
La comunità di Castellone di Bojano si è ritrovata numerosa nella chiesa di Santa Maria della Libera per la solenne celebrazione della festa di Tutti i Santi, occasione nella quale mons. Biagio Colaianni, arcivescovo metropolita di Campobasso-Bojano, ha conferito a don Giovanni Tramontano la nomina ufficiale a parroco, dopo cinque anni di servizio come amministratore parrocchiale.
Nel suo saluto iniziale, il Vescovo ha evidenziato che una comunità parrocchiale “è affidata al pastore come porzione del gregge di Cristo”, invitando alla pace, alla coesione e alla responsabilità comunitaria; questa nozione è stata da subito tangibile ascoltando le righe del decreto di nomina, letto durante la celebrazione, che ha sottolineato la fiducia dell’Arcivescovo nel ministero di don Giovanni, chiamato a esercitare “piena amministrazione pastorale a norma di diritto”, nel solco della tradizione ecclesiale.
Ampia e toccante la riflessione durante l’omelia di mons. Colaianni, centrata sul significato teologico e spirituale della santità battesimale, in cui ha chiarito che la santità “non è conquista personale né privilegio per pochi, ma dono di Dio”, radicato nella partecipazione alla vita divina attraverso il battesimo; riprendendo la Prima Lettura, ha spiegato il valore simbolico del numero 144.000 quale immagine della totalità del popolo di Dio, mentre dalla Seconda Lettura ha tratto l’affermazione che fonda la dignità cristiana: “siamo figli di Dio, e lo siamo realmente”.
Facendo un excursus tra le Beatitudini, il Vescovo ha indicato la via concreta della santificazione quotidiana: la povertà di spirito come affidamento radicale a Dio, il pianto come luogo di consolazione divina, la mitezza come stile di riconciliazione, la ricerca della giustizia come adesione alla volontà di Dio e la misericordia come criterio di vita evangelica. Particolare rilievo è stato dato alla beatitudine della persecuzione: “beati voi quando sarete insultati e calunniati a causa mia”, ha ricordato l’Arcivescovo, sottolineando che la fedeltà al Vangelo può comportare incomprensioni, ma rende il cristiano partecipe della missione stessa di Cristo.

Il neo-parroco, nel suo intervento conclusivo, ha espresso gratitudine per la fiducia ricevuta e ha riconosciuto nella collaborazione dei fedeli la condizione essenziale per una pastorale feconda: “da soli non si può procedere; la comunità è chiamata a sostenere il proprio sacerdote anche con la preghiera”.
La celebrazione si è conclusa con alcuni doni offerti dalla popolazione al Vescovo e con la benedizione solenne dell’Arcivescovo, che ha incoraggiato i presenti a custodire il bene e a farlo crescere: “il Signore non si allontana; accompagna sempre il suo popolo”.
In un clima di riconoscenza e di rinnovata speranza, Castellone di Bojano apre così un nuovo tratto del suo cammino ecclesiale, consapevole che la santità, come ha ricordato il Vescovo, “è vocazione da vivere nelle pieghe della vita quotidiana, lì dove il Vangelo diventa testimonianza concreta”.
Valentina Capra



