TESTIMONIANZE DI VOCAZIONE

LA BELLEZZA DI UNA CHIAMATA CHE TRASFORMA LA VITA, LA TESTIMONIANZA DELLA VOCE DI DIO

I cammini di Andrea Russo ed Emmanuel Kange dalla semplicità della vita quotidiana alla scoperta della chiamata con la gioia di riconoscere l’opera viva di Dio.

C’è una forza silenziosa che attraversa ogni storia di vocazione: è la scoperta di essere chiamati per nome.

Le testimonianze di Andrea ed Emmanuel nascono da un dialogo fatto di ascolto e si intrecciano in un racconto vivo, costruito attraverso interviste che restituiscono la verità dei loro cammini segnati da quotidianità, incontri, crisi e ripartenze; storie non lineari, proprio per questo capaci di affascinare e di parlare a chi legge.

In questa trama si inserisce il racconto di Andrea, 31 anni, originario di Chieti. Ultimo di tre figli, cresciuto in una famiglia cristiana, ricorda un’infanzia semplice e serena: scuola, amicizie, la passione per le scienze e il calcio. Una vita ordinaria, come quella di tanti giovani, attraversata però da una fede che, col tempo, ha preso forma personale; «il passaggio dal Dio raccontato al Dio sperimentato» – così lo definisce – è maturato lentamente, attraverso esperienze concrete e situazioni vissute.

La svolta arriva nel 2013, durante la GMG di Rio de Janeiro; in quell’occasione Andrea percepisce con chiarezza una chiamata che supera i suoi progetti – la medicina, la famiglia – e apre a qualcosa di più grande: nasce la scelta del seminario, come risposta a una voce che continua a interrogare. Non sono mancati i dubbi, parte integrante di ogni cammino autentico: «se mi stessi illudendo? Se Dio mi chiamasse davvero?»; domande che non lo hanno fermato, ma reso più consapevole.

Decisive sono state le esperienze vissute, soprattutto negli anni della missione itinerante (2016-2019), dove ha riconosciuto segni concreti della presenza di Dio: riconciliazioni, perdono, liberazioni. «Sono questi segni che mi hanno convinto che Cristo è vivo», racconta, segni accanto ai quali non sono mancate le fatiche.

La sfida più grande è stata confrontarsi con i propri limiti e smascherare gli “inganni” interiori, un passaggio che lo ha condotto a uno sguardo più umile e fiducioso, capace di riconoscere l’opera di Dio anche nelle fragilità. Il percorso non è stato privo di incomprensioni: se da un lato ha trovato sostegno, dall’altro Andrea ha incontrato sorpresa e opposizione; oggi però guarda a tutto con serenità: «se tutti mi avessero applaudito, forse non sarebbe stata la strada giusta»; fondamentale è stata la comunità, luogo di crescita e confronto, che lo ha accompagnato lungo il cammino.

Tra le figure decisive, Andrea ricorda con affetto don Stefano Buccione, sacerdote della sua parrocchia, scomparso nel 2024, che per lui è stato esempio concreto di vita cristiana e sacerdotale.

Ora si avvicina all’ordinazione presbiterale, vissuta non come un traguardo, ma come «un sigillo» su un’opera che continua.

Il suo messaggio è essenziale: Dio ama ciascuno e ha un progetto per ogni vita; non serve cercarlo in ciò che appare straordinario, perché è già presente nella quotidianità, negli incontri e nelle richieste che interpellano. È proprio lì che si scopre che «a poco a poco, è Dio a chiamare a questo o a quel servizio, sperimentando la verità della sua parola: c’è più gioia nel donare che nel ricevere».

 Per riassumere tutto, Andrea sceglie le parole di san Paolo: «ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore» (Fil 3,8); una frase che custodisce il senso di una vita donata e che continua a parlare a chi legge.

DAL CUORE DELL’AFRICA AGLI ALTARI D’ITALIA

La vocazione di Emmanuel tessuta nella Parola

Nel cammino vocazionale di Emmanuel Aondoaseer Kange si dispiega una storia luminosa, in cui la fede diventa trama viva e concreta, capace di attraversare continenti, culture e prove interiori. Nato in Nigeria, primogenito di sette figli, cresce in una famiglia cattolica, dove la preghiera e la vita parrocchiale segnano il ritmo quotidiano dell’esistenza; è lì che germoglia una vocazione che, nel tempo, si rivelerà forte e perseverante.

La sua testimonianza si distingue per un tratto singolare: ogni risposta, ogni passaggio della sua storia è illuminato dalla Parola di Dio; le Scritture non appaiono come semplice riferimento, ma come un filo continuo che accompagna e interpreta la sua vita, quasi fosse un disegno già custodito nel cuore di Dio.

Nel silenzio di un ritiro spirituale, a 23 anni, la chiamata si fa chiara e personale, risuonando con la forza delle parole profetiche che parlano di una conoscenza e di una consacrazione che precedono ogni tempo; da lì il percorso si sviluppa tra slanci e fatiche, tra il calore della terra d’origine e la sfida dell’integrazione in Italia, nella Diocesi di Campobasso-Bojano. In questo passaggio, segnato anche da solitudine e distanza culturale, la Parola diventa sostegno e orientamento: una presenza viva che trasforma il dubbio in occasione di maturazione e la fragilità in apertura fiduciosa. Così, la vocazione prende forma come risposta libera a una chiamata che precede e supera ogni incertezza.

La scelta del sacerdozio si consolida nel tempo, accompagnata dalla fraternità del seminario e dalla scoperta sempre più profonda della liturgia e della teologia fino ad arrivare all’ordinazione sacerdotale con lo sguardo di gratitudine verso il cammino compiuto e verso le persone che lo hanno sostenuto (genitori, famiglia nigeriana, don Fabio Di Tommaso, don Peppino Iorio, S.E.R. Colaianni e tutti i fedeli). La comunità, i confratelli, i giovani incontrati nel servizio pastorale diventano segni concreti di una Chiesa che accoglie, accompagna e fa crescere.

Dalle sue parole emerge con forza un invito essenziale: «metti Dio al primo posto in tutto ciò che fai. Tutto ciò che ho viene da Lui: è tutto per Suo merito».

Al termine, Emmanuel consegna una sintesi del suo cammino: «dal cuore pulsante dell’Africa ai sacri altari d’Italia, Dio ha tessuto la mia vocazione con fili di grazia, perseveranza e un amore che supera ogni incomprensione umana»; una frase che risuona come sigillo di una storia guidata dalla Parola e offerta come testimonianza viva alla comunità.

Valentina Capra