IL GRIDO DEI GIOVANI: NON ABBIAMO PIÙ TEMPO PER I BLA BLA BLA…

«Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche»

Cos’è la PreCop?

Dal 28 al 30 settembre a Milano si è tenuta la prima Youth4Climate, organizzata dall’Italia in partnership con il Regno Unito: una Conferenza internazionale dei giovani sulla crisi climatica. E’ un evento preparatorio della Cop 26, previsto a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre.  Oltre 400 ragazzi, tra i 15 e 29 anni, appositamente selezionati e provenienti da 197 Paesi membri dell’UNFCCC, (la Convenzione delle Nazioni Unite su Cambiamenti Climatici) hanno presentato le loro proposte per affrontare il cambiamento climatico. L’Italia è stata rappresentata dagli attivisti Federica Gasbarro e Daniele Guadagnolo. Quattro i tavoli tematici, i documenti prodotti e le priorità individuate su cui i giovani si sono confrontati con gli esperti e le istituzioni: 1) giovani a guida dell’ambizione climatica; 2) ripresa sostenibile; 3) coinvolgimento degli attori non governativi; 4) una società più consapevole delle scelte climatiche. I giovani chiedono di essere coinvolti, formati e protagonisti nelle scelte che li riguardano. Il secondo punto riguarda la ripresa dopo la pandemia. Occorre investire sulle fonti rinnovabili, contenendo le emissioni entro 1,5 gradi entro la fine del secolo e garantire posti per un lavoro green e un’economia verde globale. Inoltre, nel documento si evidenzia l’indispensabilità di una maggiore responsabilità che coinvolga anche il turismo internazionale, rispettoso delle comunità locali, nonché l’importanza di un sistema finanziario trasparente e sostenibile per il clima (finanza verde) che crei sistemi più equi. Al terzo punto si chiede, tra l’altro, che l’industria delle fonti fossili sia chiusa entro il 2030. Occorre disincentivare investimenti in ricerca ed estrazioni di combustibili fossili. Al quarto punto, il più interessante, si richiede che l’educazione ai cambiamenti climatici sia fondante per uno sviluppo umano integrale. La finalità dell’incontro è stata l’elaborazione di proposte concrete relative alle questioni più urgenti che riguardano l’agenda climatica e le negoziazioni della PreCop. I giovani chiedono di essere ascoltati e interpellati nelle scelte che li coinvolgono e che riguardano il loro futuro.

 

Cosa chiede la generazione Greta?

Occorre agire ora per evitare problemi in futuro. Non è più tempo per i Bla Bla Bla, come Greta Thunberg, convinta attivista a difesa dell’ambiente, afferma. Grande interesse, da parte dei leader politici presenti alla PreCop, è stata dimostrata alle iniziative e proposte, poiché la cura e protezione della nostra casa comune riguarda tutti. L’uomo non deve essere più predatore, ma custode del Creato. La Chiesa, peraltro, ha definito il peccato ecologico. “È un peccato contro le future generazioni e si manifesta negli atti e nelle abitudini di inquinamento e distruzione dell’armonia dell’ambiente, nelle trasgressioni contro i principi di interdipendenza e nella rottura delle reti di solidarietà tra le creature (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 340-344 n. 82)”. L’obiettivo della Cop 26 è azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050, attraverso una più puntuale regolamentazione per contenere l’aumento della temperatura media del pianeta, rispetto ai livelli pre-industriali, sotto i 2 gradi. Vanessa Nakate, l’attivista ugandese presente al fianco di Greta Thunberg ha sottolineato che “servono sussidi a fondo perduto, non prestiti, per aiutare i Paesi poveri a effettuare una transizione ecologica. Anche perché l’Africa produce solo il 3% delle emissioni, ma è il continente che ne subisce più di ogni altro le conseguenze dei gas serra”.  Sono sempre i più poveri e vulnerabili a pagare le spese.

 

Cambiare rotta per avere un futuro

Frans Timmermans, vice presidente della Commissione europea, ha affermato che “i cambiamenti climatici rappresentano la più grande minaccia per l’umanità. Occorre cambiare radicalmente e velocemente. Stiamo lottando per la sopravvivenza della specie umana”.  Ogni Paese deve fare la sua parte con impegno e responsabilità. E’ necessario riscrivere un nuovo patto generazionale. Anche la scienza chiede di mantenere un livello più basso di aumento della temperatura. I giovani attraverso le loro istanze sono passati dalla protesta alla proposta. Il sogno di Federica Gasbarro è di raggiungere “una decarbonizzazione reale e concreta, quindi senza mezze misure. Abbiamo bisogno di cambiare completamente rotta, invertirla. Riconosco la difficoltà e so che si parla di transizione perché si richiede una finestra temporale, un lasso di tempo ben definito affinché possa avvenire. Ma bisogna proseguire: vivere davvero in un mondo a impatto zero è il sogno di tutti i ragazzi». Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata alcuni giovani della PreCop e ha detto: «Voi non siete il futuro, siete il presente. Noi siamo in evoluzione e dobbiamo andare avanti, dovete farlo per il vostro futuro e quello dei vostri figli. Vi auguro di fare chiasso, fatevi sentire!». Se queste sono le premesse, siamo sulla buona strada!