UN PERCORSO LUDICO E CREATIVO

LAUDATO SI’ E L’ARCA NAVIGAVA

Il gioco educativo ispirato a San Francesco

Dopo “Giubilando”, gioco inventato per il Giubileo dalla fantasia creativa di Don Michele Novelli, ecco apparire un nuovo prodotto della sua strategica regia nell’ufficio diocesano della cultura: “E l’Arca navigava”, ispirato alla stessa atmosfera giubilare e alla “Laudato si’, mi Signore” di papa Francesco.

L’occasione è l’ottavo centenario della famosa laude di San Francesco, diretta all’amore del creato in tutte le sue forme e ripresa da Bergoglio con un grande intervento pedagogico in direzione della difesa della natura.

Gli animali sono un elemento importante del mondo che ci circonda e un gioco come questo, adatto ai bambini dai 6 anni in su, può essere la base per infondere fin da piccoli l’amore per la natura nei suoi diversi aspetti, ma soprattutto nel contesto dei campi dimenticati dalla vita di città che li impegna lontano dall’esistenza all’aria aperta, spesso ridotti a una passiva fruizione della videomania di ogni genere.

Osservare le figure che ritraggono gli amici comuni e più rari della fauna proietta i nostri bambini in una dimensione più serena e amorevole di quella che li tempesta quotidianamente attraverso improbabili e violente avventure di supereroi. Per quelli che, guidati dai genitori o dagli animatori di turno, saranno impegnati in una corsa ideale per raggiungere con i loro amici l’Arca della salvezza, si aprirà un mondo di sorridente partecipazione alla bellezza e all’armonia del creato nello spirito di Francesco.

I disegni di Cesare Lomonaco, noto e prestigioso vignettista chiamato a lavorare per il gioco da Don Michele, caricano di un’immediata efficacia e simpatia le immagini dei vari protagonisti del regno naturale, investendoli di una plasticità e di un’evidenza che farà nascere nella fantasia dei piccoli il desiderio di un ritorno nei luoghi lontani dal contesto urbano, alla ricerca di emozionanti contatti, ben più significativi di quelli consentiti dal cagnolino di turno, insufficiente surrogato.

L’Arca, come ben descritto nel biglietto illustrativo che accompagna il gioco, è simbolo della protezione divina per le creature, che viene raccontata nel testo biblico, un monito per chi attenta a questo dono prezioso con inquinamento e scarsa cura delle risorse contenute nel mondo che ci è stato assegnato per goderne in pieno i vantaggi, soprattutto nel contesto che ci riguarda oggi, che è tempo di disinvolte campagne di guerra.

Anche la semplicità della corsa attraverso cui, con una serie di tiri di dadi, si cerca di raggiungere l’Arca, è un subliminale invito a proteggere la vita dei paesi più poveri, come istintivamente suggerisce a noi e ai nostri bambini la riflessione sull’universo di cui siamo parte, sull’uguaglianza originaria della nostra condizione.

Collegato appunto a questo spirito è la riflessione che l’Ufficio diocesano della cultura ha voluto dedicare nei giorni scorsi al tema della cancellazione del debito dei paesi poveri prevista dal Giubileo, in ottemperanza a quanto indicato nel testo biblico. Una serie di incontri in cui si sono alternati esperti di problemi del quarto mondo e una felice relazione di Antonella Presutti sul bellissimo romanzo di un autore pisano, Claudio Sbragia, ispirato alla rock star Bono Vox, protagonista della campagna del 2000.

Con la stessa motivazione, l’Ufficio diocesano della cultura ha attivato un progetto collegato a questo, centrato su un’attività corale e strumentale di tutte le scuole dell’infanzia del capoluogo, anch’esso intitolato all’Arca di Noè, accompagnando con canzoni ispirate a diversi animali il loro percorso verso la salvezza, grazie alla capacità creativa del maestro compositore Gabriele Caudullo, validissimo studente presso il Conservatorio Perosi di Campobasso. Il progetto si concluderà nel mese mariano, maggio del 2026, ottavo centenario della morte del santo di Assisi.

Roberto Sacchietti