SUMMIT INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DEI BAMBINI

AMIAMOLI E PROTEGGIAMOLI

“L’infanzia negata è un grido silenzioso che denuncia l’iniquità del sistema economico, la criminalità delle guerre, la mancanza di cure mediche e di educazione scolastica…una crisi morale globale… Non vogliamo che tutto questo diventi una nuova normalità. Non possiamo accettare di abituarci a dinamiche che tendono a rendere l’umanità insensibile…a scapito di ciò che c’è di più nobile nel cuore umano: la pietà, la misericordia…Quando il futuro è incerto e impermeabile ai sogni… è inevitabile che il presente sia vissuto nella malinconia e nella noia. Non è accettabile ciò che purtroppo negli ultimi tempi abbiamo visto quasi ogni giorno, cioè bambini che muoiono sotto le bombe, sacrificati agli idoli del potere, dell’ideologia, degli interessi nazionalistici. In realtà, nulla vale la vita di un bambino. Uccidere i piccoli significa negare il futuro”.

(Papa Francesco Summit internazionale dei diritti dei bambini)

 Si è svolto, lo scorso 3 febbraio, in Vaticano, un summit internazionale sui diritti dei bambini, (Amiamoli e proteggiamoli), fortemente voluto da Papa Francesco e coordinato dal Pontificio Comitato per la giornata dei Bambini. L’evento si inserisce nel percorso giubilare ed anticipa la seconda edizione della GMB (giornata mondiale dei bambini), che sarà celebrata a settembre 2026. Il summit, articolato in 8 panel, ha trattato oltre al tema dei diritti dei bambini e dell’accesso alle risorse, il diritto all’educazione, declinata anche come educazione alla pace, il diritto al cibo, alla nutrizione, all’assistenza sanitaria, al tempo libero e a vivere senza violenza (sia essa derivante dalle guerre che dalla devastazione ambientale). Tante le autorità presenti all’incontro, (circa 40 relatori), oltre alle personalità politiche e religiose. Si è fatto il punto sulle condizioni di vita di milioni di bambini, una categoria fragile e vulnerabile, segnata dalla povertà, dalle privazioni dell’istruzione, dall’ingiustizia, dallo sfruttamento, dalla guerra, dalla povertà, che, spesso non è, come dovrebbe essere, al centro dell’agenda politica mondiale. La Convenzione sui diritti dell’infanzia all’art. 1 definisce Bambino (children) l’individuo di età inferiore ai 18 anni. La Convenzione riconosce, in maniera espressa e per la prima volta, ai bambini ed alle bambine la titolarità di diritti sociali, civili, politici, culturali, economici. Ma una cosa è il riconoscimento, ancorché formale, dei diritti, altra cosa è la declinazione sostanziale del suo esercizio.

Alcuni dati

Secondo i dati delle agenzie internazionali (Save the Children) ogni anno, in tutto il mondo, circa un miliardo di minori è oggetto di violenza, anche fisica e sessuale, privati della libertà, ma anche della dignità. Le vittime di matrimoni forzati sono circa 9 milioni. Inoltre, i minori tra i 5 e 17 anni sono sottoposti a sfruttamento lavorativo.103 milioni di bambini, in età scolare, secondo i dati della Banca Mondiale, non hanno avuto accesso all’istruzione. 473 milioni di bambini dal 2023 vivono in una zona di guerra. Circa 460 milioni di bambini vivono o fuggono da guerre. Più di 1 milione di bambini vive in paesi ad altissimo rischio per cambiamenti climatici. Inoltre, dal 2014 al 2024, sono arrivati, solo in Italia, 127.662 minori stranieri non accompagnati attraversando il mare. Papa Francesco ha ricordato che non vanno dimenticati i tanti piccoli che muoiono “da migranti nel mare, nel deserto o nelle tante rotte dei viaggi di disperata speranza”. Più di 40 milioni di minori sono sfollati a causa delle guerre e circa 100 milioni sono senza fissa dimora, senza contare che ogni giorno 14mila bambini, nel mondo, perdono la vita. In Italia un milione e 295mila minori vivono in povertà assoluta, e 200mila di età compresa tra 0 e 5 anni soffrono la povertà alimentare. (“La lacrima di un bambino affamato pesa più di tutta la terra” Gianni Rodari.) Dati allarmanti da bollettino di guerra. La senatrice Liliana Segre, presente al summit, ha analizzato la crisi dei tempi che stiamo vivendo: “I bambini vengono dimenticati. I loro diritti, per colpa degli adulti, sono sempre i primi a essere sacrificati, se non addirittura schiacciati. Mancanza di educazione, di coesione familiare, i divorzi, le famiglie allargate, il disgregarsi delle relazioni… I bambini diventano accessori delle decisioni degli adulti. E sono i bambini a pagare il prezzo più alto… l’unica arma contro l’odio è l’amore”. Stiamo assistendo ad una “crisi morale globale”. Secondo Arif Husain, capo economista del WFP (World Food Programme) “ogni giorno 700 milioni di persone vanno a letto senza mangiare; 150 milioni di bambini sono troppo bassi per la loro età e 50 milioni sono malnutriti. 120 milioni di persone vengono cacciate con la forza dalle loro case: in maggioranza sono donne e bambini…la disuguaglianza di reddito equivale a disuguaglianza di opportunità”. Senza contare il problema dei bambini invisibili, in alcune regioni del mondo che  non riescono ad accedere ad alcun servizio. Secondo uno studio sullo stato psicologico dei bambini di Gaza, citato da Rania di Giordania, presente al summit: “il 96% ha riferito di sentire la morte come imminente, quasi la metà ha detto di voler morire. Non vogliono diventare astronauti o pompieri, come gli altri bambini, ma vorrebbero essere morti”. Tante le vittime innocenti dell’odio. Ma come siamo arrivati a tanto?

Aprire nuove vie: non perdere la speranza

Papa Francesco ha evidenziato come l’infanzia, oggi, non sia più protetta, ma ferita, violata e negata, sottolineando che i bambini “ci guardano per vedere come noi andiamo avanti nella vita”. Quali i rimedi da mettere in atto a difesa dei Bambini? Investire nella scuola promuovendo la costruzione di autentici percorsi educativi, come atto di responsabilità e lungimiranza, restituire ai bambini la loro infanzia e migliorare le condizioni di vita, perché “l’istruzione cambia il mondo”. Umanità, uguaglianza, e giustizia permetteranno ai bambini di sognare senza limiti. Oltre ai sogni, comunque, necessitano di politiche familiari, nazionali e locali che mettano al centro la famiglia come luogo di cura e di protezione, di amore, oltre che di educazione e crescita. Investire sui bambini, oltre che “atto d’amore è un’opportunità economica e sociale”. Il tunisino Kamel Ghribi, presidente del gruppo GKSD (gruppo fornitore di servizi di consulenza e gestione progetti), presente al summit, “ha auspicato che i paesi ricchi diminuiscano le spese militari per dirottarle negli interventi di aiuto alla crescita sana e sicura dei bambini.” I bambini hanno bisogno di coltivare e realizzare i sogni, hanno bisogno di pace, di educazione alla pace ed alla convivenza, alla legalità, al rispetto della diversità che è una ricchezza, hanno bisogno di speranza e di essere ascoltati. Alcuni bambini presenti hanno consegnato a papa Francesco una lettera: «Vorremmo un Mondo più giusto, senza divisioni tra i popoli, tra ricchi e poveri, tra giovani e anziani…Un mondo che sia anche più pulito, in cui l’inquinamento non distrugge le foreste, sporca il mare e uccide tanti animali, abbiamo capito che è più importante salvare la Terra che avere tanti soldi». E se lo hanno capito i bambini!

A chiusura dei lavori il Papa ha annunciato la pubblicazione di una esortazione apostolica, l’ottava del pontificato, dedicata ai Bambini, l’attendiamo con speranza.

Silvana Maglione