
Papa Francesco, il “Papa venuto da lontano”, come a lui stesso è piaciuto definirsi, ha come successore il Pontefice “dei due mondi”, Robert Francis Prevost. Il 267° successore di Cristo, sul soglio petrino, sessantanovenne, viene dalle Ande, la catena montuosa più lunga del mondo, ed è nato a Chicago il 14 settembre 1955. È il primo Papa americano della storia. Si prosegue quindi nel solco della esterofilia per quel che concerne il Vescovo di Roma: dopo il polacco Wojtyła, il tedesco Ratzinger, l’argentino Bergoglio, ecco lo statunitense Prevost. Per gli italiani c’è il rinvio alla prossima volta. Ha scelto di chiamarsi Leone XIV e c’è da dire che la sua elezione non ha rappresentato una sorpresa a trecentosessanta gradi; la sua nomination era nella lista dei possibili vincitori. Descritto dai più come religioso improntato all’umiltà, sobrietà, empatia e con una profonda vocazione al servizio, Prevost si è subito posto all’attenzione generale con quel suo modo gentile e garbato di presentarsi al mondo.
In pochi giorni ha fatto passare quasi in secondo piano l’immagine venerata da tutti di Papa Francesco, persona che ha conquistato tutti con la sua bonomia e con il suo lungo pontificato. Il cardinale venuto dal continente americano ha immediatamente fatto breccia nell’umanità, in maniera particolare, per quella sua forte e convincente affermazione iniziale: Pace a tutti. Evidentemente, in questo specifico lasso di tempo, era ciò che l’universo voleva sentirsi dire. La pace, infatti, è il desiderio maggiormente invocato da tutti, da tutte le latitudini; molti conflitti, in tanti Paesi, insanguinano l’incedere quotidiano, facendo vittime e distruzioni, le cui conseguenze sono particolarmente penalizzanti per tutti, ma, in specie, per i bambini, le donne e gli adulti.
Sentire un Papa che al suo esordio in Vaticano fa appello al tacere delle armi e alla pacifica convivenza rincuora notevolmente e fa ben sperare per il prosieguo di tutta la popolazione mondiale.
Ma come hanno accolto l’arrivo di Leone XIV i molisani, che, evidentemente, in linea con tutti gli italiani, si aspettavano un Sommo Pontefice del Bel Paese? Piace o no, un americano che ha tra i suoi sogni una pace giusta ed una Chiesa aperta a tutti? Sembra proprio di sì, a giudicare dagli interventi, ad iniziare da quelli dei vescovi molisani.
Il vescovo metropolita di Campobasso-Bojano, Biagio Colaianni, ha esternato un pensiero di immensa fiducia e speranza nei confronti di Leone XIV, evidenziando come la sua esperienza internazionale maturata nel continente americano gli dia una particolare sensibilità verso le situazioni di povertà e marginalità. “La sua presenza nella Curia romana e la partecipazione alla Congregazione per i Vescovi gli hanno permesso sicuramente di conoscere da vicino le realtà ecclesiali di tutto il pianeta. Fin dal suo insediamento il Papa ha indicato in maniera inequivocabile la direzione del suo ministero, fondato sulla pace e sulla testimonianza evangelica. La sua sarà una guida che accompagnerà la Chiesa lungo un cammino di rinnovamento e di vicinanza alle persone. La sua vocazione missionaria, vissuta anche in ambienti di povertà come il Perù, lo colloca in continuità con i suoi predecessori. La sua azione – aggiunge Colaianni – è orientata all’unità e al dialogo, strumenti fondamentali per costruire ponti e per rendere credibile l’annuncio del Vangelo in ogni angolo del pianeta”.
Don Biagio Colaianni, pastore del gregge della diocesi di Campobasso-Bojano, ha così concluso: “La nostra comunità ecclesiale accoglie con gioia Papa Leone XIV, affidandolo alla preghiera di tutto il popolo di Dio. Che il suo servizio sia guidato dalla luce dello Spirito Santo e possa portare frutti di speranza, rinnovamento e di unità”.

Monsignor Claudio Palumbo, vescovo di Termoli-Larino, ha così commentato: “In questi tempi di profonde lacerazioni tra popoli e nazioni, sia segno di misericordia, di unità per il mondo intero, volto di una Chiesa disarmata e disarmante, evangelizzatrice e missionaria capace di mostrare a tutti la bellezza di aprire il cuore a Cristo, unico salvatore dell’uomo. La profonda spiritualità agostiniana, l’esperienza missionaria nelle periferie del mondo, lo sguardo sulla Chiesa universale come Prefetto del Dicastero dei Vescovi, saranno viatico luminoso nel grave ufficio di successore di Pietro, Pastore della Chiesa Cattolica, voce autorevole al servizio dell’umanità intera”.
In sintonia anche monsignor Camillo Cibotti, vescovo di Isernia e Trivento: “Un Papa terzomondista, aperto ai bisogni dei più deboli, degli emarginati. Questa la vera continuità col predecessore Papa Francesco. Leone XIV, nato negli Stati Uniti, ma missionario in Perù, è un Pontefice ideale e adatto ai nostri tempi difficili”.
Il “Vescovo della strada”, questo il suo soprannome, perché camminava tra la gente sempre sorridendo, è stato accolto con soddisfazione anche dal mondo politico e istituzionale della nostra terra.
Il Presidente della Regione, Francesco Roberti, a nome di tutti i molisani, ha espresso “compiacimento per l’elezione di Sua Santità. Accogliamo con gioia – ha detto – e profonda speranza l’inizio di questo nuovo pontificato, certi che sarà guidato da saggezza, umanità e spirito di servizio. Le prime parole di Papa Leone XIV, improntate alla pace e alla fraternità, indicano un cammino ricco di significato e vicinanza ai popoli. La nostra preghiera accompagna il Santo Padre nel suo alto e impegnativo magistero, affinché possa affrontare con forza, serenità e visione le grandi sfide del nostro tempo”.
In linea con il Presidente, anche il consigliere delegato, assessore alla Cultura e al Turismo, Fabio Cofelice, rappresentante di “Noi Moderati”, partito di ispirazione cristiana: “Sarà un grande Pontefice, che segnerà sicuramente ambiziosi traguardi, soprattutto nel campo dell’armonia mondiale, quale interlocutore indispensabile ed autorevole per sancire la pace in tutti i segmenti del mondo, ove le armi la stanno facendo da padrone. D’altronde le sue prime parole sono state indirizzate in tale direzione, per fronteggiare con forza e serenità le importanti sfide dei tempi che viviamo”.
Dalla Regione ai comuni principali, Campobasso, Isernia e Termoli, un coro di gioia per l’elezione di Prevost. “In questo momento storico, accogliamo con rispetto e speranza l’elezione di Papa Leone XIV, primo Pontefice americano nella storia della Chiesa. Nel solco della tradizione e dell’eredità lasciata da Papa Francesco, il nuovo Santo Padre assume la guida della Chiesa in un periodo in cui il mondo ha urgente bisogno di pace e giustizia. Da Campobasso auguriamo al nuovo Pontefice un cammino di pace e di speranza per affrontare le sfide dei nostri tempi”, hanno affermato da Palazzo San Giorgio. Dal secondo capoluogo molisano, il saluto di Castrataro: “Il Sindaco di Isernia porge a Papa Leone XIV i suoi più cordiali auguri per un pontificato fecondo e illuminato, assicurando il suo impegno per il bene comune e la pace, esprimendo la speranza che Leone XIV sia un faro di pace e speranza per l’umanità e che la sua guida spirituale promuova il dialogo e la comunione fraterna”.
Dalla costa adriatica, da Termoli, il messaggio del primo cittadino, Nicola Balice: “Invio il mio più sentito benvenuto a Leone XIV ed esprimo la gioia di tutta la comunità per l’elezione del successore di Pietro, sicuro del fatto che saprà continuare a percorrere il sentiero solcato da Papa Francesco fino alla sua morte. L’arrivo di Papa Leone XIV rappresenta per la comunità termolese un momento pieno di significato spirituale che rafforzerà i legami tra la nostra città e la Chiesa”.
Dal nostro piccolo lembo di terra, quindi, pensieri beneauguranti per il Sommo Pontefice che certamente avranno ripercussioni positive anche per tutto il territorio molisano.
Michele D’Alessandro



