GMG DIOCESANA: GIOVANI IN CAMMINO PER CRESCERE NELLA FEDE

«ORIZZONTE VERTICALE»

Sfida i giovani all'impegno non violento e alla collaborazione concreta

I giovani hanno risposto con entusiasmo e partecipazione all’appello lanciato dall’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano in occasione della GMG Diocesana (Giornata Mondiale della Gioventù Diocesana). L’evento, tenutosi il 30 novembre 2025 presso la parrocchia Mater Ecclesiae, ha portato circa 70 ragazzi e ragazze a confrontarsi con il tema stimolante di «Orizzonte Verticale». L’obiettivo ambizioso della giornata era scoprire e analizzare alcune caratteristiche fondamentali dello stile di vita di Gesù per dare una prospettiva nuova alla propria quotidianità.

La giornata è iniziata con l’accoglienza musicale, un momento di benvenuto e una colazione condivisa, animata da Giulia, Francesca, Tommaso e la Voice Band. Dopo l’iscrizione dei partecipanti, è iniziata la “mattina del coraggio civile” in cui sono state create quattro squadre, ognuna intitolata a modelli di lotta non violenta e ricerca della verità:

  • Ilaria Alpi: La giornalista romana, laureata in lingue e assunta in Rai, ricordata per il suo sacrificio a trentatré anni a Mogadiscio, dove fu uccisa il 20 marzo 1994 mentre svolgeva il suo lavoro per raccontare le verità più scomode.

Lea Garofalo: Nata in Calabria, orfana di padre ucciso dalla malavita organizzata, Lea ha trovato rifugio a Campobasso grazie al Programma di Protezione dopo aver deciso coraggiosamente di interrompere i legami con il fidanzato avviato alla malavita e di collaborare con la giustizia all’età di 28 anni. Morì a Milano nel 2009, vittima di un omicidio efferato.

Giuseppe Impastato (detto Peppino): Giornalista e conduttore radiofonico siciliano, è stato un simbolo della lotta coraggiosa e non violenta contro Cosa Nostra. Dopo essere stato assassinato il 9 maggio 1978, la sua morte fu inizialmente depistata come suicidio, ma grazie  al  coraggio della madre e degli  amici il               responsabile fu condannato.

Rosario Livatino: Profondamente cristiano e legato all’Azione Cattolica, il magistrato siciliano fu assassinato nel 1990 dalla Stidda, un’organizzazione mafiosa, a causa del suo rigore nelle indagini antimafia e il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata.

L’esperienza è proseguita nel grande Salone con una preghiera iniziale, guidata da don Francesco Labarile e tenutasi alla presenza e con l’intervento del Vescovo. Quando chiediamo a Giovanni se c’è un piccolo gesto in cui pensi di aver mostrato coraggio, lui risponde: “Credo sia stato aiutare un amico in un momento difficile: non era felice e sono riuscito a stargli accanto e a sollevarlo dopo un periodo davvero complicato. Ognuno di noi può compiere piccoli gesti di coraggio nella vita di ogni giorno, come sostenere la ricerca contro le malattie per dare speranza a chi affronta momenti duri. Mi fido di Dio: è un compagno di viaggio che mi ha permesso di incontrare persone meravigliose, con alcune delle quali ho costruito amicizie molto profonde.

Il cuore della mattinata è stato dedicato alla rotazione attraverso quattro stand esperienziali, ciascuno focalizzato su una specifica caratteristica dello stile di vita di Gesù:

  1. STARE CON GLI ALTRI STABILMENTE: i partecipanti sono stati impegnati nella scrittura delle proprie qualità e sulla condivisione di quelle altrui. In questo stand è stato possibile ascoltare la testimonianza di un ex detenuto che ha imparato, col tempo e non poche difficoltà, a vivere nella società.
  2. 2. SAPER STARE DA SOLO: i giovani hanno riflettuto sulla propria settimana trascorsa scrivendo un fatto, delle idee e il proprio sentire su una pagina di diario, confrontandosi con due testimoni e la loro scelta coraggiosa del matrimonio e le sfide della vita.
  3. PRENDERE DECISIONI CORAGGIOSE RACCOGLIENDO TUTTE LE PROPRIE FORZE: la testimonianza diretta di Kandé, sarto senegalese che ora vive a Campobasso, ha aiutato i gruppi ad affrontare e risolvere una situazione incerta e aperta.

4.COLLABORARE CON ALTRI PER OPERE CONCRETE CHE ARRIVANO AD ALTRI ANCORA: Dopo una testimonianza scout, i giovani sono stati divisi in gruppi con il compito di pensare una cosa concreta e fattibile che potessero realizzare in tempi brevi.

Al termine della mattinata, Marika si racconta così: “Quando si è con tante persone arriva un momento in cui senti il bisogno di staccare: stare da soli, a volte, è utile per riflettere. Il consiglio di un amico fa sempre bene, ma è importante anche imparare a pensare con la propria testa e scoprire chi siamo davvero. Anche se siamo in gruppo, ognuno vive un proprio cammino di fede e questo mi ha confermato che il tempo per stare da soli e riflettere è prezioso, soprattutto in un mondo in cui sembra impossibile farlo o dove stare soli è visto come qualcosa di negativo.”

Il pomeriggio è stato dedicato alla distensione e alla festa. Dopo il pranzo, i partecipanti hanno avuto modo di dedicarsi alla musica e all’ATELIER DEI QUADRI, ovvero una sfida a colpi di ORIZZONTI VERTICALI in cui poter riassumere le esperienze vissute nella mattinata.

Dopo la premiazione del quadro più bello, ci siamo preparati nel corpo e nello spirito per la Celebrazione della MESSA CONCLUSIVA presieduta dal Vescovo. Al momento dei saluti e degli arrivederci, come promemoria dell’impegno assunto a dare un nuovo sguardo alla propria vita, è stato consegnato a ciascun partecipante un segnalibro con una frase di un pittore sul coraggio.

La GMG Diocesana 2025 ha segnato un momento significativo di riflessione e chiamata all’azione, dimostrando che i giovani sono pronti a cogliere la sfida del coraggio e della collaborazione, ispirati da coloro che hanno scelto la verità e l’impegno concreto e partendo dal proprio vissuto cogliere la prospettiva più elevata e profonda dello «stile di vita» di Gesù, per poterlo replicare nel proprio quotidiano.

Natalina Mancino e Giulia Varriano