (Ammonizione XXVI: FF 176). Ma il grande rispetto verso i sacerdoti, che si compone di un’assoluta astensione da giudizi di carattere morale, non blocca San Francesco nell’esortare gli stessi alla conversione e alla conveniente risposta ad una così grande chiamata: “Badate alla vostra dignità, fratelli sacerdoti, e siate santi perché egli è santo” (Lettera a tutto l’Ordine, 23: FF 221). Più precisamente, nella stessa lettera, il Poverello li esorta a non inquinare la celebrazione dell’Eucaristia con altri motivi che non siano quelli della risposta alla chiamata di Dio, “desiderando con la messa di piacere soltanto allo stesso Signore”. Ecco, fr. Armando ha incarnato lo spirito del suo fondatore. Nei momenti di difficoltà, che non sono pochi, egli trova rifugio nella preghiera; nelle tribolazioni del “suo” popolo, si abbandona a Gesù Eucaristia; nell’aridità del cuore, si ristora alle sorgenti refrigeranti della Parola di Dio.

È un grande dono il suo 50° anniversario di vita presbiterale: è un dono per la Provincia dei Frati Minori di Puglia e Molise, a cui egli appartiene; è un dono per l’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano, di cui è pastore delle anime; è un dono per la Chiesa tutta, della quale egli si sente pienamente figlio. Nell’immaginetta della sua Ordinazione sacerdotale egli scrisse una bellissima frase, che riassume perfettamente il suo stato di vita: “Tu, sacerdote, sei l’amico di Dio e degli uomini: AMA”.

Fra Armando è il sacerdote che ama, e che noi tutti amiamo, perché annuncia ciò che vive! A lui il nostro ringraziamento per questa fedeltà che è a beneficio dell’Ordine dei Frati Minori e della Chiesa tutta.

E…che le campane continuino a suonare per lui, a lode di Dio, per altri 50 anni!

Fra Alessandro Mastromatteo Ministro Provinciale dei Frati Minori di Puglia e Molise