IN CAMMINO CON L’ARTE

IL MISTERO DIPINTO

Il ciclo pittorico di Rodolfo Papa nell’antica Cattedrale di Bojano

In questo periodo, in cui la luce del Natale accende i nostri cuori di speranza e riflessione, proponiamo un articolo dedicato al ciclo pittorico realizzato da Rodolfo Papa nell’Antica Cattedrale di San Bartolomeo, a Bojano: uno straordinario progetto di arte sacra contemporanea portato avanti tra il 2000 e il 2011.

La chiesa è stata duramente provata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e, dopo i lavori di ricostruzione, fino alla fine degli anni Novanta è rimasta priva di affreschi e decorazioni. Nel 1999, in prossimità del grande Giubileo del 2000, don Angelo Spina – allora parroco della Cattedrale – sognava di realizzare un’opera capace di evangelizzare nel tempo: un crocifisso artistico da collocare nell’arco trionfale, memoria luminosa dell’Anno Santo. Da quel crocifisso è germogliata un’intuizione più ampia: un ciclo pittorico capace di narrare i misteri della fede attraverso il linguaggio dell’arte. L’artista designato, il professor Rodolfo Papa, ha dato forma e luce a quella visione, creando immagini che custodiscono il mistero di Cristo.

Da questa prima opera è nata, dunque, la volontà di proseguire, passo dopo passo, un cammino iconografico ispirato alla storia della salvezza. Così, nel corso degli anni, nuovi dipinti si sono aggiunti, scandendo tappe intermedie fino al 2007. Nel giugno di quello stesso anno, don Angelo è stato chiamato a servire la Chiesa come vescovo di Sulmona-Valva e a raccoglierne il testimone è stato don Rocco Di Filippo, nominato vicario episcopale del Santuario di Castelpetroso e parroco dell’Antica Cattedrale. Già parroco di Vinchiaturo, è entrato con passo umile e deciso nel solco tracciato, convinto che la continuità potesse generare frutti di unità, luce, fede e operosità.

Da quel momento si è aperta una nuova fase del ciclo pittorico, caratterizzata da rinnovato slancio e determinazione: don Rocco, promotore della bellezza come via alla fede, supportato da mons. Bregantini, vescovo di Campobasso-Bojano, ha commissionato allo stesso artista il proseguimento dell’opera, con la realizzazione dell’Eden, della Cacciata dal Paradiso, del Sacrificio di Isacco, dell’Annunciazione, della Natività, nonché di alcuni Padri della Chiesa e di alcuni profeti. Proprio la scena della Natività, raffigurata nella navata centrale, rappresenta una meditazione visiva sull’Incarnazione: ogni figura esprime un aspetto del mistero di Dio che si fa uomo.

Il 25 settembre 2011 l’intera opera è stata inaugurata con una solenne celebrazione alla presenza del cardinale Angelo Bagnasco, allora presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e dell’intera comunità riunita in un clima di profonda gioia e partecipazione. Un evento che ha segnato non solo la conclusione di un’opera artistica, ma l’apertura di un cammino spirituale: l’arte come via alla trascendenza, come eco visibile del Vangelo, come invito alla preghiera e all’ascolto. L’opera, frutto di un impegno corale, è anzitutto segno della fede operosa di don Rocco Di Filippo, parroco attento e appassionato, che con sapienza e dedizione ha saputo proseguirne e guidarne la realizzazione, cercando con fiducia le risorse necessarie, anche grazie al sostegno partecipe dei fedeli.

Oggi l’Antica Cattedrale di Bojano si presenta come un autentico simbolo di cultura e fede, capace di coniugare diverse epoche. In occasione del venticinquesimo anniversario del ciclo pittorico sono in programma eventi speciali per valorizzare la bellezza di un cammino attraverso l’arte come parola dipinta. Proprio in questi giorni, l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, si è tenuta l’inaugurazione dell’organo a canne, recentemente restaurato. Non soltanto una scelta musicale o estetica, bensì – come ha spiegato don Rocco – «la sua presenza in chiesa è segno di un cammino spirituale che ha riconosciuto nel suono dell’organo una particolare capacità di esprimere la grandezza del mistero di Dio e di orientare il cuore dei fedeli verso di Lui». Ne parleremo nel prossimo numero di IntraVedere.

Gianluca Caiazzo