IL GIUBILEO DELLE FAMIGLIE

UN ABBRACCIO TRA GENERAZIONI E SPERANZA

Nel cuore dell’Anno Giubilare 2025, lunedì 2 giugno, la Cattedrale della SS. Trinità di Campobasso ha aperto le sue porte per accogliere famiglie, bambini, nonni e anziani, riuniti per celebrare insieme il Giubileo della Speranza.

È stato un momento di grazia per testimoniare che la famiglia è ancora oggi un dono prezioso e il cuore pulsante della speranza. I volti curiosi e sorridenti dei bambini si sono mescolati a quelli segnati dalle rughe degli anziani, mostrando quanto sia bello stare insieme tra generazioni: una ricchezza che ci fa crescere nella fede e nella speranza. Emozionante e intensa, la celebrazione è stata resa ancora più coinvolgente dai canti del coro guidato con passione dalla maestra Maria Carmela. A presiedere l’Eucaristia è stato il Vescovo, S.E. Mons. Biagio Colaianni, che ha parlato con parole semplici ma profonde: “Uniti nello Spirito Santo, possiamo affrontare anche le sfide più difficili. La famiglia è il cuore della speranza”.

Un invito a guardare con occhi nuovi la propria famiglia, riscoprendone la bellezza anche nei momenti di fatica. «Come rendere concreta e credibile l’unità? Iniziamo col crederci davvero», ha proseguito, ricordando che l’unità familiare non è sempre facile, soprattutto nei momenti di stanchezza o incomprensione. Ma è lo Spirito Santo che ogni giorno ci dà la forza per andare avanti e non arrenderci. Riprendendo le parole di San Giovanni Paolo II, Mons. Colaianni ha ricordato che la famiglia non è qualcosa che scegliamo, ma un dono, il luogo dove si impara ad amare, perdonare, costruire relazioni e crescere nella fede. Non è solo un luogo da “sopportare”, ma uno spazio concreto dove vivere il Vangelo ogni giorno. Significativo il richiamo al Vangelo delle Nozze di Cana, dove Gesù inizia la sua missione in una casa, durante una festa di nozze. Non è un caso, ha spiegato il Vescovo, ma un segno chiaro: “Dio ama abitare nella semplicità della vita quotidiana”. Ha aggiunto: “Non servono famiglie perfette, ma vere. Famiglie che, anche con le loro ferite, restano unite nell’amore e nella preghiera”. Il Vescovo ha messo in guardia dal rischio di rottura dei legami, spesso causato dalla mancanza di fiducia nell’unità che Dio desidera per ciascuno. Per questo la famiglia è chiamata a essere “segno vivo di unione e amore”, proprio come la Chiesa, che è “famiglia di famiglie”.

Al centro del Giubileo, Mons. Colaianni ha ribadito un messaggio essenziale: “La speranza non è solo attesa del futuro, ma realtà da vivere ogni giorno: nei piccoli gesti d’amore, nelle parole di perdono, nelle fatiche condivise”. Ha ricordato l’invito di Gesù: “Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo”. Con l’aiuto dello Spirito Santo, anche la famiglia può diventare un segno profetico di amore e unione. Uno dei momenti più emozionanti è stato quando alcuni bambini, insieme a una mamma con in braccio la piccola Camilla di appena cinque mesi, hanno portato all’altare lettere luminose che, una dopo l’altra, hanno composto la parola SPERANZA. Un gesto semplice ma ricco di significato: la speranza nasce dai più piccoli e, per loro, va custodita, nutrita e trasmessa ogni giorno, perché il mondo diventi più bello e umano.

Subito dopo, grandi e piccoli hanno recitato insieme la Preghiera del Giubileo, unendo voci e cuori in un’unica invocazione. Da questa preghiera è nato un invito profondo e concreto: vivere la speranza ogni giorno, diventandone testimoni con una vita vissuta nell’amore; messaggeri capaci di ascoltare e stare vicino a chi è solo; costruttori di una società più giusta e inclusiva; custodi, prendendosi cura del creato, scegliendo la pace e rifiutando ogni forma d’ingiustizia. Così, passo dopo passo, trasformiamo la speranza in vita. “Non servono gesti grandi per vivere la fede,” ha concluso il Vescovo. “Viviamola con coerenza, con la preghiera e con l’amore semplice del quotidiano. Ogni famiglia che accoglie lo Spirito Santo diventa un segno vivo della speranza di Dio per il mondo”. Al termine, i bambini sono tornati alle loro famiglie con la “lettera luminosa” tra le mani: un piccolo ma potente invito a portare ovunque la luce della speranza!

La celebrazione si è conclusa, ma il messaggio resta vivo nei cuori: la speranza non è un sogno lontano ma una realtà concreta, che nasce, cresce e abbonda nelle famiglie ogni volta che ci si ama, ci si perdona e si cammina insieme.

Perché è proprio lì, tra le mura di casa, che Dio costruisce, giorno dopo giorno, il futuro dell’umanità.

Lucia Tirabassi