MOLISANI NEL MONDO

PAPA FRANCESCO, CHAGALL E PICASSO

Un filo rosso sembra legare l’azione apostolica di papa Francesco alla Crocifissione Bianca di Marc Chagall e a Guernica di Pablo Picasso. Papa Francesco, eletto il 13 marzo 2013, durante questi 12 anni di pontificato ha denunciato instancabilmente le guerre, l’odio, le distruzioni, la vendita di armi, e lo sfruttamento delle materie prime, soprattutto dell’Africa, che hanno causato tanti morti nel Mediterraneo.

La sua sensibilità per questi problemi, e la denuncia di tanti misfatti, lo accomuna certamente ai due artisti Chagall e Picasso che dipinsero affreschi di condanna contro la guerra e le persecuzioni.  Per quanto riguarda Chagall, sin dall’inizio del suo pontificato il Papa confessò che i suoi due dipinti preferiti erano “La Crocefissione Bianca” di Mark Chagall e la “Vocazione di San Matteo” di Caravaggio. Pertanto, il capolavoro di Chagall è stato scelto dal pontefice per essere esposto, per la prima volta in Italia, dal 27 novembre 2024 al 27 gennaio 2025, presso il palazzo Cipolla in via del Corso a Roma, nell’ambito    della rassegna culturale Giubileo è cultura legata agli eventi per il Giubileo 2025. L’8 novembre il papa, dopo la preghiera alla stele della Madonna Immacolata a Piazza di Spagna, si è recato personalmente a visitare il capolavoro di Chagall in via del Corso.

L’opera è profondamente influenzata dagli avvenimenti della “Notte dei Cristalli” avvenuta tra il 9 e il 10 novembre 1938. Il pretesto scatenante fu l’attentato condotto il 7 novembre a Parigi dal diciassettenne ebreo polacco Herschel Grynszpan ai danni del diplomatico tedesco Ernst Eduard vom Rath. La sera del 9 novembre, quando giunse la notizia della morte del diplomatico tedesco, scattò un vero e proprio attacco fisico contro gli ebrei e i loro beni. Durante i disordini e nei giorni successivi furono arrestati indiscriminatamente circa 30.000 ebrei maschi, poi condotti nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen.

Furono uccisi circa 2.000 ebrei e bruciate o completamente distrutte 520 sinagoghe; centinaia di case di preghiera e cimiteri furono demoliti, assaltate scuole e orfanotrofi, migliaia di luoghi di aggregazione ebraici, assieme a migliaia di esercizi commerciali e abitazioni private di cittadini ebrei.

Insieme a Guernica di Pablo Picasso, la Crocifissione Bianca è una delle più eloquenti condanne della guerra e dell’odio del XX secolo, con un messaggio ancora drammaticamente attuale.

Guernica, il più celebre capolavoro di Pablo Picasso, fu dipinto nel 1937. Il titolo dell’opera deriva dal nome dell’omonima cittadina basca, bombardata e rasa al suolo dall’aviazione nazista il 26 aprile del 1937, intervenuta a sostegno del dittatore spagnolo Francisco Franco. Un’operazione che costò la vita a centinaia di civili. Il centro del paese era, infatti, pieno di gente perché quello era un giorno di mercato. Un massacro ingiustificato, un puro atto intimidatorio, di cinica violenza. La strage suscitò enorme sdegno nell’opinione pubblica mondiale.

Picasso dipinse Guernica nel 1937

Proprio in quell’anno si era aperta a Parigi la grande Esposizione Internazionale. Picasso aveva già accettato l’incarico di realizzare un dipinto murale per il padiglione spagnolo, voluto dal governo repubblicano impegnato nella guerra civile. Quando si diffusero la notizia del bombardamento e le prime drammatiche fotografie del massacro, l’artista decise di cambiare il soggetto dell’opera. Così dipinse la tela di Guernica, con un lavoro febbrile durato poche settimane.

All’Esposizione parigina, Guernica non piacque. Dopo Parigi, il quadro e le bozze preparatorie furono oggetto di una mostra itinerante che toccò le principali capitali europee, procurando a Picasso e Guernica un successo straordinario.

Spedita nel 1939 a New York per esplicito volere dell’artista, Guernica rimase in America quarant’anni; Picasso, infatti, chiese che il quadro fosse inviato in Spagna solo al ripristino della democrazia. Nel 1981, dopo la morte di Francisco Franco e valutando che tali condizioni fossero pienamente soddisfatte, gli eredi del pittore autorizzarono il trasferimento dell’opera a Madrid. Picasso avrebbe tanto voluto che Guernica fosse esposta al Prado, ma in quel museo non c’era spazio sufficiente. Per questo, l’opera si trova oggi al Reina Sofia di Madrid.

Vincenzo Del Riccio, Toronto