LA RIFLESSIONE

VITA È AMORE E RISPETTO DELLA VERITÀ

La vita è un impegno importante e un diritto inviolabile. Ogni nostro comportamento, individuale e collettivo, dovrebbe osservare questo principio. Se questo avvenisse, avremmo quel mondo migliore che hanno desiderato i nostri avi, insieme con noi, adulti e giovani di oggi.

Quindi rispettiamo la vita come le idee degli altri, confrontandole alle nostre con atteggiamento disponibile, senza adottare lo stratagemma della criminalizzazione o del travisamento consapevole dei pareri che non sappiamo confutare.

Rispettiamo gli studenti che vogliono frequentare liberamente i diversi cicli di istruzione o i docenti che vogliono svolgere i loro programmi di educazione o le attrezzature didattiche o i locali predisposti a questa essenziale funzione sociale, senza ammantare di progresso e discussione e protesta utile una semplice prevaricazione.

Rispettiamo gli studenti coscienziosi che rivendicano il diritto a separare i loro meriti dalla sciatta e indiscriminata inconcludenza dei compagni protetti dalla indulgenza egualitaria che circola spesso nelle scuole.

Rispettiamo l’azione dei genitori che vogliono assicurare ai figli la trasmissione dei propri valori, religiosi, civili o sessuali, evitando di sostituirci a loro con campagne transgender o dissacratorie della tradizione cattolica finora prevalente.

Rispettiamo quei bambini i cui volti vengono usati per impietosire nelle campagne di associazioni umanitarie che non si sentono legate alla stessa garanzia della privacy assicurata ai volti dei figli più fortunati.

Rispettiamo la volontà di una donna che decide di privarsi della vita ma diamole la possibilità di consultarsi con chi rappresenta anche le ragioni di vita del suo nascituro, come del resto è previsto nella nostra legge, che è la più equilibrata nel contesto internazionale.

Rispettiamo le donne che non sono libere nelle proprie scelte e combattiamo chi spegne la loro volontà posseduto da una incredibile smania di possesso.

Rispettiamo coloro che non riescono a vivere una vita di sofferenze insopportabili concedendo di dare fine allo strazio di cui soltanto loro possono misurare la dimensione. Ma non rispettiamo chi sfrutta la loro tragedia per farne campagna anticlericale.

Rispettiamo la dignità di chi accusato potrà ancora dimostrare la sua innocenza e consentiamogli di evitare gli insulti degli sciacalli interessati ad azzannarlo per pura avversione di parte.

Rispettiamo le forze dello stato impegnate in interminabili e impopolari scontri con violenti che ammantano comportamenti provocatori e aggressivi di giuste cause democratiche.

Rispettiamo chi non spinge mai il suo impegno sociale al limite ingiustificato della difesa di personali interessi o posizioni favorevoli, comunque intesi.

Rispettiamo i malati seri e poveri che si divincolano tra incomprensibili e assurde attese di esami importanti costatando veloci e beffarde disponibilità in forma privata da parte degli stessi operatori sanitari che le negano.

Rispettiamo i popoli che subiscono le aggressioni di chi cerca di avere ragione con le armi trascurando le conseguenze per i civili e di chi manda altre armi a devastare il loro territorio. E i popoli che incorrono nella vendetta di un atto terroristico e in una ricerca dei responsabili che non tiene conto dell’uso degli stessi come scudi umani.

Rispettiamo la triste storia di immigrati che si indebitano per pagare scafisti privi di scrupolo che li abbandonano in mare alle ong, poi sbarcati, radunati come le antiche vittime dello schiavismo e consegnati nella migliore delle ipotesi a lavori mal pagati e mal garantiti sfruttando il ricatto di una incerta documentazione. E rispettiamo la tragedia di quelli di loro che invece non hanno nemmeno da pagare la trasferta o sono stati ricondotti nei centri di raccolta libica o tunisina dopo essere stati bloccati in mare. E rispettiamo anche paradossalmente, e con immensa rinuncia ai più pressanti “distinguo”, chi si prostituisce o spaccia per pagarsi il viaggio agli scafisti.

Rispettiamo chi si interessa alla felicità e alla pace per tutti senza secondi fini.

Rispettiamo infine chi denuncia l’ipocrisia o la menzogna nel sistema dell’informazione a costo di dolorose rinunce alla propria stessa libertà di espressione.

Se avremo cancellato l’ipocrisia e osservato questo rispetto degli altri e di noi stessi potremo parlare di vita e speranza di un mondo migliore.

Roberto Sacchetti