ANTICHE VIE TRATTURALI RICCHE DI STORIA E SPIRITUALITÀ

LA TRADIZIONALE PROCESSIONE ALLA BADIA DI S. MARIA DEL ROMITORIO IN CAMPOLIETO

Anche quest’anno, come da tradizione, si svolgerà la processione verso la “Badia” di S. Maria del Romitorio “a settentrione dell’agro di Campolieto, in contrada Astatura, a circa tre chilometri dall’abitato…” (Don Elia Testa: Campolieto e le sue chiese).

Nel pomeriggio del 2 luglio ci si raduna nel piazzale antistante la Cappella del Carmine e, in processione, pregando il S. Rosario accompagnato da canti mariani, ci si incammina verso la Badia, dove verrà celebrata la S. Messa.

Le ridotte dimensioni della Cappella consentono la presenza al suo interno di poche persone, per questo la celebrazione della S. Messa, in onore della Madonna delle Grazie, si svolge all’esterno, all’ombra di una secolare quercia situata sul prato antistante.

Le origini dell’abbazia (Badia) si perdono nel tempo e la datazione non è certa.

Le principali fonti sono da ricercarsi negli scritti di Don Elia Testa (Parroco in Campolieto dal 1948 al 1983), che nel suo libro Campolieto e le sue chiese – Campobasso 1986, ristampato nel 2004 – ha dedicato ampio spazio alla storia di questo sito, precisando che: “… Circa l’origine e l’epoca in cui è sorta la Badia nulla ci è stato possibile accertare dagli storici molisani e dagli Archivi di Stato di Campobasso, Benevento, Napoli. È certa, però, l’esistenza della Badia agli inizi del secolo XIV…”

Anche il prof. Francesco Bozza, nel convegno tenutosi a Campolieto il 24/06/2006, precisa che: “… Tra le dodici strutture abbaziali più ‘insigni, precipue e cospicue’ dell’Arcidiocesi della Chiesa Metropolitana di Benevento vi era anche quella di S. Maria de Heremitorio, ‘sita e posita in territorio di Campolieto’. Essa, nell’elenco riportato dal Synodicon Dioecesanum S. Beneventanae Ecclesiae, pubblicato nel 1723 d’ordine del Cardinale Orsini… figura al terzo posto dopo… S. Maria della Strada, in territorio di Matrice… S. Maria di Faifoli, nell’agro di Montagano” e conclude: “… 2) erano, come dimostrerebbe la comune titolazione a S. Maria, tutte molto antiche per origine e fondazione e, comunque, databili al VI-VII secolo (o, al più, tra l’VIII e il IX secolo).”

In tutto questo tempo, le vicissitudini legate al sito sono indubbiamente complesse e ricche di interesse conoscitivo che andrebbe sicuramente approfondito. Resta il fatto inconfutabile della posizione geografica che lo vede in una collocazione ottimale: in un luogo ricchissimo di acqua e strategico, in quanto a ridosso di vie di comunicazione connaturate, quali l’antico braccio tratturale Cortile-Centocelle, baricentrico rispetto alla regione, e che nella sua estensione nell’altro braccio Cortile-Matese collega i tre tratturi più importanti, ovvero il Celano-Foggia, Castel di Sangro-Lucera e Pescasseroli-Candela.

Attualmente, poco è rimasto dell’Abbazia che, nel 1828, vedeva come usufruttuario del beneficio “… Don Michele Giunti, Cappellano ritirato della Reale Marina…” e “L’estensione del Beneficio era di tomoli 419, misure 7 e passi 21” (1), ovvero circa 142 ettari.

L’interno si presenta con una piccola aula voltata a crociera a cui è annesso un altro ambiente non ben definito, ma già “Nel 1689 la Chiesa misurava palmi 24 di lunghezza e palmi 16 di larghezza” (1), che corrisponderebbero a circa 6 metri per 4.

Nella parete di fondo, il Card. Orsini, nella visita del “… 21 giugno 1709, e il 25 luglio 1713, la consacrò con rito solenne unitamente all’altare in onore della Beata Vergine delle Grazie, di S. Crescenzo martire, S. Barbato pontefice e confessore e di S. Rocco confessore…” (1).

(1) Don Elia Testa – Campolieto e le sue chiese, Campobasso 1986, rist. 2004.

 

Arch. Costantino D’Addario