
“Dona Pensieri di Pace” è il messaggio che ha dato ufficialmente il via alla distribuzione della Luce della Pace di Betlemme 2025, un’iniziativa dal forte valore simbolico che ogni anno, nel periodo che precede il Natale, unisce popoli, territori e comunità in una grande staffetta di pace, capace di attraversare confini geografici, culturali e religiosi.
La Luce viene accesa nella grotta della Chiesa della Natività a Betlemme, dalla lampada ad olio che arde perennemente nel luogo in cui la tradizione cristiana colloca la nascita di Gesù. Da lì, custodita con grande attenzione, viene trasportata con un aereo di linea fino a Linz, in Austria, città in cui questa tradizione è nata e da cui prende avvio la distribuzione in tutta Europa. Dal 1986 il movimento scout ha fatto propria questa iniziativa, riconoscendola come un segno concreto di fraternità, pace e speranza, in grado di parlare in modo semplice ma profondo alle persone di ogni età.
L’Italia ha aderito alla Luce della Pace fin dagli esordi, inizialmente limitatamente al territorio dell’Alto Adige, fino ad arrivare alla prima distribuzione nazionale nel 1996. Oggi la Luce viene affidata a una delegazione di scout che, grazie al trasporto ferroviario nazionale, riesce a diffonderla in numerose città italiane. In ogni stazione, i gruppi scout che aderiscono all’iniziativa attendono il suo arrivo con le lanterne accese, pronti a farsi portatori di un messaggio di pace e di speranza nei territori che abitano quotidianamente.
Anche il Molise partecipa da anni a questa staffetta. Il 13 dicembre, presso la stazione ferroviaria di Termoli, una delegazione di ragazzi e ragazze di 16 anni appartenenti alla branca dei Rover e delle Scolte (RS) dell’AGESCI Molise ha atteso e accolto la Luce della Pace. Prima dell’arrivo del treno è stato vissuto un momento di riflessione e di preghiera; a ogni comunità RS è stato consegnato un mandato preciso: diffondere la Luce non solo nelle parrocchie di appartenenza, ma anche in luoghi significativi della vita cittadina, come comuni, centri sociali, case di riposo, case circondariali e strutture di accoglienza.
Dopo l’arrivo a Termoli, le delegazioni sono rientrate nelle rispettive zone per condividere la Luce con il resto dei gruppi scout e vivere momenti di veglia, incontro e sensibilizzazione cittadina. A Campobasso, l’esperienza si è svolta in piazza Vittorio Emanuele II, coinvolgendo tutte le branche dello scoutismo: bambini e bambine dei lupetti e delle coccinelle, ragazzi e ragazze degli esploratori e delle guide, fino ai rover e alle scolte, in un segno visibile di comunità educativa che cresce insieme e si rende presenza attiva sul territorio.
Successivamente gli scout hanno raggiunto la Cattedrale della Santissima Trinità, dove hanno partecipato alla celebrazione eucaristica della III Domenica di Avvento, presieduta dal Vescovo di Campobasso-Bojano, mons. Biagio Colaianni. Durante l’omelia, il Vescovo ha invitato a vivere l’attesa del Natale con un cuore aperto e perseverante, ricordando l’importanza di non dare nulla per scontato e di guardare la vita con gli occhi della fede, sull’esempio di Santa Lucia e di San Giovanni Battista. Ha inoltre sottolineato come la Luce di Betlemme possa diventare un’occasione concreta per diffondere un messaggio di pace e di speranza, capace di portare calore e di risvegliare lo spirito di umanità che Cristo desidera per il mondo.
Al termine della celebrazione, la lanterna con la Luce della Pace è stata accolta solennemente; il Vescovo, insieme a un corteo di scout e cittadini, si è poi diretto in processione verso la chiesa di Sant’Antonio Abate, dove tutte le comunità RS della città hanno vissuto una veglia di preghiera, interrogandosi sui semi di pace da far germogliare ogni giorno nella propria vita.
Momento particolarmente intenso è stata la testimonianza di Nasri Kumsieh, cristiano palestinese di Betlemme. Dopo aver studiato architettura a Milano, Nasri ha scelto di tornare nella sua terra, dove oggi vive con la sua famiglia e si fa portavoce di una comunità cristiana che lotta quotidianamente per sopravvivere. Il suo invito è stato quello di non dimenticare la Terra Santa e di non perdere mai il coraggio di essere testimoni attivi di pace.
In un pomeriggio di dicembre, tanti giovani del Molise sono tornati a casa con una consapevolezza rinnovata: la pace nasce da gesti semplici e concreti, dalla disponibilità a sporcarsi le mani, dall’essere voce per i più deboli e luce capace di accogliere e donare speranza, per contribuire a costruire un futuro in cui ogni generazione possa lasciare il mondo un po’ migliore di come lo ha trovato.
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