LETTURE SOTTO L’ALBERO

RISCOPRIRE IL LEGAME TRA CIELO E TERRA

Un buon libro aiuta a trascorrere in maniera più distesa le vacanze natalizie. Si tratta del testo “Corpus Domini a Campobasso tra storia, mistero e folklore” di Antonio Terzano, professionista campobassano che, tra i suoi hobby, coltiva anche quello dello studio delle tradizioni storiche della città dove è nato e vive.

Il libro è stato presentato il primo dicembre presso la sala della Costituzione della provincia davanti a una folta platea e alla presenza di autorità politiche e religiose. L’evento è stato moderato dalla prof.ssa e scrittrice Simonetta Tassinari e ha visto la partecipazione di monsignor Angelo Spina, vescovo di Ancona-Osimo, sacerdote molisano molto conosciuto e amato. La manifestazione è stata aperta dal Mosè di Rossini, la marcia che accompagna la sfilata degli ingegni di Paolo Saverio Di Zinno nella giornata del Corpus Domini, e dai saluti istituzionali. La serata è stata allietata da intermezzi di letture di poesie dialettali di Giuseppe Altobello e Nina Guerrizio e da canti della tradizione locale.

La prof.ssa Tassinari ha posto all’autore diverse domande attraverso le quali egli ha illustrato la struttura del testo, che non è soltanto una cronaca storica, ma pone l’accento su quello che sarà il futuro dei Misteri. Il culto del Santissimo Sacramento è legato a sacre rappresentazioni e a Campobasso la processione del Corpus Domini era accompagnata dagli ingegni. Col passare degli anni, questi si sono staccati dalla processione religiosa e sfilavano al mattino della domenica. Nel pomeriggio si teneva la processione.

La domanda che si pone l’autore è quale destino spetterà ai Misteri nel futuro. Saranno di nuovo parte integrante della processione o soltanto manifestazione scenografica?

Il Terzano auspica che l’evento, unico nel capoluogo di regione, non sia soltanto un’attrazione turistica, ma i Misteri riscoprano la dimensione spirituale e il profondo messaggio di fede. In fondo, gli ingegni del Di Zinno hanno un significato biblico ben preciso, i santi non sono certamente stati scelti a caso. Egli era un perfetto conoscitore del Vecchio e del Nuovo Testamento. Basti pensare a Sant’Isidoro, San Leonardo, San Crispino, sono tutti santi collegati all’agricoltura, alle arti e mestieri, settori cardine dell’economia molisana. Poi le varie accezioni con cui viene esaltata la figura della Madonna Assunta e Immacolata Concezione, che spiegano appieno, come descritto da Ada Trombetta, la parola mistero come fondamentale dogma della religione cristiana: l’assunzione in anima e corpo di Maria al cielo e la sua incoronazione a regina dell’universo.

Il libro è ulteriormente arricchito da numerosi disegni a matita realizzati dall’autore, reinterpretati con il supporto dell’intelligenza artificiale. Essi riproducono momenti e luoghi storici della città.

Coinvolgente è stato l’intervento di monsignor Angelo Spina, il quale ha espresso un giudizio molto positivo sul testo poiché all’interno è possibile leggere la storia di Campobasso dal punto di vista culturale, sociale e religioso. Ha poi fatto un excursus prettamente religioso spiegando come, nel corso dei secoli, si era passati dal mettere in dubbio la presenza reale di Gesù nell’Eucarestia (Medioevo) a porre in essere diverse forme di manifestazioni per riaffermare la reale presenza di Gesù, come la processione del Corpus Domini. Il libro è importante anche perché fornisce diversi spunti su quella che è l’identità del Molise.

La riflessione continua con i concetti di estetica ed etica. La prima privata della seconda diventa cosmetica, trucco, tutto riconducibile all’apparenza. Invece è oltremodo necessario tornare alle origini.

La manifestazione non deve essere folklore, ma deve riprendere il significato biblico. L’episodio citato nell’Antico Testamento quando il Signore manda la manna dal cielo, simboleggia il miracolo della condivisione. Questo pone l’interrogativo di dove stia ora andando la società. Certamente si assiste a uno sfrenato consumismo perché viene a mancare l’interiorità. Quindi i vescovi hanno dato indicazioni per far sì che il sacro sia separato dal profano, ecco dunque il perché della sfilata al mattino e della processione alla sera. Citando il sociologo Franco Garelli, il presule sottolinea come la cristianità sia fortemente in crisi, ma non lo è il cristianesimo.

Mariarosaria Di Renzo