EDITORIALE

“Rallegratevi”. La nuova rivista dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano

Un cammino di comunione e speranza per raccontare la gioia del Vangelo

La nuova rivista diocesana vuole centrare l’attenzione sulla vita della diocesi, sul suo camminare alla luce del Vangelo, sugli eventi che la rendono una chiesa pronta ad annunciare ciò che ha di più prezioso: l’Amore di Dio. Nello stile dei piccoli passi, fatti sempre insieme, ci riscopriamo allora seminatori di gioia. Nelle pagine si darà ampio spazio ad esperienze e riflessioni che fanno delle nostre comunità quello che ha raccomandato Papa Leone ai vescovi italiani, ‘case della pace’. È questa “una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione”. Una sfida questa dell’online davvero nuova, impegnativa ma anche molto entusiasmante che richiede di rafforzare i tre ambiti importanti e inscindibili: la comunicazione, la condivisione, la diffusione, ossia i volti, le storie, i riflessi della presenza di Dio nel nostro territorio.

La scelta del nome, fatta dal nostro arcivescovo Biagio, è carica di significato, perché “Rallegratevi!”, usata nella forma imperativa così forte, è come se ci riportasse il timbro di voce di Gesù quando la pronunciava agli apostoli. Sembra di sentirlo, sì, mentre dice anche a noi: «Rallegratevi, perché Io ho vinto il mondo» (Gv 16,33). È un’espressione pregnante di sollecitudine, di risveglio spirituale e relazionale, di incoraggiamento a guardare avanti, a partecipare la potenza del Suo amore, a credere nella vita che scaturisce dal Suo cuore. In questa parola è racchiusa la sovranità della fiducia in Gesù, con essa è confermata la speranza, quella della Pasqua.

Nel “Rallegratevi!” c’è racchiuso il “Fidatevi di Me!” detto da Gesù a ciascuno. Come si intuisce è un verbo di particolare densità biblica. Sfogliando il Nuovo Testamento notiamo che inizia proprio con il “Rallegrati” che l’arcangelo Gabriele rivolge a Maria, definendola piena di Grazia, in quanto è lei la prescelta di Dio, la creatura che porterà in grembo il Messia. Da questi primi elementi, capiamo che è una parola carica di annuncio, ossia di quell’invito ad elevare il cuore al Signore, ad accogliere la Sua presenza. Quando questo imperativo lo sentiamo pronunciato da Gesù è perché Lui invita alla missione. Nel Vangelo il “rallegratevi” indica anche che la strada per la pienezza di vita è la beatitudine (cfr Lc 10, 17-20; Mt 5,11). Non è solo il cammino verso Dio. È qualcosa di molto di più! È la strada fatta con Lui, con la forza che viene da Dio stesso. E non c’è persecuzione né prova che possa mai spezzare questo legame, perché nel “Rallegratevi” c’è la consapevolezza di stargli a cuore.

Questa rivista porta indelebile il segno giubilare che più di tutti profuma di eredità, di impegno, di speranza, perché riconosciamo che abbiamo tutti bisogno di “recuperare la gioia di vivere, perché l’essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio, non può accontentarsi di sopravvivere o vivacchiare, di adeguarsi al presente lasciandosi soddisfare da realtà soltanto materiali” (Spes non confundit, n. 9). E come non riascoltare poi l’esultanza profetica tracciata da Papa Leone nel messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali di quest’anno: “Abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica”.

Incamminiamoci allora in quest’esperienza editoriale, spogli da ogni pretesa, ma rivestiti solo di partecipazione, con una scelta che ci renderà aperti al nuovo, alla collaborazione, alla stima reciproca, certi di quello che ci raccomanda il libro dei Proverbi: «Più di ogni cosa degna di cura custodisci il tuo cuore, perché da esso sgorga la vita» (Pr 4,23). Osiamo la fraternità! In tutti gli ambienti quotidiani. Ciascuno con la propria originalità. Con un sorriso. Con un’espressione di vicinanza o una parola benevola, detta con tono amabile, talmente delicata da arrivare a qualunque persona. Accogliendo, con impegno e in comunione, il monito paterno del nostro arcivescovo: Incarniamo il Vangelo!

Grati per quanto costruiremo nella gioia e per la nostra chiesa diocesana, raccontando, condividendo, raggiungendo con parole nutrite dall’unico riferimento: la Parola! Auguri.

Ylenia Fiorenza