A CASTELPETROSO IL GIUBILEO DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE CATTOLICA

UN CAMMINO REGIONALE DI COMUNIONE

Un pellegrinaggio condiviso tra fede, professionalità e missione educativa

Nella luce dell’Anno Giubilare che sta per concludersi, la nostra diocesi – insieme alle altre Chiese sorelle della regione – ha vissuto un evento di grazia il 29 novembre scorso: il Giubileo degli Insegnanti di Religione Cattolica, un pomeriggio di spiritualità e comunione che ha riunito diversi docenti provenienti da ogni provincia della regione. Un pellegrinaggio condiviso, custodito dalla presenza e dalla parola dei rispettivi Vescovi, che hanno voluto essere pastori vicini a chi ogni giorno porta il Vangelo nelle aule scolastiche.

Un pellegrinaggio di fede e professionalità

Si è giunti ai piedi della Madonna di Castelpetroso con animo penitente e orante. I sacerdoti insegnanti hanno messo a disposizione del tempo per le confessioni.

I Vescovi delle diocesi partecipanti, riuniti in un’unica concelebrazione, hanno espresso gratitudine per il servizio dei docenti. In un tempo di rapidi cambiamenti culturali, la nostra presenza nelle scuole è segno di ascolto e di dialogo. «Rendete la vostra vita una testimonianza di ciò che insegnate», ha sottolineato il Vescovo Cibotti. L’essere ponte, dunque, tra la Chiesa e le nuove generazioni ha risuonato come incoraggiamento e affidamento, e i Vescovi presenti hanno sostenuto il cammino professionale e spirituale degli insegnanti.

Formazione e testimonianza

Le sfide attuali dell’insegnamento religioso sono molteplici: la pluralità culturale, il dialogo con i linguaggi digitali, l’esigenza di proporre una fede che tocchi la vita reale degli studenti, che richiedono una formazione continua.

Le rispettive esperienze di docenti cristiani e impegnati nelle diocesi diventano piccoli semi di bene, nelle classi che diventano laboratori di vita. Le domande profonde dei ragazzi, i percorsi innovativi nati dal confronto quotidiano con le classi fanno di noi docenti dei mezzi per arrivare a Dio. Emerge la bellezza discreta di una vocazione vissuta con passione: accompagnare i piccoli, i ragazzi e i giovani alla scoperta di un Dio che cammina nella storia.

Un cammino sinodale tra diocesi

Il carattere regionale dell’evento ha rafforzato la dimensione di Chiesa in cammino insieme.

Le diocesi, pur diverse per tradizioni e contesti sociali, hanno riscoperto la ricchezza di collaborare nella formazione e nel sostegno dei docenti: già in precedenza ci eravamo incontrati per fare comunione e formazione.

I Vescovi hanno manifestato il desiderio di consolidare questo legame, affinché l’IRC sia sempre più espressione di una rete ecclesiale viva e missionaria.

Il nostro servizio e impegno, come ha ben detto S.E. Mons. Colaianni, «è camminare per aiutare i ragazzi a riconoscere quali sono le vie, i sentieri per i quali il Signore si fa riconoscere. Far conoscere Lui che viene nei sentieri della storia, perché loro lo riconoscano nelle relazioni che vivono, nelle esigenze che hanno. Questa presenza diventa per loro cammino di pace nelle relazioni, luce nella loro vita, luce costante che illumina, che permette di vedere».

..Una missione che riparte

La giornata si è conclusa con l’affidamento a Maria, maestra di ascolto e custode di ogni vocazione, con una preghiera fatta a nome di tutti da parte della Direttrice dell’Ufficio della Pastorale scolastica, Prof.ssa Pina Di Lembo. Gli insegnanti sono tornati nelle proprie scuole con rinnovato entusiasmo, consapevoli che il loro servizio continua a essere un luogo privilegiato di evangelizzazione.

Il Giubileo, tempo di grazia che non si misura soltanto con il calendario, ma con la disponibilità interiore alla conversione, non sia stato allora per noi un passaggio solo attraverso una “porta” fisica, ma spirituale: quella di un rinnovamento del nostro rapporto con Dio e con i fratelli, e un riconciliarsi e un riprendere il cammino con uno sguardo nuovo.

La porta si chiude, la missione resta aperta

Ogni Giubileo ha un inizio e una fine, ma la misericordia che vi abbiamo incontrato è senza scadenza. La porta santa si richiuderà, ma rimarrà aperta la porta del nostro cuore: quella che possiamo schiudere ogni giorno nelle nostre aule, schiudere alla Parola, alla celebrazione dei sacramenti, al servizio dei diversamente poveri e al dialogo con chi cerca un senso più vero per la propria vita.

Non lasciamo che questo tempo di grazia sia solo un ricordo, ma trasformiamolo in un criterio per vivere il quotidiano. Riprendiamo il cammino animati da una fede più radicata e da uno sguardo più attento ai bisogni del territorio e delle persone che incontriamo.

Il Giubileo si conclude, ma non la nostra storia con Dio. Il tempo che si apre ora è quello della maturazione, in cui il seme gettato in quest’anno speciale può portare un frutto ancor più abbondante. Continuiamo, dunque, con coraggio e fiducia, certi che il Signore accompagna i passi di chi si affida a Lui e i nostri studenti avranno in noi dei punti fermi e dei testimoni di Verità.

È un’opportunità per la Chiesa tutta e per i credenti di riscattare il valore della fraternità, della solidarietà e della cura reciproca. E, se preso sul serio, può lasciare una traccia duratura — non solo nei cuori dei nostri studenti, ma nelle comunità e nella società.

Carmela Venditti