
Pasqua dello Sportivo meteorologicamente fredda, ma riscaldata dal calore di una mattinata trascorsa tra gli studenti delle scuole superiori e medie di Campobasso e Bojano nell’Aula Magna dell’Unimol.
L’iniziativa, promossa tra gli altri dalla Pastorale Diocesana del Turismo e dello Sport, è stata un importante momento di riflessione sui valori dell’attività sportiva tra i giovani e non solo.
Nel saluto che ha inaugurato la tavola rotonda su “Inclusione, etica, socializzazione e formazione nello sport”, Mario Ialenti, direttore della Pastorale, nel portare il saluto dell’Arcivescovo Monsignor Biagio Colaianni, ha sottolineato l’importanza dell’attività fisica nei giovani in uno scenario storico in cui prevalgono l’egoismo e l’edonismo.
Lo sport, di contro, insegna valori come lealtà, correttezza, umiltà e rispetto delle regole.
A questo proposito, particolarmente significativo è stato il saluto del colonnello dei Carabinieri Bruno Capece, direttore della Scuola Allievi di Campobasso e uomo di sport — avendo conseguito recentemente il patentino di allenatore di calcio — il quale ha ricordato come lo sport sia proprio l’esaltazione del rispetto del proprio avversario, oltre che delle norme che regolano le competizioni sportive.
Insieme a lui hanno portato i saluti delle istituzioni Giuseppe Calcagno, delegato dal Rettore dell’Università del Molise Peter Vanoli, l’assessore comunale Mimmo Maio, la professoressa Anna Paolella dell’Ufficio Scolastico Regionale, Michele Falcione della Giunta CONI del Molise, Angelo Campofredano, coordinatore regionale Sport e Salute, Donatella Perrella, presidente regionale del Comitato Paralimpico, e Maurizio Rivellino, presidente del CUS Molise.
La tavola rotonda, moderata dal sottoscritto, è iniziata con l’intervento della professoressa Rossella Gianfagna, rettore del Convitto Mario Pagano, che ha stimolato l’interesse dei ragazzi con una originale clip realizzata con l’IA, nella quale la dirigente scolastica, tramite il proprio avatar, ricordava una propria gara di staffetta di tanti anni fa, spiegando il concetto di inclusione: aiutare anche i compagni meno dotati, perché l’importante nello sport non è solo vincere, ma vincere insieme, nello spirito di collaborazione che è il vero scopo dell’attività sportiva.
Nella relazione dell’ex presidente del CONI Guido Cavaliere sono riecheggiati i ricordi giovanili (la prima gara di atletica risale al 1949), ma anche la saggezza di un allenatore e di un dirigente sportivo di alto livello, che ha fatto dell’etica il suo punto di riferimento costante.
Nelle parole di Carlo Cantales, consigliere federale della FIDAL nazionale, sono emerse la passione di un ex atleta che, nell’attività dirigenziale, sta portando il suo bagaglio di esperienza, vivendo momenti di grande valore sociale. Cantales ha sottolineato che, al di là delle società sportive, sta emergendo un movimento spontaneo di atleti di tutte le età, che si danno appuntamento per condividere la gioia di correre insieme, senza traguardi agonistici specifici.
Il presidente della filiera delle Scienze Motorie dell’Unimol, Giuseppe Calcagno, ha sottolineato l’importanza della formazione come fondamento dell’attività sportiva. Non esiste sport di qualità senza formazione di qualità, ha detto, un messaggio rivolto a tutti gli operatori del settore, oltre che agli atleti e alla comunità (famiglie, società sportive e istituzioni).
Un messaggio raccolto da due docenti delle scuole presenti, Stefano Moffa e Umberto Anzini, che hanno dato il loro contributo a un dibattito che ha sicuramente arricchito tutti i partecipanti alla bella manifestazione.
Mauro Carafa



