CHI È LA SAMARITANA?

LA SAMARITANA AL POZZO DEI NOSTRI GIORNI

Gesù dopo essere partito per la Galilea passa per la Samaria. E’ stanco e assetato. Mentre i discepoli sono alla ricerca di cibo, il Signore, “affaticato per il viaggio”, siede vicino a un pozzo. Una donna samaritana viene a prendere acqua e le dice: “Dammi da bere”. Inizia un dialogo che cambia la vita della donna. Quella di Gesù era sete non tanto di acqua, ma di incontrare un’anima dal cuore inaridito e un bisogno di rigenerarla e di darle speranza. Durante quel dialogo al pozzo, la Samaritana riconobbe in Gesù il Messia. Per questo, appena lo seppe, «lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente»: “Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?” Sentiva il bisogno di comunicare alla sua gente la meraviglia di cui era stata testimone, la pace di sapere che Dio la conosceva come nessun altro al mondo, e per questo l’aveva raggiunta.

Chi è la Samaritana? È una delusa: dopo tante esperienze e promesse, l’orizzonte è sempre più lontano; è fiaccata da maltrattamenti, crudeltà, vendette, abbandoni, appesantita dalla noia e insozzata dalla marea delle banalità del quotidiano, e perciò tutta presa dal desiderio di evasione; sfinita dall’essere sfruttata; delusa, scettica, amareggiata, vuole sfuggire ogni discorso impegnativo, ma Gesù la incalza ad andare oltre… In questa Samaritana al pozzo di Giacobbe c’è una donna, una comunità credente, c’è la Chiesa, ogni peccatore e peccatrice, ciascuno di noi, tutti, oggi e sempre. È in lei ci sono tutte le storie di pregiudizi e di degrado, di sogni infranti e di delusioni accumulate. C’è la fatica di elemosinare ogni giorno, per un’altra possibilità di vita e di sopravvivenza. C’è la dura realtà che costringe a cercare e trovare qualche goccia d’acqua nel deserto assolato della vita. C’è soprattutto la sorpresa di uno strano personaggio povero e straniero che mentre sta lì su quel pozzo chiede un po’ d’acqua, promette, nonostante la sua stanchezza, sorgenti d’acqua viva che zampillano per la vita eterna. Egli non prometteva un’acqua visibile, ma un’acqua misteriosa.

Ovviamente il suo linguaggio non era materiale ma spirituale. Tuttavia la samaritana continua ad intendere il linguaggio di Gesù in senso materiale, è allettata dalla prospettiva di non dover più patir la sete e crede di poter intendere in questo senso materiale la promessa del Signore. A questo aspirava la samaritana: a non aver più alcun bisogno, a non dover più faticare. Ogni giorno doveva recarsi a quella sorgente, venir via carica, e di nuovo ritornare alla sorgente non appena l’acqua attinta si fosse esaurita; e tutti i giorni la stessa fatica, perché quel bisogno, momentaneamente soddisfatto, non si estingueva. Aspirando solo a non dover più patire la sete, prega quello straniero che le desse quell’acqua viva. In una calda mattinata verso mezzogiorno, quella donna non poteva sapere chi potesse incontrare al pozzo, ma, invece, Lui era lì ad aspettarla.

Le scelte sbagliate fatte da quella donna non spaventano Gesù, non lo fanno ritirare da lei disgustato. Lui conosce bene quella donna. Poco alla volta la porta a riflettere sulla sua sete, una sete che sembrava non estinguersi mai, provando a dissetarsi in tutti i modi possibili e da tante fonti diverse. Lui è lì, davanti a lei pronto a donarle una nuova vita, poiché Lui è l’unico che può riempire il vuoto interiore, con il suo amore, con la sua parola, per estinguere ogni sete e ogni fame e condurre verso una vita che non finisce mai.

La donna sogna un’acqua miracolosa che le impedisca la fatica di andare al pozzo. Gesù allora le dice di andare a chiamare suo marito, ma la donna è costretta a raccontare di un uomo che non è suo marito e dei cinque mariti che hanno attraversato la sua vita. Tutto crolla e tutto riparte per la donna da “un incontro occasionale, da un luogo anonimo, il pozzo”. L’acqua del pozzo è simbolo dei piaceri mondani nella loro profondità tenebrosa; è da lì che gli uomini li attingono con l’anfora della cupidigia. Quando uno giunge ai piaceri di questo mondo: il mangiare, il bere, gli spettacoli, i piaceri carnali ecc. si ha di nuovo sete. Ecco perché il Signore dice alla donna: “chi beve di quest’acqua, avrà sete ancora; chi invece beve dell’acqua che gli darò io, non avrà sete in eterno”.

La donna intanto si stupisce che sia un uomo e per di più giudeo a chiederle da bere, ma poi capisce in seguito che è un profeta. Ed è proprio Lui il Maestro che, oltre ad avere sete d’acqua, ha gran sete di tutti noi, impelagati nelle nostre disavventure e in molti pregiudizi. E dove normalmente tutti gli altri emettono il giudizio e la condanna, egli ci ha messo solo il suo amore. E così, nella sua misericordia senza limiti, ha accolto tutta la miseria, ha accolto quella donna la quale per la prima volta sente di essere amata, avverte che da quell’incontro la sua vita sta cambiando.

E da quel momento il suo cuore è in festa, in lei inizia il profumo e la gioia della Pasqua.

Gesù così la porta a riconoscere innanzitutto il dono di Dio e la conduce a comprendere progressivamente e trovare il vero sposo, proprio come la Samaria a ritrovare l’unico vero Dio.

È una storia sorprendente, fatta solo di amore, di dono, perdono e misericordia, di rinascita.

Ai nostri giorni c’è una grande sete proprio come la samaritana da parte di tanti accecati dal maligno, che si lasciano ingannare e divorare, separandosi dalla verità, senza sapere dove trovarla.

Il Signore è l’unico che può offrire l’acqua viva e placare la sete ardente di coloro la cui vita è avvizzita per una siccità della verità.

Anche per noi il nostro rapporto con il Signore parte da un luogo, da un tempo preciso.

Se noi mettiamo il Signore fuori dalla nostra vita, in un “paradiso terrestre” dove non esiste la fatica dell’attingere acqua e tutte le altre fatiche della vita, potremmo rischiare di restare a sognare ma di non incontrarlo mai. Molte volte chiediamo al Signore che ci liberi dalla sofferenza, dal male, da tutto ciò che ci pesa.

E invece Gesù, stanco come ognuno di noi, è seduto di fronte a ciascuno, sul pozzo della nostra vita, lì e soltanto lì lo potremo anche noi incontrare.

Pina Spicciato o.v.