BORGHI MOLISANI

FROSOLONE

Un viaggio tra lame, storia e sapori autentici

Visitare Frosolone in occasione della manifestazione “Per le vie del borgo”, che si è tenuta il 6 e il 7 dicembre, mi ha dato la possibilità di scoprire le peculiarità del posto ma, soprattutto, di immergermi nella autentica ospitalità molisana, quella genuina che sa di casa e che fa sentire l’ospite come parte della famiglia allargata del borgo.

Parto da Campobasso sabato nel primo pomeriggio e arrivo a Frosolone dopo aver percorso 32 km dal capoluogo (circa mezz’ora di auto).

Nel paese è presente un buon centro di informazione turistica che è in grado di offrire al visitatore indicazioni dettagliate del posto, infatti ad aspettarmi c’era Maria Assunta, una guida che mi ha raccontato le vicende del borgo e mi ha accompagnata per le vie del centro storico, profumate dall’odore della legna che arde nei camini e da quello, invitante, della cucina tradizionale.

Frosolone (IS) è incastonato tra le rupi scoscese e i pascoli rigogliosi dell’alto Molise a 900 metri s.l.m. Inserito nella lista dei “Borghi più Belli d’Italia” e insignito della “Bandiera Arancione” dal Touring Club Italiano, il paese è la destinazione ideale per chi cerca autenticità e tradizioni.

COSA VEDERE

Il centro storico conserva intatto l’intricato impianto urbanistico medievale, offrendo una passeggiata ricca di scoperte. Tra le tante, merita senz’altro una visita il museo dei “Ferri Taglienti”, considerato il cuore pulsante dell’identità frosolonese. Questo museo documenta la secolare arte della lavorazione delle forbici e dei coltelli che ha reso il paese famoso in tutto il mondo. Qui è possibile ammirare circa 400 pezzi che testimoniano l’abilità degli artigiani locali.

Da non perdere la Chiesa di San Pietro Apostolo e la suggestiva chiesa di Santa Maria Assunta, con facciata in stile barocco, un’abside riccamente affrescata e una bellissima pala d’altare intagliata e dipinta, di scuola manierista napoletana.

Tra le architetture civili spicca il palazzo Baronale Zampini, che sorge sul sedime dell’antico castello medievale, costruito durante la dominazione longobarda. Le sue sale interne sono riccamente affrescate, ma non visitabili in quanto di proprietà privata. Addentrandosi nei vicoli si può trovare l’antico ingresso di una bottega che sulla facciata riporta i simboli peculiari dell’arte del fabbro: martello, pinza e incudine.

Situato all’ingresso del paese, in piazza Alessandro Volta, troviamo il monumento simbolo di Frosolone, che rappresenta la rinascita locale dopo il terremoto del 1805: la Fonte Grossa, nota anche come Fontana dell’Immacolata. La struttura è realizzata in pietra calcarea con due grandi archi, vasche per lavatoi e mascheroni leonini che erogano l’acqua potabile. Al centro della costruzione, sopra una colonna in pietra, è posizionata la statua dell’Immacolata.

Molto interessante da vedere è il Museo del Costume, che ripercorre un viaggio nel mondo femminile di un tempo, tra abiti tradizionali, ricami e corredi nuziali.

Frosolone è circondato da un ambiente naturalistico spettacolare. Le mura ciclopiche testimoniano l’antica presenza sannitica, mentre la natura offre mete imperdibili come la Morgia Quadra, un massiccio roccioso dalle forme bizzarre, vero punto di riferimento per gli appassionati di free climbing e arrampicata. Le aree di Monte Marchetta e Colle dell’Orso ospitano faggete maestose e un’ampia biodiversità, con zone di pascolo di bovini e cavalli allo stato brado, dove non è raro avvistare volpi e, talvolta, il lupo appenninico.

TRADIZIONI ED EVENTI

L’anima di Frosolone è profondamente legata a due grandi tradizioni: l’artigianato del ferro e la cultura pastorale. L’arte della forgiatura con la lavorazione di forbici e coltelli viene celebrata ogni anno con due importanti eventi:

la Mostra Mercato Nazionale delle forbici e dei coltelli (agosto), che offre un’importante vetrina in cui gli artigiani espongono le loro creazioni;

la Festa della Forgiatura (sempre nel mese di agosto), durante la quale gli artigiani creano dal vivo, tra scintille e rumore dell’incudine, riportando in vita i gesti antichi.

Altro evento degno di nota è la Transumanza (settembre-ottobre), riconosciuta come patrimonio immateriale dell’UNESCO. Ancora oggi la famiglia Colantuono perpetua l’antica tradizione del passaggio stagionale delle greggi. A sottolineare l’importanza di questa tradizione nel paese è stata ricostruita una fedele “casetta del pastore”, che riproduce gli ambienti in cui un tempo venivano prodotti i formaggi tipici, offrendo uno spaccato della vita rurale.

GASTRONOMIA: SAPORI DI MONTAGNA

La cucina frosolonese è basata sui prodotti genuini della terra e sull’antica arte casearia. L’abbondanza dei pascoli di montagna favorisce una ricca produzione di formaggi, il più iconico è la Manteca, composta da una scamorza esterna di pasta filata che racchiude un cuore cremoso di burro. Da gustare anche il caciocavallo e il provolone. Le carni e i salumi della produzione molisana sono saporiti e perfetti per grigliate. Non mancano la salsiccia, il capocollo, la soppressata e i torcinelli (involtini di interiora di agnello). La zona è ricca di tartufo, incluso il pregiato tartufo bianco, celebrato ogni dicembre con la mostra mercato Tartufi & Molise. I piatti a base di tartufo, come le sagnette condite con fagioli, arricchite dal profumo del bosco, sono una vera delizia.

Frosolone è un borgo dove la pietra racconta la storia, l’acciaio celebra l’arte, la gastronomia soddisfa il palato e l’accoglienza riscalda lo spirito. Consigliandone caldamente una visita durante le imminenti festività, auguro a tutti i lettori di Intravedere un sereno Natale.

Francesca Valente