
Da cristiani, in un momento storico così affannato ed inquieto, ci domandiamo quotidianamente quale sia il nostro ruolo in una società come quella che viviamo, nella quale tutto sembra effimero e provvisorio.
Una dimensione complicata da comprendere ed ancor più da condividere e restituire ai nostri ragazzi, senza ipocrisie o affabulazioni facili, libera da pregiudizi ma pur sempre solida nei valori sociali e nella fede.
Ecco, interroghiamoci spesso su questo; perché resta sempre più urgente aprirsi ad un confronto generazionale alla luce del Vangelo. Per farlo, non possiamo prescindere da ciò che ci succede intorno, in famiglia, a scuola ed anche nella nostra dimensione di comunità cristiana diocesana.
Con lo sguardo alle realtà parrocchiali più piccole della nostra Diocesi, l’invito è quello di soffermare l’attenzione di chi legge su una figura essenziale ma spesso poco valorizzata: il catechista, figura di riferimento per la missione parrocchiale quali evangelizzatori dei giovani del nostro tempo.
Un piccolo esercito di uomini e donne che donano un prezioso servizio educativo e formativo, fondamentale per lo sviluppo evolutivo dei ragazzi sotto il profilo della consapevolezza spirituale e personale, coinvolgendoli in modo attivo e significativo nella maturazione della personalità e della propria crescita umana e religiosa.
Appena qualche settimana fa, il nostro Arcivescovo Mons. Colaianni, nell’incontro di Castelpetroso, ha ricordato proprio la grandezza ed il rilievo della missione stessa del catechista, quali “portatori di ciò che rappresentano nel servizio – artigiani, costruttori di comunità”.
Ma come condurre a Gesù i piccoli? Come accoglierli senza costringerli?
Beh, l’arduo compito dei catechisti oggi è più che mai una missione, nel senso più proprio del termine: un compito alto, di responsabilità, un mandato, che trova compimento solo nella riflessione sui valori essenziali e sulla loro relazione con Dio.
Il progetto, allora, si colora di tutti gli elementi imprescindibili della preghiera, della conoscenza di Gesù, senza trascurare l’elaborazione di “strategie” innovative ed efficaci di comunicazione.
Per grazia di Dio, la nostra Diocesi pulsa ancora di tante buone idee, iniziative, “piccoli laboratori spirituali” a portata di bambino, fuori dagli stereotipi del pensiero comune.
Il racconto di una di queste esperienze positive e fruttuose ci arriva da Ferrazzano, dove, nella parrocchia di Santa Maria Assunta, un team di catechisti preparati ed accorti ha tracciato il sentiero che strizza l’occhio alle tecnologie ed ai nuovi metodi di comunicazione, pensando un cammino catechistico all’insegna dell’entusiasmo, della scoperta e conoscenza e, non ultimo, della preghiera.
Con la vicinanza spirituale e la guida del parroco don Nicola Maio, la catechista Fabiana Iasevoli, coadiuvata da collaboratori di buona volontà, ha avuto la sensibilità di proporre ai bambini che si preparano alla Prima Comunione un itinerario spirituale innovativo per certi versi, un vero e proprio viaggio alla scoperta di Gesù e della Sua Parola con video, giochi ed attività, al fine di rendere l’apprendimento più interattivo e coinvolgente.
È stata un’intuizione semplice ma appassionante, ad esempio, l’idea di realizzare dei brevi video animati sul Vangelo della Domenica oppure su storie e principi fondanti della nostra fede, o anche brevi condivisioni di esperienze vissute dai bimbi, raccontate a mezzo di mini-interviste dagli stessi piccoli protagonisti.
I bambini, così, superando le riserve iniziali, sono riusciti a raccontarsi e a condividere con i compagni un po’ più di sé.
In una chiacchierata la stessa Fabiana confidava di avere incentrato il messaggio di questo suo servizio imprescindibilmente sulle Sacre Scritture – pregare, orando e cantando di più. Da lì, altresì, la nascita del piccolo coro del catechismo, che inonda la messa domenicale di note e passione. Ovviamente, sempre sotto la sapiente direzione spirituale di don Nicola Maio, che non fa mai mancare ai bambini la sua vicinanza ed il supporto teologico.
Altro esercizio fondamentale è stata l’introduzione della recita del Santo Rosario dei piccoli, ogni primo venerdì del mese, in modo interattivo e gioioso, che Fabiana ci racconta “condotto e guidato per il meraviglioso impegno delle famiglie che, insieme a loro, si sono fatte dono di preghiera, per costruire una solida fede cristiana, fonte di pace e amore”.
Perché una delle componenti essenziali del progetto è giustappunto il coinvolgimento diretto delle famiglie, che accompagnano costantemente i bambini nel percorso, gettando insieme le basi per far crescere i ragazzi, poiché i genitori sono i primi catechisti.
Dunque, quale messaggio possiamo consegnare affinché i bambini conservino l’entusiasmo di questo incontro con Gesù e con la vita parrocchiale, coltivando d’ora in avanti il desiderio di impegnarsi nel cammino di fede e di comunità?
“Il messaggio è quello di crescere nell’unità cristiana comunitaria, con Gesù al centro, vivendo nella pienezza spirituale la Santa Messa, avendo la curiosità di conoscerLo ed incontrarLo sempre con lo stesso entusiasmo di oggi”.
Ora, un’altra sfida li attende: la festa dei Santi, la sera del prossimo 31 ottobre.
Eh sì, mentre tutti saranno alle prese con i macabri festeggiamenti della festa di Halloween ed i riti pagani che la caratterizzano, a Ferrazzano i catechisti e il parroco accoglieranno i loro bimbi in una festa speciale, dove gli spaventosi costumi lasceranno il posto alla raffigurazione dei Santi (ciascun bambino interpreterà e vestirà i panni del Santo di cui porta il nome), restituendo ai piccoli fedeli una festa di pura gioia, condivisione e fede. Abbandonando la connotazione distorta che questa festa ha acquisito nel tempo, l’intento è dunque riportare il vero significato delle celebrazioni alle origini, laddove Halloween deriva da “All Hallows Eve”, che significa “Vigilia di tutti i Santi”, festa di gioia e di luce.
La luce di Dio che ha sconfitto le tenebre.
Tutto questo non è fantascienza, ma un esperimento concreto di nuova evangelizzazione tra i piccoli, proprio qui, a casa nostra, affinché l’esperienza del catechismo non resti un’abitudine sterile ma regali ai nostri ragazzi impulsi intelligenti e stimolanti, aiutandoli nella formazione personale e nella crescita spirituale.
In Molise puoi!
Mariagrazia Atri



