
La festa del Santo Patrono dell’arcidiocesi di Campobasso-Bojano e della Città di Bojano, San Bartolomeo Apostolo, quest’anno ha evidenziato una massiccia partecipazione. Presenti anche una rappresentanza di Bojanesi Oltreoceano. Infatti, anche a Montreal e Toronto la Solennità è ben vissuta e molto sentita dalle Associazioni costituite in un tempo storico molto opportuno, per dare voce a un riconoscimento spirituale e civile, ai bojanesi residenti oltreoceano! Ma poi va evidenziato come soprattutto grazie all’incontro annuale in occasione della Festa del Patrono i bojanesi delle terre lontano hanno alimentato la loro fede e la gioia di sentirsi uniti anche se distanti dalla loro terra di origine! S. Bartolomeo quindi ha sempre coinvolto il popolo Bojanese ricco di storia, di Fede e di cultura. In effetti piace a tutti ritrovarsi intorno al protettore non solo per esprimere l’unità della comunità, come esigenza sociale, ma anche per manifestare la personale responsabilità nel rinvigorire la propria fede, favorendo l’entusiasmo della festa! Un’entusiasmo che evidenzia come la persona è in cerca di senso e di felicità cogliendo l’opportunità della festa. Viene facile allora definire come ognuno viene interrogato dalla vita; e ciascuno la vive come un momento per rinsaldare anche l’unità sociale e tessere nuove relazioni. D’altronde è un tratto comune di tutte le comunità’ umane! In effetti la parola festa deriva da festum che indica un atteggiamento gioioso, felice!
La città di Bojano dove la storia diocesana è stata intensa e ben vissuta già dal cinquecento con la presenza del Vescovo Lorenzo, ha un passato ricco di considerazione attraverso il quale si può evidenziare la laboriosità di un popolo attento al fenomeno religioso. In passato infatti fu elevata a Capitale del Ducato di Benevento sotto la protezione di S. Bartolomeo Apostolo. Ecco perché ogni 24 Agosto, festa liturgica del Santo, la città di Bojano con il proprio Vescovo si recava a Benevento per la solenne celebrazione e poi il 25 si festeggiava nella città Matesina! Rimasta tutt’ora il giorno 25 proprio per sottolineare una attenzione alla storia!
Quest’anno la festa ha ripreso un caloroso entusiasmo non solo per la preparazione previa dei nove giorni con le opportune meditazioni dei presbiteri della Diocesi, ma soprattutto per la presenza del nuovo Arcivescovo, Mons. Biagio COLAIANNI, che ha messo anche in risalto l’importanza del presbiterio unito intorno al patrono della Diocesi! L’Arcivescovo ha ben evidenziato pertanto come il Vangelo pone la festa nel cuore dell’esperienza dell’incontro con Dio. E insieme si coglie la bellezza di come si vive una profonda sete di vita e di ricerca del soprannaturale, che si esprime dentro gli orizzonti della festa! Perciò in ogni paese e in ogni città la festa diventa qualcosa di essenziale per l’esistenza di una persona e di una comunità, per cui si trova l’occasione per solennizzare con la testimonianza del Santo l’incontro con il senso della vita e con i sensi del corpo fisico e sociale !
Il cuore di ogni festa è sempre l’Eucaristia che ha trovato quest’anno nell’Antica Cattedrale intensa partecipazione e sacro raccoglimento intorno alla mensa della Parola e del Pane di vita!
Molto opportune le parole dell’Arcivescovo che ha invitato a “riconoscersi come Corpo di Cristo e famiglia di Dio intorno al Signore Gesù e alla devozione del Santo che sempre costruisce il bene come fraternità nella comunità, per dare forza alla propria identità”!
Fissando allora lo sguardo sull’uomo Bartolomeo che ha accolto l’invito dell’Apostolo Filippo a incontrare Gesù, si è potuto riconsiderare la sua testimonianza come una scuola di vita, per imparare ad essere annunciatori e trasmettitori della fede con amicizia autentica e sincerità genuina nelle relazioni con la gioia del Vangelo.
Si è dato quindi significato anche alla fedeltà della tradizione di secoli di storia dove l’ascolto del passato ha aperto uno slancio alla verità’ del presente e alla speranza di un cammino nuovo capace di coniugare fa fede con la vita. Pertanto nel far emergere i tanti valori identitari di una comunità cresciuta intorno al martire S. Bartolomeo e alla sua esperienza di uomo senza falsità, si è colta l’opportunità di irrigare così i diversi cuori e anche le diverse geografie umane con la Parola del Dio vicino, facendo germogliare il meglio in ciascuno! La gratitudine dei Bojanesi per per S. Bartolomeo Apostolo è immensa e si rinnova ogni anno pronti a imitare con l’aiuto dello Spirito il suo esempio di uomo generoso e disponibile nel lasciarsi guardare dal Signore. E lo sguardo intenso di Gesù trasforma la vita!
Don Rocco Di Filippo



